Sporco Impossibile Nite @ Circolo degli Artisti [Roma, 7/Giugno/2007]

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Terzo appuntamento dell’evento trimestrale Sporco Impossibile. Il massimo da chiedere il giorno dopo l’orgia rossonera degli ex coniugi White. Il massimo perchè si respirano a pieni polmoni vibrazioni positive. Radiazioni benefiche che arrivano dall’accogliente location, da un clima finalmente spring, dalla gente totally smiley, nonchè dai ragazzi dell’organizzazione che hanno capillarmente tessuto una tela importante per non lasciare nulla al caso. A partire dalla consueta compilation – gustoso omaggio per gli avventori – questa volta inserita genialmente in un pannolino bianco formato baby. Ad alternarsi sul palco un ideale ponte Roma-Verona costruito, da un capo, sulla sorpresa Volcanoman Vs l’astrorobot Rodion, dall’altro, sull’indie pop dei Canadians Vs quello dei Fake P. Una mezz’ora di tempo per ciascun artista e nelle pause, sistemato all’aperto, il telo dove scorrono i divertenti clip realizzati per l’occasione dai protagonisti.

[Volcanoman]
Sono stati l’assoluta rivelazione di Italia Wave durante le selezioni regionali per il Lazio che rappresenteranno sabato 21 luglio in quel di Firenze. Finalmente hanno riagganciato il quinto uomo. L'”americano”. Frontman e manipolatore, sostanza aggiunta ad una band che si presenta immersa nella canonica tuta bianca, rivoltando un’energia contagiosa davvero senza eguali nel raggio planimetrico della città. Elettro-heavy-crossover senza fissa dimora che surriscalda e scatena il ballo dei convenuti. I Volcanoman (potrete da oggi chiamarli anche Pippobaudoman e non si offenderanno!) ristorano il fisico come una doccia fredda dopo una maratona nel deserto del Gobi.

[Canadians]
I cinque scaligeri di Massimo Fiorio (ex Slumber) sembrano essere divenuti in breve tempo un piccolo caso internazionale. Reduci da un paio di avventure liverpooliane, con gli occhi del NME addosso, spinti dal vigoroso passaparola del “mio spazio”. Convogliano l’emo pop americano più edulcorato versandolo in un recipiente che ha già all’interno strizzate d’occhio indie e lievi avvallamenti stile Lookout! Records. Ma il sapore è dolciastro. Troppo. Carini e perfetti. Ma non basta.

[Fake P]
I più antipatici vi parleranno a proposito dei Fake P di “qualcosa” che finisce in “tronica”. Un trend linguistico fighetto per indicare un “qualcosa” generato dall’elettronica ma non così pressante da poter esserne considerato figlio naturale. Il quintetto (senza una vera batteria) fa parte dei collettivi intercambiabili. Tutti suonano tutto a giro perpetuo. Spiccano due sax, tromba, chitarre, un Apple, basso… a frullare suoni e sensazioni senza dubbio più stralunate e per questo più apprezzabili rispetto ai concittadini di cui sopra. Nome da appuntare su un foglietto giallo dalla B-side collosa.

[Rodion]
Lo pseudonimo “spaziale” nasconde Edoardo Cianfanelli (provenienza Pigneto Quartet Trio) che ho avuto recentemente il piacere di intervistare telefonicamente quando questi era in un Autogrill dei Castelli Romani alle prese con una mirabolante astro-Rustichella. Un’esperienza ventosa che mi ha segnato profondamente. Rodion è accompagnato dal fido bassista TSO che “serve” giudiziosamente l’artista della Gomma Records che al collo porta una piccola quanto famelica tastierina tuttofare. Ma non solo. Rodion è da tempo un ricercato intrattenitore in tutti i club più “in” d’Europa. Techno-synth-pop martellante ma mai urticante. Un piacere da ballare. Un piacere per una vacanza in trance sensoriale. Sputnik!

Non mi resta che serrare le fila. Riflettere la divertita stanchezza in un bicchiere di cristallo. Orientare la bussola dei saluti. Ed entrare senza saperlo in una notte tutta nuova. Come la febbre che m’avvolge da questa mattina.

Emanuele Tamagnini

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