Speciale M.E.I. [Faenza, 26/novembre/2006]

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[The Wild Bunch]
E’ il giorno del Meeting delle Etichette Indipendenti. Lo è per una delegazione misto-lana di Radio Città Aperta che prevede la presenza contemporanea di Tatiana Selecta, Marco Cavalieri, il sottoscritto e Gianluca Polverari che verrà prelevato di peso a Firenze. In aggiunta la dolce presenza di Simona Soundz ormai autentica veterana della cittadina emiliano-romagnola. L’appuntamento è per domenica mattina. Le lancette bloccate alle 6. Quando la città è praticamente sepolta da una coltre di nebbia.
[L’amica Octavia]
La mia gola è out. E le previsioni meteo (tra umidità padana e caldo Skoda) non miglioreranno la situazione. Sono l’ultimo da caricare. Le 6:30 del mattino. Mi avevano parlato di una comoda station wagon. Trovo invece un’infernale Christine fabbricata nell’est Europa. Le due ragazze siedono davanti. Il Cavalieri mi attende nell’antro posteriore.
All’interno gli optional prevedono:
1 – Doppia razione di fagottini al cioccolato raffermo precedentemente scaldati su stagnola e radiatore.
2 – Losca bottiglietta di cola riciclata ricolma di acqua dal colore giallastro.
3 – Mele della Val di Non (anzi di Via Val di Non).
4 – Stradario della Calabria.
5 – Radio de merda.
6 – Stato di appannamento visivo pari all’87% del totale carrozzato.
7 – Non meglio identificate compilation di non meglio identificate etichette discografiche.
8 – Carta carburanti del 1975.
9 – Apertura elettrica dei finestrini completamente disarmonica.
10- Spia “service oil” accesa in eterno che allarma e fa riflettere.

Non si poteva trovare di meglio. Il viaggio è lungo. E non so a chi raccomandarmi.

[Roma-Firenze]
O Londra-Glasgow? Domanda legittima se la distanza dalla capitale al capoluogo toscano verrà coperta quasi esclusivamente viaggiando sulla sinistra. Sto sognando. Oppure Faenza è stata annessa al Regno Unito e non mi hanno avvertito. Tatiana è un abile pilota. Non si capisce altrimenti come possa serenamente percorrere la corsia destinata al sorpasso in stato di quiete totale. Simona dorme. Il Cavalieri è preoccupato. Ed Orte è ancora lontana. La nebbia non dà tregua. La velocità è trattenuta. E’ il momento di creare l’adatta colonna sonora. Ma alla parola “adatta” esce fuori di tutto. Nu metal di quarta, metal core di sesta, giovani cantautori, vecchi emergenti, gruppetti britannici (almeno in tono con il tempo e con la guida) e assurde masterizzazioni saltellanti. Il primo autogrill è pieno. Di una comitiva geriatrica in vacanza premio. La colazione diviene un miraggio. E a Firenze c’è il Polverari che aspetta.

[All’ospedale di Firenze]
E’ questo l’appuntamento datoci dal collega. Che prevedeva (giustamente) un arrivo in maglia nera e tumefazioni da macchine a scontro. Per fortuna giungiamo in loco alle 9:30 circa. La comitiva da 4 si allarga a 5. E’ rimasto un solo fagottino. Che provvederò a lasciare fuori dal finestrino. Tanto ancora non c’è una legge sull’abbandono delle briosche in autostrada. C’è finalmente il sole. La nebbia si è momentaneamente diradata. Ma la Firenze-Bologna è lì ad attenderci sorniona. Si parte. Che la corsia di sinistra venga sgombrata! Fate largo a Radio Città Aperta. Fate largo alla mostruosa Octopus.

[Firenze-Bologna]
Dopo una prima ristoratrice colazione con annessa pisciatina et salve regina le cose migliorano. Marco nostro provvede all’acquisto di una confezione di salatissimi grissinoni della Val Padana versione deluxe. Per fermare la fame dice. Per fermare la paura aggiungo io. Perchè non siamo ancora arrivati a Glasgow. C’è la tremenda coppia autostradale che incombe. Quei maledetti Barberino e Mugello. E’ tutto un cantiere a cielo aperto. Stiamo lavorando per voi. Grazie. Noi siamo disagiati grazie a voi. Si aprono e si chiudono discussioni. Racconto la mia vita. Mentre automobilisti increduli ad ogni sorpasso (a destra) scrutano dentro la nostra carretta. Ora mi sento come Samuel Catarro. Presto sentirete parlare di lui.

[Faenza]

L’approdo è felice. Dopo 6 ore esatte di transumanza appenninica. Siamo come gli eroi sulle macchine volanti. Alle 12:30 il terribile vagone a quattro ruote trova riposo accanto ad un albero. C’è movimento nell’area fieristica faentina. C’è il sole che scalda alto. Raccogliamo borse, zaini e fagotti. Volantini RCA alla mano. Volantini nerdici alla spalla. Il MEI ci accoglie con timbri domenicali. Si comincia ad incontrare gente conosciuta. Amici. Qualche poeta di strada che sfila sicuro di farsi riconoscere. Tanto movimento. Una bella atmosfera. Il primo padiglione è già nostro. Le tappe forzate per public relations che alla fine saranno piacevoli e appaganti. Incontriamo lo stand del Roxy Bar. C’è Red Ronnie che pontifica in loco. Ma non abbiamo chiara la sua funzione. C’è spaesamento e stanchezza. Agli angoli del padiglione cataste di giornali, volantini, poster, bigliettini, suggerimenti. Gioventù. Qualche barba bianca. Gli stand hanno diverse dimensioni. Un banco intero. Mezzo banco. Un banchetto. Un’intero soggiorno. Ecco i ragazzi della Tube Records mentre scorre “The Poser” dei “loro” Clark Nova, lo spazio della Jestrai che ringraziamo per puntualità e disponibilità, il Polverari viene risucchiato dalle spire di conoscenti e colleghi. Lo perdiamo per due giri di giostra. Avverrà anche con Marco. Siamo dalla Point Of View Records. Si ricordano Nerds Attack per una mezza stroncatura. La gentilissima Angelica “prova” a donarmi il suo lavoro “Pomeriggi Similabissali”. Che allieterà il giorno dopo sorprendendomi per magistrale bellezza. Ma adesso abbiamo fame. Lo sa bene anche Manuel Agnelli che masticando allegramente si dedica a qualche foto con ammiratori allo stand della V2. Red Ronnie è ancora lì. Mentre all’esterno, nel piazzale, compare Pupo Ghinazzi. Sarà lui la star della giornata. Intervistato, fotografato, complimentato. Nel tragitto che conduce all’unico punto ristoro (un bar) incontro la barba di Francesco Cerroni (Poppy’s Portrait). Un mito autentico. Dove c’è Francesco c’è casa. Incontro anche la shirt di Mickey Mouse di un altro Francesco. Con il quale ho diviso circa sei anni della mia vita giornalistica. Una sorpresa. Da libro cuore. Che ci unisce davanti ad una piadina replicante infarcita di salsiccia e zucchine fine fine. E’ l’ora del secondo padiglione (vinto dalla presenza di Malleus), quindi del terzo dove è posizionata la simpaticissima Urtovox. Anche loro ricordano con ammirazione Nerds Attack. Per via del supporto dato ai fiorentini Zenerswoon. Ora faccio coppia con Polverari attirato da stand vinilici che si susseguono senza sosta. In uno di questi (il più nutrito e ricco di autentiche chicche) il conduttore di Puzzle/Alternitalia acquisterà un delizioso 33 della band Del-Byzanteens nella quale militava il regista Jim Jarmusch all’epoca della sua residenza all’East Village newyorchese. Nei due tendoni dedicati ai live spiccano gli Assalti Frontali, quindi i Kessler… c’è dell’avanguardia da qualche altra parte. Un dibattito nell’area dibattiti. Pupo che cerca di convogliare gente alle sue spalle per il collegamento con Rai 2. Comincia a calare una leggere nebbia. Siamo stanchi. La nostra missione è quasi agli sgoccioli. Da qualche parte il nome di Radio Città Aperta è ancora vivo. Qualche flyer quadrotto di Nerds riposa in pace in quegli angoli dei padiglioni. E’ ora di tornare.

[Il lungo ritorno]
Alla guida c’è un volontario. Polverari vince la concorrenza del sottoscritto (ma a rischio attacco di tosse) e della Tatiana che ha comunque provato a ricandidarsi con conseguenti grasse risate. Decidiamo che non si può andar via senza essersi inchinati al rito domenicale. Passeggiata e pastarella. Dunque piccola deviazione verso il centro cittadino. Che è già abbellito con le luminarie natalizie. C’è un albero di Natale che riflette squarci di luce sulla piazza davvero incantevole “sporcata” da alcune bancarelle. Un perfetto giro con tappa in pasticceria ed è davvero il momento di lasciare Faenza. La nebbia incombe. Ancor più minacciosa e pericolosa di quella mattutina. Siamo più silenziosi. Tranne che per la mia verve polmonare che si sfoga alla ricerca di valide stazioni radiofoniche. Guidare in queste condizioni è dura. Superiamo lo scoglio e nei dintorni di Chiusi decidiamo il futuro. Sventolando partite IVA e residui risparmi viene votata all’unanimità la cena on the road. Niente rustichelle in PVC, niente muffin di catrame. Bella vita e uscita random autostradale. Passa Arezzo ma non passa l’amena Monte S. Savino. Sono quasi le 21:00. Il paesino toscano è immerso nella nebbia. E per questo breve tragitto alla guida è tornata Tatiana “l’inglese”. Nell’ordine rischia di tirar sotto un operatore ecologico fluorescente, un Ape del nonno di Savino, una coppia a 30 km/h con paura finale di un parcheggio contro mano ai limiti di una cunetta. Troviamo l’unico ristorante aperto. C’è tepore. C’è fame. C’è un bagno. Ho perso la parola. Ma gli spinaci sono buoni. Spolvero un gelato di frigorifero in pieno inverno senza battere ciglio. Ho un incendio in gola che si propaga. Si riparte. E Gianluca è ancora al suo posto. A combattere contro la stanchezza e la nebbia imperterrita. Che alle porte di Roma lascerà spazio ad un freddo pungente. Si torna a casa. Questa volta sono il primo. Esperienza entusiasmante. Consigliata.

Si ringrazia: la provincia di Ravenna, la Skoda automobili, la mamma di Tatiana, la Val di Non, la società Autostrade, il sindaco di Monte S. Savino, Simona Ventura, Radio Città Aperta e DJ Bazzucchi. Il “poeta di strada” è vestito dallo Stevie Wonder Atelier.

Emanuele Tamagnini

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