Teenage Bottlerocket @ Freakout [Bologna, 8/Agosto/2017]

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Ne ho visti di concerti punk in più di 25 anni. Radio Birdman, Wild Weekend, Peawees, The Cute Lepers, Bad Religion. Damned e Tv Smith, Dead Kennedys e Eaters, Vibrators e Refused. E poi ancora Undertones, Stiff Little Fingers, UK Subs, Klaxon, The Boys, Senza Benza, The Briggs… ne ho visti tanti da perdere la testa. Ma i Teenage Bottlerocket sono una spanna sopra molti di questi. Non tanto per le canzoni ma per l’intensità e l’umiltà dimostrata in questa serata difficile da dimenticare. Dimentico invece facilmente e con grande sollievo la seconda band di apertura i Zachary (i Dear Dust han suonato prima del mio arrivo) che si possono riassumere in quel che ha detto il cantante sul finale “altre due canzoni e ci togliamo dai coglioni”. Bravi.

I Teenage Bottlerocket non hanno marchiato la mia adolescenza o i miei 20 anni come altri gruppi ma la loro band gemella sì. Se stasera sono qui è anche perchè sono un fan dei Lilingtones, o meglio ancora sono un fan di Kody, una delle voci più belle del punk rock anni ’90/’00. Sciolti i Lilingtones ecco nascere i Teenage Bottlerocket – prodotti da Mass Giorgini (figlio di Aldo, uno dei padri della computer grafica, ndr) altro mio eterno idolo adolescenziale (andate a riscoprire ‘Too Much of A Good Thing’ dei suoi Rattail Grenadier) – che gravitano intorno all’orbita di Ben Weasel degli Screeching Weasel, altra band appiccicata al cuore da 20 anni. Insomma tutto torna. Lilingtones + Rattail Grenadier + Screeching Weasel = Teenage Bottlerocket. Beh, più o meno. Girano da una 15 di anni, sotto contratto Fat Wreck Chords, a luglio è uscito il loro ultimo disco ‘Stealing The Covers’ in cui hanno coverizzato band semisconosciute dell’universo punk-rock. Invece di coverizzare i “soliti” Sex Pistols danno voce invece a Warsity Weirdos, Artimus Maximus, The Gullibles, The Blendours, The Punchlines, Mugwumps, Hollywood Blondes, 20 Belows e via andando. Di un paio di esse gli stessi TB ammettono di non saperne granchè!

Salgono sul palco e parte l’intro di ‘South Of Heaven’ degli Slayer. Tutti a ridere ovviamente ma è solo un attimo. 1-2-3-4 e giù di schitarrate. Il concerto dei TB è riassumibile in una parola: monumentale. Non c’è tregua, non c’è scampo nell’ora concessa dai ragazzi americani. Suono perfetto, potenti, precisi, chirurgici nei tempi, non hanno mai fatto una pausa se non forse per dire “We are teenage Bottlerocket” e hanno suonato come se fosse l’ ultimo concerto della loro vita. Gente che salta sulla (mia) testa, singalong, pugni al cielo, il basso suonato a livello del pavimento, voci pulite, testi adolescenziali e intensità massima. La temperatura sale, fa caldissimo, non si respira ma è impossibile uscire fuori, i TB ti inchiodano a guardarli. ‘Skate Or Die’ è il loro inno ma non gliene frega una mazza tanto che la suonano per seconda e poi si dedicano a tutto il loro vasto repertorio di canzoni fotocopia. Ripeto, una canzone degli Screeching Weasel vale forse tutta la discografia dei TB ma il calore, il sudore generato da questi 4 ragazzi (ormai uomini) è stato encomiabile. L’unico diversivo che concedono è quando chiedono ad un ragazzo di salire sul palco per fagli dire al microfono “1-2-3-4”. Il resto è solo sudore e batteria lanciata ventre a terra + corazzi da stadio. Suonano senza risparmiare una goccia di sudore. Vengono accolti dal tripudio di più di 150 persone venute a vedere una delle band surrogato perfetto del punk rock. A fine concerto mi faccio coraggio e avvicino Kody, gli mostro vergognosamente il mio CD masterizzato ‘The Lilingtones, Complete Discography’ scritto in diagonale con un inossidabile Uniposca. Gli dico: “ce l’ho da più di 15 anni… me lo firmi per favore?”. Lui sorride, mi guarda un po’ male, ma mi sorride di nuovo e me lo autografa. Salgo in macchina felicissimo e faccio partire per l’ennesima volta ‘I Saw The Apemen’. Dei Lilingtones ovviamente.

Dante Natale

Foto dell’autore

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