Television Personalities @ La Casa 139 [Milano, 29/Novembre/2008]

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E’ passata un bel po’ di acqua sotto il London Bridge da quando il DJ John Peel, verso la fine degli anni ’70, ascoltò per caso i Television Personalities e li volle immediatamente sponsorizzare mettendoli nella sua chart. Troppo spesso si resta affascinati da quello che una band fa e non da come lo fa. Se il punk è un’attitudine Daniel Treacy, il frontman, è il punk. Dopo depressione, alcool, droga e carcere Dan ancora è li a raccontarci ciò che vede e vive con i suoi occhi vitrei che mettono in imbarazzo specialmente i più giovani. Non c’è marketing dietro la sua storia. Una parabola discendente, un tunnel da cui non si esce facilmente. Etichettare da un punto di vista musicale i Television Personalities è come voler ingabbiare di nuovo Dan. Se lo sapesse tenterebbe immediatamente l’evasione. Provate comunque a mischiare un 30% di sano punk ‘77, un 20% di indie, un 20% di psichedelia, aggiungete infine un 30% di vita realmente esistita ed eccovi servito il cocktail, l’ennesimo che Dan e i suoi tracannerebbero beffardi.

Lo spettacolo allestito dai Television Personalities è stato quello che almeno alcuni di noi si aspettavano: eccessivo e menefreghista quanto basta. Gesticola, parla, dimentica, rinsavisce, canta, sorseggia, strega, ammalia teneramente. Alla Casa 139, il menestrello Dan ha affrescato ogni sua esperienza attaccandola e trasmettendola al pubblico come scimmia sulla schiena. Manuel Agnelli, che è spesso li, avrebbe imparato qualcosa in più: lo stile e la coerenza. L’ultimo single ‘The Good Anarchist’ (Gennaio 2008) è il segnale che non c’è più speranza di redenzione per chi ha vissuto ai limiti, per chi ha respirato e vomitato punk, per chi ci ha raccontato la sua adolescenza e quella di molti giovani londinesi nati nei sobborghi di Chelsea in ‘Part Time Punks’ (Walkin’ down the kings road, I see so many faces, They come from many places, …Then they go to Rough Trade, To buy Siouxsie and the Banshees, They heard John Peel play it…They play their records very loud, And pogo in the bedroom, In front of the mirror…But they got two fifty to go and see The Clash. Tonight! Here they come…The part time punks!) e ha tentato di decifrare l’incubo della propria dipendenza dagli eccessi in ‘My Dark Places’, album del 2006 che sancisce la rinascita artistica della band.

Complimenti ai milanesi The Pink Rays che hanno fatto da spalla ai Television Personalities. Influenzati da band come Gang Of Four, Pixies, Strokes, Faint, Joy Division e Velvet Underground, si sono dimostrati efficaci, scenici, a volte garage e a volte total-tribal, grazie soprattutto al potente e minimale batterista Gerald, italo-venezuelano.

Andrea Rocca

Foto Dan Treacy by Andrea Rocca

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