Spain @ Init [Roma, 21/Maggio/2012]

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Pioggia di metà maggio, freddo, il tratto di via Casilina Vecchia tra il Circolo e l’Init è avvolto nell’oscurità, all’ingresso del locale un foglio bianco con su scritto “Hi! We’re gonna play two sets tonight. See you afterwards.” Firmato: Spain. Una trentina di persone, poco più, all’interno della sala, mi siedo, Josh Haden e soci sono già sul palco. Passa una manciata di secondi e il concerto inizia. Josh Haden canta a occhi chiusi, forse un modo per conferire ancora più intensità ai brani che riflettono tutti gli umori blu e l’anima degli Spain. Ecco, non posso far altro che citare i titoli di loro due dischi, il primo ‘The Blue Moods Of Spain’ del 1995, eseguito per intero nel primo set, e il nuovo ‘The Soul Of Spain’, pubblicato dopo oltre dieci anni di silenzio e presentato nella seconda parte, per provare a spiegare le sensazioni di una esibizione davvero speciale, di una musica che è perfetta colonna sonora per una serata con il tempaccio di cui sopra, nonché di una giornata, almeno per il sottoscritto, piena di pensieri e ricordi di un recente passato. Oltre venti canzoni in poco più di due ore, un elogio alla lentezza, alla bellezza scaturita da tenui arpeggi di chitarra, pochi accordi, batteria quasi sfiorata con le spazzole, un basso quasi accarezzato. E quella voce che canta di amori eterni, di sogni, elegante, penetrante senza bisogno alcuno di vocalizzi, di virtuosismi. Al bando il superfluo, questa è vera classe. Quasi nessuna parola proferita al pubblico, solo per annunciare il trentacinquesimo compleanno di uno dei chitarristi. “Quando avevo 35 anni io, stavo registrando il primo disco degli Spain” dice Josh ridendo. Ma non sembra assolutamente passato tutto quel tempo, è come se il buon Josh avesse custodito tutta la sua musica con i suoi sentimenti in uno scrigno, per aprirlo ancora solo quando lo avrebbe ritenuto opportuno. Lo ha riaperto e tutta la magia era ancora là, intatta. Stasera l’ha portata con sé, l’ha distribuita a piene mani ma senza esser invadente. Bastava prestare orecchio e farsi cullare dolcemente, chi c’era sono sicuro che converrà con me. “Thank you, Josh. Really, just grazie.”

Piero Apruzzese

2 COMMENTS

  1. Era il 27° compleanno, Piero, a voler essere precisi (e infatti Haden Jr. è del ’68 e ha esordito con gli Spain nel ’95, tutto torna). Gran concerto, peccato i soli 50-60 presenti ma di solito i bassi numeri sono garanzia di qualità sul palco e attenzione in platea.

  2. hai ragione, chiedo venia, avrei dovuto controllare ma ho scritto il report appena tornato, ancora sull’onda dell’emozione.

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