Testament + Kreator + Cathedral @ Ippodromo Capannelle [Roma, 5/Luglio/2009]

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I concerti metal a cui partecipo si dividono in due categorie: 1. Scandinavia 2. Archeologia. Ieri era la volta della 2, cioè quello che ascoltavo a fine anni ’80 quando ero stato appena travolto dalla malattia per questo genere, in virtù della nota vulnerabilità post adolescenziale. Quindi qualche anno prima che svedesi e norvegesi stravolgessero tutto provocandomi il ritorno di fiamma verso queste stronzate, di cui sono tuttora vittima. Comunque, più passano gli anni e più penso che dovrei impormi una nuova regola: in ambito metal non andare a vedere suonare nessuno che sia nato prima di me, ma ieri non potevo assolutamente non partecipare a questo Legend Of Chaos Festival.

Del resto non avevo mai visto i Kreator e se penso a quanta adrenalina mi regalavano quando avevo 19 anni nei momenti di apatia e solitudine, direi che glielo dovevo. Il problema è che quando vado ai concerti della categoria 2 mi accorgo che la mia conoscenza si ferma al massimo al secondo o terzo disco e quindi per molto tempo mi rompo le palle. Ma andiamo a vedere cosa è successo. Stavolta non voglio dilungarmi sulla solita accoglienza ricevuta fuori dai cancelli, che neanche fa più notizia (gare di rutti, di bestemmie, di puzza, di magliette, di urla disumane e di capelli più lunghi per chi ce li ha ancora). Supero questa prima prova e passo al quadro successivo. Il palco e il luogo (proprio sotto le tribune dell’ippodromo) sono davvero una bella sorpresa, non ci ero mai stato da quando non c’è più Fiesta. Chiedo dove si può ballare una salsa mentre mangio alla churrascheria con un coatto che mi accoltella giocando ai cavalli, ma mi dicono che non c’è più niente di tutto questo. Dio c’è.

Lo spauracchio dell’orario ci ha fatto stare lì tutti alle sette sotto il sole cocente, ma fortunatamente alle otto in punto, mentre nessuno li aspettava, iniziano a suonare i Black Sabbath. Che sorpresa, sul programma non c’era! Però non conosco neanche un pezzo, eppure tempo fa facevo le cover. Allora chiedo spiegazioni al tipo accanto. “Chi sono questi? I chi? Ahh i Cathedral!”. Eppure li avevo visti dal vivo 15 anni fa e non li ho riconosciuti. Vabbè basta scherzare, a parte il già noto aspetto clonazione devo dire che hanno fatto una discreta figura. Mi aspettavo una palla infinita e invece mi sono proprio piaciuti. Sarà che più invecchio e più mi sento negli anni ’70. E i suoni erano proprio quelli, se non si era capito. Quaranta minuti piacevoli e via col cambio palco.

Ammetto che il logo Kreator montato sulle due casse mi provoca una certa emozione. Oddio ecco Mille Petrozza, ma che si strilla? E’ peggiorato, ma gli anni passano per tutti ed è meglio se mi sto zitto. Inizia una sequela di pezzi a me sconosciuti, ma è colpa mia. Però bei suoni davvero e anche una certa precisione teutonica nell’esecuzione (ancora bravo, se non più di prima, il batterista Jurgen Ventor). Da quanti anni non ascoltavo queste cose, mi sembra di tornare indietro nel tempo. Dai, siete ancora in forma, però fatemi qualcosa che conosco. Ecco ‘Betrayer’, questa la conosco. Allora mi sveglio un po’ e decido che se fanno ‘Pleasure To Kill’ mi butto in mezzo alla mattanza. Detto fatto. Dopo il sermone pacifista di Mille su un’intervista in cui gli chiedevano se c’è violenza ai concerti metal (introduce il pezzo gridando sarcasticamente “I want to see you kill one each other in the mosh”), mi tuffo a raccolgiere un po’ di mazzate e secchiate di prelibato sudore altrui. A un certo punto mentre sto per lanciare l’ennesima persona in faccia a qualcun altro mi accorgo che è un bambino di 11 anni che sta cantando a memoria tutta la canzone. Allora mi fermo e mi prende un tuffo al cuore, un sussulto. Insomma, mi rendo conto che anche i metallari hanno procreato e sono già alla seconda generazione. Torniamo a noi. Bravi i Kreator, un’oretta piacevole per chi conosceva i pezzi. E’ valsa la pena vederli, quantomeno per ragioni affettive. E poi tante belle parole contro la religione e il Vaticano che fanno sempre piacere. Perfino un bel “Povcozziooooo” (mi è sembrato così) con la erre moscia. E ora andiamo a vedere cosa combinano i Testament.

Anche qui stesso discorso, conosco solo i pezzi del primo disco e mi divertono anche. Il suono è ottimo, anche se la chitarra di Skolnick non risalta come dovrebbe. Un’ora e mezza è passata, è mezzanotte e me ne vado.  Ok ok raccontiamo anche il concerto dei Testament, un ultimo sforzo. Potenti, tecnici, storici. ‘Over The Wall’, ‘Practice What You Preach’, ‘Burnt Offerings’ e forse un’altra le riconosco. Il resto no, ma è un bel concerto. La formazione è quella del primo disco tranne l’ottimo Paul Bostaph alla batteria. Chuck Billy è sempre una bestia in tutti i sensi, i riff di Peterson fanno aumentare la sudorazione e i soli di Skolnick sembrano belli, se solo si sentissero.

Sinceramente riconosco che è stata una gran serata, ma se posso esprimere le sensazioni personali, le parole che restano sono obsolescenza, passato, staticità. Un genere che ha avuto la sua importanza e mi ha regalato splendidi momenti, ma a me appare come qualcosa che ha fatto il suo tempo. Lungi da me scrivere l’epitaffio del thrash metal, ma del resto anche la scarsa presenza di pubblico non è stata confortante, anche se forse l’impressione era dovuta all’ampiezza del luogo. Sarà forse anche per i 30 euro, nella media ma non alla portata di chi non ha il massimo della convinzione. Però di solito preferisco chi si evolve. Scusate.

Simone Serra

13 COMMENTS

  1. ma se ti senti vecchio che cazzo vai a fare ai concerti? tra l’altro grande concerto in tutti i sensi e tutto sembrava tranne che vetusto e obsoleto. saluti.

  2. …no sono uno degli ac/dc… e se ricordassi la storia musicale sia dei Kreator che dei Testament sapresti che sia l’uno (con Renewal e Endorama) che gli altri (con The Ritual) avevano provato ad “evolversi” con il risultato di non vendere una copia anche se i dischi erano coraggiosi e diversi dalle cose che fanno di solito. cmq non volevo offenderti…

  3. però scusa eh hanno ragione a risponderti così. Come puoi descrivere un concerto di gruppi di cui conosci solo il 1 disco? beato te che ci sei andato, io purtroppo non potevo, sai , ho dovuto scegliere tra Testament e Metallica per motivi economici e familiari. Avendo ormai una certa età, ho preferito un posto numerato in tribuna al palaeur. Sai, c’è anche gente che va ai concerti per ascoltare la propria musica preferita, non solo per fare casino

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