Suzy y Los Quattro + Svetlanas @ Mads [Roma, 17/Aprile/2008]

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Oramai venerdì sera al Mads è fisso. Per un gruppo o l’altro sono sempre qui. Stasera c’è quasi una replica del concerto di Vibeke Saugestad di un mese fa circa, uno dei più belli di questo inizio 2009. Replica perchè il power pop di Suzy y Los Quattro è davvero molto simile a quello di Vibeke anche se con le dovute differenze riscontrate. La Spagna è piena di questi gruppi e potete ammattirvi, se vi piace il genere, saltellando tra i vari Myspace dei La La Love You, Los Bikinis ecc, anche se Suzy è una spanna sopra. Come gruppo spalla ci sono gli Svetlanas che sono uno dei gruppi migliori in Italia visti di recente. Lo si capisce subito nel soundcheck improvvisato sul palco. Il fonico cerca di fargli abbassare un po’ di quello, un po’ di quell’altro per avere un suono migliore. La cantante si spazientisce dopo due secondi e dice: “Suoniamo lo stesso, vai attacca”. Dopo un minuto ti rendi subito conto che di fronte non hai un gruppo qualsiasi ma uno con le palle squadrate. Brani nichilisti di un minuto e mezzo massimo, di punk feroce sorretti dalla voce incazzata di Angela che sa stare sul palco, dimensione che sente perfettamente sua. Urla, sgrana gli occhi, sembra impossessata, si sbatte infoiata e ci regala mezz’ora devastante. Superbi.

Suzy è piccolina. E’ davvero uno scricciolo, non certo statuaria e bella come Vibeke. Ma su questo ci passiamo sopra. Però, sarà anche perchè hanno fatto un lunghissimo cambio palco di un’ora quasi, ma il gruppo mi è parso bello spocchioso. Suzy e gli altri sembrano stare lì solo per un compitino, forse il bassista cerca di suonare con più allegria ma gli altri, cantante compresa, non fanno nulla più di quanto dovuto, niente sorrisi, niente spensieratezza. Cose che in questo genere sarebbero obbligatorie. Certo hanno delle canzoni carine, d’altronde la Screaming Apple Records, per la quale incidono, non è certo un’etichetta che sceglie male e su disco Suzy sa il fatto suo, ma dal vivo non riesco a promuoverla. Concerto povero di contenuti.

Dante Natale

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