Stereo Total + Brakes @ Circolo degli Artisti [Roma, 6/Aprile/2006]

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Lo Strange Days Festival chiude la sua prima edizione portando sul palcoscenico del Circolo degli Artisti due gruppi assai interessanti: gli inglesi The Brakes e i franco/tedeschi Stereo Total. Se per questi ultimi non vi sono dubbi che siano uno dei migliori duo pop in circolazione, per i Brakes l’”interessante” fa riferimento il mio personale interesse di vedere all’opera questo gruppo. Ma chi sono questi? Il flyer della rassegna li presenta come una “superband indie”. Membri dei British Sea Power e degli Electric Soft Parade danno vita al progetto Brakes. La presentazione che gli viene riservata sembra promettere bene, e contribuisce ad aumentare in me l’interesse nei loro confronti. Chissà se oltre a quell’odioso singolo (“All Night Disco Party”) i quattro non ci presentino un set all’insegna della qualità e della buona musica. Forse ho chiesto troppo, forse era meglio non pensarci tanto, forse le mie aspettative erano veramente eccessive. Fatto sta che, ad essere sinceri, i Brakes deludono. L’affluenza in questo giovedì primaverile non è delle migliori, e i quattro si esibiscono di fronte a poche persone che tuttavia applaudono divertite. Eppure io non ci trovo nulla di tanto esilarante nello spendere minuti per presentare canzoni che a malapena superano i 20 secondi di durata. Anche quando le canzoni sembrano promettere bene, proprio sul più bello, gli inglesi si fermano annunciandone la fine. Una sorta di “coitus interruptus” musicale. Le loro prove migliore le danno sui pezzi countrieggianti. Allora risultano coinvolgenti e (veramente) divertenti. Peccato che i pezzi sul genere non siano più di tre. Bocciati.

Dopo il breve set dei Brakes, il locale inizia a riempirsi, a testimonianza che l’attenzione e l’interesse dei presenti è tuta rivolta verso il duo degli Stereo Total. I due non tradiscono le aspettative e partono subito a tavoletta, coinvolgendo i presenti e facendo ballare chiunque. L’iniziale problema di “Wackelkontakt”, che aveva reso difficile l’esecuzione dei primi due pezzi, viene immediatamente risolto di modo che la signorina Stereo Total possa cantarci una divertente quanto improbabile versione italiana di “Ich Bin Nackt”. I due chiariscono sin dalle prime battute lo spirito amatoriale che li anima e la voglia di divertirsi e far divertire. La maggior parte della basi musicali sono preregistrate, e vengono manipolate mediante una tastierina. Sul palco è presente anche una batteria ridotta all’essenziale: verrà utilizzata nei pezzi più rock’n’roll. La coppia sembra trovarsi a proprio agio sul palco, e anche se la strumentazione è ridotta al minimo questo non rappresenta un problema. Qualsiasi cosa può essere percossa dalle bacchette della batteria e trasformarsi in strumento: transenne, casse, sedie, luci. Il carattere amatoriale viene ulteriormente sottolineato dalla presenza di numerosi quadernini “Clairefontaine”, regolarmente consultati, sui quali sono annotati i testi delle canzoni e le frasi in italiano per presentarle. Il finale di concerto è una vera e propria festa collettiva. Il signor Goring (metà maschile degli Stereo-Total) si tuffa sul pubblico, lasciandosi trasportare dalla folla in delirio. La signorina Cactus (metà femminile degli Stereo Total) invita i presenti a salire sul palco e a creare delle coreografie. Finirà con una bellissima versione francese di “My Way” e delirio finale sulle note di “Wir Tanzen Im 4-Eck”. Sarà dura togliersi il sorriso dalle labbra.

Emanuele Avvisati

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