Super Elastic Bubble Plastic + JoyCut @ Parco delle Valli [Roma, 17/Luglio/2009]

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Siamo al Parco delle Valli, è la terza delle quattro serate in programma all’interno della manifestazione rock intitolata “Stacca La Spina Unplugged”, che stasera prevede l’esibizione dei JoyCut e dei Super Elastic Bubble Plastic. I primi sono una band attiva dal 2001, con la loro musica a cavallo tra psichedelia e indie rock dal sapore british, portano avanti con fermezza la missione: “recuperare, mettendoli al sicuro, i valori perduti”. I secondi invece sono reduci dal terzo bellissimo lavoro ‘Chanches’, che ha dimostrato fin da subito e in modo chiaro, come questo gruppo rappresenti una delle migliori espressioni italiane del rock’n’roll indipendente in questo momento. Quando arrivo a destinazione alle nove di sera, mi sorprendo di trovare il posto semideserto: solo qualche famigliola con relativi figli in preda a corse sfrenate nei pressi del palco, un piccolo stand per le consumazioni e qualche panchina.

Le danze si aprono verso le 10 meno un quarto quando, dopo un breve soundcheck, arrivano i JoyCut: “Venite bambini venite, voi siete il futuro!” questo più o meno è l’invito del cantante rivolto ai tanti bambini presenti che da bravi si appostano per un po’ sotto al palco. I brani sono d’atmosfera, nella musica si avverte in modo evidente l’influenza di Pink Floyd e Cure su tutti. La voce sembra un misto tra il cupo Robert Smith e il più recente Chris Martin. Eseguono i pezzi in modo impeccabile, da ‘Apple’ a ‘Plastic City’, da ‘Deus’ alla bellissima ‘Mr. Man’. Il pubblico sembra apprezzare. Probabilmente qualcuno conosce le loro intenzioni, i messaggi che vogliono lanciare o i testi delle canzoni. Basti pensare all’ultimo album ‘Ghost Trees’, creato con materiali totalmente ecologici e biodegradabili, in uno studio di registrazione alimentato ad energia solare. Attraverso la metafora del “Signor Uomo”, intendono scuotere il pubblico sensibilizzandolo verso l’ambiente e i valori che si sono ormai persi.

Gionata Mirai, frontman e chitarrista dei Super Elastic Bubble Plastic, è tra il pubblico. Quando arriva il suo momento lo rincontro al bar che ordina una birra alla spina. Poi sale sul palco mentre io sono ancora lì ad aspettare il mio turno e attacca da solo con l’acustica. Dopo, insieme a Alessio Capra alla batteria e Gianni Morandini al basso, eseguono alcuni pezzi arrangiati per l’occasione. Poi, tra gli applausi del pubblico, si alzano, cambiano chitarra, basso e bacchette, si preparano, e iniziano con i brani del loro ultimo album. Riconosco ‘Fake Queen’, ‘Like The Sea’, New Personalities’ e poi anche qualche vecchia canzone come ‘Need A Gun’ e ‘My Emotional Friend’. Sono puro rock’n’roll, sprizzano elettricità da tutti i pori, ma non scadono mai nel banale: è veramente qualcosa di nuovo (specialmente nei virtuosismi di Mirai) che non si trova facilmente in giro. Il pubblico nel frattempo è aumentato, sembra apprezzare. Mirai ha qualche problema con la strumentazione e sbotta: ”non funziona un cazzo, sembra la recita delle medie”. Ma poi riattaccano e suonano un altro pezzo strepitoso, ‘Someone Nice To Kiss’, prima di lasciare il palco. Dopo neanche tre minuti naturalmente tornano e accolgono qualche richiesta del pubblico suonando ‘Double Party’ e ‘I Can’t Sleep And I Hate You’. Poi salutano e scendono dal palco tra gli applausi di tutti. Soddisfatto del concerto, a fine serata, quando ormai erano rimasti solo loro e i ragazzi dello stand, riesco ad accaparrarmi al volo ‘Chanches’, consigliatomi da Mirai, al quale chiedo anche quando potrò rivederli a Roma. Lui mi conferma una data per l’11 settembre al Circolo degli Artisti, alla quale non mancherò di sicuro e che pubblicizzerò ad amici e conoscenti con molto piacere.

Marco Casciani

2 COMMENTS

  1. Bellissimo articolo:-) Raccontato con grande arte. Mi sembra di vederli i bambini appostarsi sotto al palco dopo l’invito teatrale di un canta store al grammofono. Che bella immagine! Grazie! Joycut sempre un passo avanti a tutti! Ciao.

  2. Ehy ti ringrazio!! 😀 E’ vero, l’immagine dei bambini sotto al palco ha colpito anche me! All’inizio mi faceva strano vedere tutti quei marmocchi ;-), ma lui è riuscito a renderla una cosa molto carina! Ciao!!

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