Styrofoam + Il Genio @ Circolo degli Artisti [Roma, 2/Ottobre/2008]

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Decomprimere. Questa la parola d’ordine a due giorni dall’impegnativo concerto dei Notwist. Segni ancora vivi sulla pelle e soprattutto sul fisico. Ecco allora che la serata ISIC (Festa Internazionale dello Studente) si presenta come una piccola grande occasione per compiere il defaticamento annunciato. Nella mitezza autunnale del Giovedì (il mio storico giorno preferito della settimana) il Circolo è popolato da under 23 e solo da uno sparuto gruppo di “altra” gente accorsa per curiosare nel live set del belga Arne Van Petegem meglio noto come Styrofoam. Un produttore, remixatore e musicista che ha contribuito, all’interno della Morr Music, a rilanciare la Berlino elettronica dando spessore al sound della label. Ma non solo. Styrofoam è anche noto per le sue schizofreniche collaborazioni a cinque stelle che negli ultimi anni lo hanno visto al fianco di correlazioni che riportano a Notwist, Lali Puna, Postal Service, fino ai Death Cab For Cutie. Ma prima c’è Il Genio. Ad aprire la serata arriva a Roma il duo pugliese che sta viaggiando sul successo di un singoletto intitolato ‘Pop Porno’. Ma soprattutto in questi ultimi giorni hanno potuto “godere” di un passaggio televisivo nella rugginosa e inguardabile trasmissione televisiva “Quelli Che Il Calcio…” e di uno spot prurigginoso di una sempre più irriconoscibile (fisicamente) cyber Simona Ventura. Un siparietto triste che però ha consentito al Genio di avere questa sera una grossa fetta di giovani dalla loro parte. Che si spingono fin sotto le transenne per ascoltare solo quel pezzo. Il Genio è un prodotto di “laboratorio”. Un’idea nata in studio. E si sente. La musica non c’è. I pezzi non ci sono. Le voci neanche. Imbarazzanti. Null’altro da aggiungere se non che si deve uscire dalla sala con la smorfia di stupore sul viso, condivisa da tutti quelli (fortunatamente non pochi) arrivati nel club per ascoltare della musica belga.

La band di Styrofoam si compone di un barbuto batterista di nome Jules e di una multistrumentista pienotta di nome Liz che per convenienza oggi chiameremo Asdrubaldina per la sua infinita simpatia e svagatezza. Mr Styro sta promuovendo il sesto album di una carriera importante. ‘A Thousand Words’ è anche il suo primo per l’etichetta Nettwerk. Dal sound senza dubbio più commerciale. Non è un segreto che lo stesso artista fiammingo lo abbia proprio voluto così, come dice lui un “uptempo pop album”. Con una camicia nera è pronto a sudarne altre sette. Arne non è un cantante ma nella sua musica non è importante. La chitarra tratteggia rarefazioni e melodie spinte all’ossessione in alcuni finali maiuscoli. I campionamenti, la batteria vera e le altre cosette manovrate da Asdrubaldina compongono un tappeto davvero affascinante in mezzo al quale spiccano brani nuovi e meno nuovi. Alcuni di questi sono semplicemente bellissimi. Deliziosi i siparietti con la maldestra Asdrubaldina, che in due-tre occasioni manda in tilt i macchinari e non riesce ad accordare la chitarra. Deliziosi anche quegli altri in cui sorridente si alza dallo sgabello delle tastiere per asciugare il capoccione semi-pelato di Arne come un secondo all’angolo farebbe con il suo pugile. Il livello è comunque ottimo, superiore alla media. Il mestiere di manipolatore viene messo in pratica con tanto ardore. Le compulsioni addosso all’amplificatore per distorcere e “allungare” il suono della chitarra prendono gli spazi del palco. Momenti da mattatore. Sorrisi. Qualche parola con il pubblico. I tre si stanno enormemente divertendo. Che bello. I brani nuovi rendono molto dal vivo. E nel bis ecco in chiusura la title track. Potenziale singolo da air play radiofonica. La sala comunque pienotta anche dopo la plasticata fuffa “pop-pornica” balla dal primo all’ultimo brano. Un artista di studio che ha saputo divenire nel tempo anche un piacevola artista live. Giù il cappello. E applausi. Bene, è davvero tutto.

Emanuele Tamagnini

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