Sun Ra Arkestra @ Auditorium [Roma, 22/Novembre/2008]

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Sun Ra e John Gilmore hanno lasciato il pianeta Terra per compiere il personale viaggio tra le galassie, ma la loro voce trascende gli astri e giunge sempre viva a noi terrestri attraverso l’Arkestra, diretta oggi da Marshall Allen (classe ’24) con una vitalità da adolescente. Quello che ci si aspetta da uno spettacolo della Sun Ra Arkestra non è certo il classico concerto jazz fatto da grandi strumentisti, piuttosto si attende un viaggio terreno attraverso la “Great Black Music” che riesca a divenire ultraterreno e sfociare in territori ancora ignoti… aspettativa ovviamente non delusa. “Great Black Music” è, in realtà, il manifesto degli Art Ensemble Of Chicago, ma mai definizione fu più azzeccata per definire anche la musica di Sun Ra che appunto coinvolge tutta la storia musicale Afro-America, partendo dalle radici ancestrali tribali per arrivare al blues e proseguire attraverso la storia del jazz, senza però fermarsi ma continuando verso l’orizzonte.

Tredici sono gli strumentisti che compongo l’ensemble, e quando si spengono le luci della sala e cominciano a salire sul palco, donano con le loro tuniche e cappelli luccicanti nuovi riflessi di colore alla Sinopoli… Non ci sono presentazioni, non ci sono saluti, non ci sono respiri preparatori. Appena prendono il loro posto cominciano a suonare! E da subito si entra di prepotenza nell’iperspazio, verso un luogo in cui è appena avvenuta l’esplosione di una stella, dove il suono caotico della distruzione/creazione ribolle facendo battere i cuori. Allen usa una sorta di Wind MIDI controller dal quale fa uscire suoni elettronici assurdi… probabilmente gli stessi che Hal 9000 sentiva durante la sua “follia”, mentre il piano va all’impazzata, gli altri fiati sputano fiamme e le percussioni incalzano fragorose. E’ il delirio? No è il saluto dallo spazio! Finito l’intro si ritorna sulla Terra (ma non del tutto) e comincia la serie di pezzi volti a ricordare l’epopea musicale di quel popolo che, negli ultimi 100 e più anni, ha ribaltato il concetto stesso di musica. C’è di tutto: c’è il ragtime, lo swing, il bop, l’hard bop, il free jazz, il mainstream (forse troppo), il funk, il blues… ci sono gli assoli al vetriolo di Allen la cui voce al sax contralto è fenomenale, e quelli altrettanto stupefacenti del sax tenore Davis, del baritono Danny Thompson e dell’altro contralto Knoel Scott che inoltre spesso canta. Ci sono i balli dello stesso Scott che non ostante l’età stupisce con capriole e piroette, ed i balli dello snodato trombonista Dave Davis. Uno spettacolo a tutto tondo insomma, un’esperienza unica e quasi lisergica, che alla fine ci riporta, come per l’intro, in quei luoghi siderali dove lo spirito di Sun Ra sta viaggiando e ci ricorda soprattutto che Space Is The Place!

Gabriele Mengoli

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