Suede @ I-Days Festival [Monza, 10/Luglio/2016]

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Si è parlato di ‘Night Thoughts’ come dell’emblema della terza fase creativa dei Suede, band che all’alba degli anni novanta ispirava il futuro genere e movimento britpop. Il tour a supporto della loro ultima e apprezzata pubblicazione discografica ha toccato anche l’Italia: prima del Rock In Roma, sono headliner del terzo e ultimo giorno di I-Days Festival, uno dei maggiori eventi dell’estate lombarda, nella splendida cornice dell’Autodromo di Monza. Neanche lontanamente paragonabile a quella dei due giorni precedenti la partecipazione di pubblico: dopo il bagno di folla per Paul Kalkbrenner e per i Sigur Ròs, il prato davanti al palco principale dell’Autodromo era praticamente vuoto per tre quarti. Meglio è andata ai Biffy Clyro, capaci di radunare una folla poco più numerosa di quella dei Suede: in tal senso, ci sentiamo di definire ingeneroso l’atteggiamento di chi ha abbandonato l’Autodromo al termine della buona esibizione della band scozzese. L’accoglienza riservata ai londinesi è stata parecchio calorosa e la band inglese ha reagito con grande professionalità, non curandosi dell’esiguità di un pubblico comunque parecchio partecipe. ‘When You Are Young’ ha aperto, seguita da ‘Outsiders’: pochi minuti di live per apprezzare l’ottimo stato di salute dei Suede e per constatare anche che non fosse una serata esattamente fortunata per gli inglesi: durante la prima, infatti, Brett Anderson si è spesso rivolto ai tecnici facendo dei cenni con la mano, pur dimostrando una grandissima abilità nel non condizionare la sua prestazione, dopo la seconda è schizzato verso gli addetti ai lavori per informarli sui gravi problemi di ritorno audio in cuffia. Il frontman della band era visibilmente stizzito, ma è stato in grado di non cedere alla frustrazione e, contemporaneamente, di tirare fuori tutto il meglio di sé per regalare ai presenti un concerto all’altezza dello spessore della band: Brett è sceso in mezzo al pubblico, ha saputo coinvolgere tutti, invitando a cantare e a battere le mani. Quando è tornato su, sebbene continuasse a tentare di dare indicazioni ai tecnici perché risolvessero i problemi, si è confermato un vero e proprio animale da palcoscenico, ballando e inginocchiandosi, mantenendo sempre altissimo il livello d’attenzione senza sbagliare nulla neanche nei passaggi più impegnativi. ‘Animal Nitrate’, ‘We Are The Pigs’, ‘Heroine’ e ‘Filmstar’ hanno rappresentato il cuore del concerto, mentre Brett giochicchiava col microfono, lasciato cadere sul palco in più di un caso. ‘She’s In Fashion’ in acustico è stato forse l’apice di un’esibizione breve e potenzialmente esplosiva, l’unico momento in cui la voce del frontman si è distinta limpidamente, mentre l’apprezzata ‘The Beautiful Ones’ ha anticipato il congedo dopo poco più di un’ora. Al ritorno sul palco, Brett ha scherzato con uno spettatore invitandolo a cantare, dopo aver detto esplicitamente degli inconvenienti tecnici. L’esibizione è terminata con due pezzi estratti da ‘Dog Man Star’: prima ‘The 2 Of Us’, poi ‘New Generation’. Grande il rammarico dei presenti per un live che non è stato ciò che avrebbe potuto essere, causa forza maggiore: i Suede hanno davvero dato tutto e il caloroso applauso ha testimoniato una grande empatia con un immenso Brett Anderson, mattatore e trascinatore di una band che è riuscita a rendere godibile un’esibizione sfortunata, iniziata con un pubblico da club e proseguita con troppi disagi tecnici.

Piergiuseppe Lippolis

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