The Black Angels @ Tunnel [Milano, 2/Ottobre/2010]

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Visto le informazioni che parlano di un concerto che deve tassativamente terminare per le 22:30 (alcuni parlano di coprifuoco, altri di serata danzereccia a seguito) mi spiccio ad arrivare al Tunnel. Affronto un buttafuori con faccia truce che mi intima di lasciare la borsa al guardaroba, sgattaiolo dentro e con faccia altrettanto minacciosa faccio capire che proprio no, la borsa rimane con me. Finto bullismo a parte sono dentro, di gente ce n’é ancora pochina e i Giöbia stanno gà suonando. Ore 20:20. Che dire del quartetto milanese. Davvero bravi. Sempre in bilico tra garage rock, psichedelia e passaggi quasi orientaleggianti. Sul palco fanno la loro porca figura e l’attenzione tra il pubblico non cala mai, cosa assai rara per una band che si trova a suonare ad orari più consoni per un aperitivo. Piccoli tocchi di classe sono gli inserti di violino e di bouzouki (il nome l’ho scoperto tramite il booklet del CD), assolutamente complementari con la proposta dei Giöbia e non semplici esercizi di stile. Procuratevi ‘Hard Stories’, uscito per  la Jestrai e di facile reperibilità, e date loro una chance. Una volta ogni tanto qualcuno se la merita.

Ed ora i texani e parecchio chiacchierati Black Angels. Premetto di conoscerli davvero poco e di essere venuto soprattutto per fami un’idea, quindi non aspettatevi titoli di canzoni o disquisizioni particolarmente impegnate e illuminanti. A partire dal cambio palco ci si accorge subito che sono dei maniaci del suono ed infatti il concerto inizierà con qualche minuto di ritardo a causa di svariati problemi tecnici. Tanto che la persona più impegnata del loro entourage è l’inquietantissimo roadie mascherato da strega (guardate il video di ‘Telephone’ per avere un’idea). Nel frattempo comunque il Tunnel si è riempito notevolmente e sancisce un successo non da poco, 20 euro di questi tempi non sono poca cosa. La loro è musica drogatissima a lenta carburazione. Tanto che all’inizio rimango un po’ freddo, però con il passare dei minuti (pochi a dire il vero) vengo inevitabilmente tratto in un acidissimo vortice sciamanico. Ed i Black Angels hanno il gran pregio di creare tutta questa tensione rimanendo sotto i cinque minuti a pezzo, senza aver bisogno di lanciarsi in dilatazioni infinite e reiterate. Teoricamente una proposta di nicchia, ma che con la giusta spinta potrebbe tranquillamente divenire di massa. Milano mi ha abituato a dei volumi ed un’acustica pessima, oggi il Tunnel si salva con dei volumi che spingono e dei suoni nitidi, anche se non privi di imperfezioni. Bastava guardare le espressioni dei componenti del gruppo per rendersene conto: frustrazione, impotenza e scoglionamento elevato. Problemi che paradossalmente hanno mostrato una band vera e con la giusta attitudine r’n’r “andatevene tutti affanculo“. Il chitarrista mancino era assolutamente furente, più lo guardavo e più pensavo che ci sarebbe scappata una scena alla ‘Dig’ in puro stile Anton Newcombe. Mentre il resto del gruppo era decisamente più pacato a mostrare una certa insofferenza verso il tecnico del suono e si limitava a chiamare in ballo la “strega“ operaia del rock che sistemava le cose o mandava qualcuno a riferire. Indispensabile! Purtroppo però quando il coinvolgimento è all’apice e lo stato di trance nei presenti é totale il tutto finisce bruscamente. Ore 22:30. Tempo scaduto.

Per fortuna che la Moratti parla di una Milano a dimensione internazionale per quanto riguarda la musica. Ma in situazioni del genere mi chiedo sempre dove sta il rispetto verso la musica. E soprattutto dove sta il rispetto verso i gruppi che giungono in città e verso gli spettatori (quelli che oggi hanno fatto chilometri e messo mano al portafoglio) che forzatamente non hanno modo di gustarsi uno spettacolo nella sua interezza. C’é da rimanere senza parole. Ma la discoteca attende ed i presenti se ne devono andare quanto prima. Doppia serata, doppio incasso. Questa é la Milano pre-Expo.

Chris Bamert

3 COMMENTS

  1. … Ah Chri’, secondo te perché i Grinderman hanno suonato a Trezzo Sull’Adda? Perché gli Einsturzende arriveranno solo a Bologna? A Milano, a parte gli orari, non ci vuole piu’ venire nessuno… viste le condizioni imposte e i posti che non ci sono…!!

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