Speciale Krautrock.

1194

Al 1995. Alla pubblicazione dell’opera fondamentale “Krautrocksampler” di sua maestà Julian Cope. La guida alla musica cosmica più importante e rivitalizzante di sempre. Andiamo allora ad aggiornare gli ultimi anni della galassia kraut, scoprendo che il cuore per molti batte ancora, che i vecchi leoni tedeschi non si sono ancora estinti. Che tanto, quasi tutto, si deve a questi autentici pionieri che scrissero una storia straordinaria e al contempo irripetibile. Prendiamo in esame solo gli artisti della Top 50 di Cope.

Amon Düül > Amon Düül II

Mai ufficialmente sciolti, sempre in movimento, l’attività post-1995 è contraddistinta da ristampe, remix, live, box-set (1997) e dal nuovo album ‘Bee As Such’ pubblicato nel 2009 (a 28 anni dall’ultima release) e reso disponibile sul sito ufficiale. Nel 2006 vengono colpiti dal lutto per la scomparsa del batterista Peter Leopold. Al suo posto entra il figlio d’arte Daniel Secundus Fichelscher (Popol Vuh, Gila, Utopia). Chris Karrer oltre alla collaborazione con gli Embryo e i Guru Guru ha pubblicato il suo ultimo album solista ‘Grandezza Mora’ nel 1999.

Se ti avanza del tempo ascolta anche: Acid Mothers Temple, Animal Collective, The Legendary Pink Dots.

Ash Ra Tempel

Dai Tangerine Dream agli Eruption fino all’anno 1971. Manuel Göttsching, Klaus Schulze e Hartmut Enke si uniscono “after purchasing Pink Floyd’s sound equipment in London”. Si potrebbe terminare qui. Ma l’intento è aggiornare non storicizzare. Nel 2000 la reunion avviene tra il primo ed il secondo pioniere in occasione del Cornucopea Festival organizzato alla Royal Festival Hall da Julian Cope. L’album ‘Friendship’ e il live relativo a quell’esibizione i frutti conseguenti. Manuel Göttsching nel frattempo non arresta la sua vena solista e nel 2011 ecco arrivare le ristampe degli Ash Ra Tempel.

Se ti avanza del tempo ascolta anche: Bardo Pond, Comets On Fire, Soft Machine

Can

Nel 1999 hanno festeggiato i 30 anni con la pubblicazione di un box e con il “The Can-Solo-Projects tour” (dieci anni prima era arrivato il dodicesimo ed ultimo album ‘Rite Time’). Poi nel 2001 la tragica scomparsa di Michael Karoli. Quasi tutti i membri e gli ex-membri si sono negli anni distinti per progetti solisti e collaborazioni. ‪Holger Czukay‬ (oggi 75enne), il coetaneo ‪Jaki Liebezeit‬, il cantante originale Malcolm Mooney (che nel frattempo è diventato visual artist) recentemente lo abbiamo rivisto nei Tenth Planet e nei White Columns, mentre nel 2014 debutterà con la nuova band Pavees Dance. Se per Damo Suzuki sappiamo vita, morte e miracoli, di Irmin Schmidt‬ dal 2008 ne sappiamo un po’ di meno visto che da quella data si è ritirato nel sud della Francia. Proprio quest’anno però è stato celebrato con l’uscita della doppia compilazione ‘Villa Wunderbar’ curata nelle note interne da Wim Wenders. Impossibile non citare ancora l’uscita nel 2012 de ‘The Lost Tapes’ curata da Irmin Schmidt e Daniel Miller.

Se ti avanza del tempo ascolta anche: Frank Zappa, Pere Ubu, The Godz

Cluster

Almeno tre le fasi vitali dei berlinesi. Fino al 1981, fino al 1997 (riuniti nel 1989), fino al 2010 (riuniti ancora una volta ma nel 2007). Il frutto di questa nuova incarnazione è il disco ‘Qua’ (numero dodici, edito nel 2009) a quasi 14 anni dall’ultima release. Poi nel 2011 il genio di ‪Hans-Joachim Roedelius‬ (oggi quasi 80enne) decide di riprendere una sorta di discorso artistico legato a questa esperienza fondando i Qluster assieme a Onnen Bock e pubblicando addirittura una trilogia. Quest’anno invece è uscito il quarto album ‘Lauschen’. Impossibile quasi tratteggiare la discografia solista di Roedelius (incluse collaborazioni, progetti e quant’altro), ma sarà bene ricordare le più recenti: Lloyd Cole, Christopher Chaplin. Mentre il prossimo anno sarà al fianco di Mateo Latosa e Cesar Gallegos.

Se ti avanza del tempo ascolta anche: Mouse On Mars, John Cage, Einstürzende Neubauten

Faust

Da ‘Rien’ del 1994 a ‘Something Dirty’ del 2011 sono passati cinque album (compreso ‘Faust Is Last’ a nome Hans Irmler’s Faust). Questo perchè oggi esistono due differenti incarnazioni della storica formazione di Wumme. Jochen Irmler, Lars Paukstat, Steven W. Lobdell, Michael Stoll e Jan Fride + Jean-Hervé Péron e Zappi W. Diermaier (da quest’ultimo venne la proposta di separazione… o di diaspora se preferite).

Se ti avanza del tempo ascolta anche: Silver Apples, Chrome, The Residents

Guru Guru

Un pezzo di storia senza se e senza ma. Dal 1968 mai un’interruzione. Oltre 40 gli album pubblicati (l’ultimo ‘Electric Cats’ uscito proprio quest’anno) attualmente in tour in Germania e sempre guidati dal funambolico batterista Mani Neumeier (tra le centinaia di collaborazioni una su tutte: Harmonia e Acid Mothers Temple). La line-up del nuovo album (uscito a settembre) prevede anche Roland Schaeffer, Hans Reffert e Peter Kühmstedt.

Se ti avanza del tempo ascolta anche: Oneida, Ornette Coleman, Comets On Fire

Harmonia

Il supergruppo dei supergruppi. Riformato nel 2007 a cavallo del live album ‘Live 1974’. Concerti, apparizioni eccezionali, l’ATP curato dai My Bloody Valentine e nel 2010 ecco ‘Tracks and Traces Remixed’ impreziosito da brani della storica collaborazione del 1976 assieme a Brian Eno.

Se ti avanza del tempo ascolta anche: Neu!, Cluster, Guru Guru

Kraftwerk

Dieci anni fa usciva l’ultimo ‘‪Tour de France Soundtracks‬’. La storia è nota.

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La Düsseldorf

Dopo ‘Neu! 75’ i Dinger + Lampe. Riformati nel 2001 e nuovamente al capolinea nel 2008 (Klaus Dinger muore il 21 marzo dello stesso anno). In mezzo: “In 2006 Klaus Dinger sought to revive La Düsseldorf properly, but was again blocked by legal problems. He instead chose to release under the name “La-duesseldorf.de” or “Klaus Dinger + Japandorf”. This project features only Klaus of the original band”. E infatti nell’anno ancora in corso ecco arrivare l’album postumo ‘Japandorf’ che prima della sua scomparsa l’artista della Westphalia aveva registrato con una truppa nipponica: Masaki Nakao, Satoshi Okamoto, Kazuyuki Onouchi e Miki Yui.

Se ti avanza del tempo ascolta anche: David Bowie, Brian Eno, Julian Cope

Neu!

Beghe legali, nomi e nomignoli, ristampe e compilazioni. Storia postuma tribolata e vivisezionata. Nel 2010 finalmente ecco comparire ‘Neu! ’86’ – registrato tra il 1985 e il 1986 prima dello scioglimento – e un imperdibile ‘Vinyl Box’. Nello stesso anno parte il tour “Hallogallo 2010”: Rother + Shelley + Mullan (leggi live report)

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Popol Vuh

Non si può aggiungere dell’altro se non il ricordo del magnifico, magico Florian Fricke scomparso ormai quasi dodici anni fa. Il ricordo di Klaus Schulze arriverà due anni dopo: “Florian was and remains an important forerunner of contemporary ethnic and religious music. He chose electronic music and his big Moog to free himself from the restraints of traditional music, but soon discovered that he didn’t get a lot out of it and opted for the acoustic path instead. Here, he went on to create a new world, which Werner Herzog loves so much, transforming the thought patterns of electronic music into the language of acoustic ethno music”. Dalla nostra data riferimento (1995) al 1999 ci sono tre album a nome Popol Vuh, l’ultimo dei quali rimane ‘Messa di Orfeo’ (quasi profetico). Tra la miriade di compilazioni celebrative val la pena citare quella del 2011: ‘The Werner Herzog Soundtracks Box set’.

Se ti avanza del tempo ascolta anche: John Cage, Steve Roach, Peter Gabriel

Tangerine Dream

Storia lunga, lunghissima, che dura dal 1967. Decine i membri che hanno orbitato in line-up, ancora di più gli affiliati, dal krautrock ad altri “ambienti” il passo è stato abbastanza veloce. A capo di tutti, e unico membro originale, c’è sempre Edgar Froese (quasi 70enne), pioniere e signore assoluto dell’elettronica sintetica, non sintetica, moderna, non moderna. Nell’estate del 2012 si sono rivisti in tour anche in Italia. Infinita la discografia. Nel 2013 comunque sono usciti due live album.

Se ti avanza del tempo ascolta anche: Vangelis, Terry Riley, Jean Michel Jarre