Sonic Youth + Pavement @ Tendastrisce [Roma, 26/Novembre/1992]

1289

Questa volta riesco a trovare posto dall’altro lato della strada. La Cristoforo Colombo è un veloce terno al lotto. Il ricordo del concerto stra-sold out dei Cult dell’anno scorso è ancora vivo, per questo forse è meglio che vista la stazza della Regata, io anticipi l’arrivo al tendone. Non so voi, ma io i concerti qua dentro me li godo appieno, un’atmosfera ideale e molto underground, rara da trovare in questa città che di posti ne offre davvero pochi ormai. Ho ancora meno di un mese di lavoro, in quel cazzo di ufficio polveroso, e allora non voglio farmi mancare nulla. Neanche i mirabolanti Sonic Youth che hanno, con l’ultimo ‘Dirty’, spezzato le catene che li tenevano fuori dalla grande massa, forse dal mainstream.

Fuori in attesa la “popolazione” giovane è flanellata, i Sonic Youth stanno prendendo nell’orbita anche i fan di Seattle, ma i visi acqua e sapone di molti di loro fanno pensare che il concerto di questa sera, sia il primo contatto assoluto con Thurston Moore e compagni. Sono solo. Io ai concerti preferisco andare solo. Anche perchè non ho voglia di convincere gli amici, che solitamente ascoltano melodie pop della minchia o pseudo rock arrabbiato made in Italy. Ad aprire il tutto ci pensano tali Pavement. Formazione californiana che ancora non ho avuto modo di ascoltare, arrivata al debutto con il ben accolto ‘Slanted And Enchanted’. Un’autentica sorpresa. Sbilenchi. Apparentemente approssimativi. Ma per questo incredibilmente trascinanti. Sembra di sentire quel pazzo di Mark E. Smith dei Fall in versione decisamente lo-fi. Il batterista perde più di una volta le bacchette, ma i pezzi scorrono via veloci e rutilanti (in tutto saranno credo una quindicina). Domani comprerò il loro disco. Lo giuro (insieme a ‘Babe Rainbow’ degli House Of Love che ho da qualche mese in lista). Il pubblico sbarbato sembra distaccato.

Quando sul palco salgono i Sonic Youth rimango di pietra dall’emozione. L’assalto noise che mi aspetto viene subito servito con due brani proprio da ‘Dirty’, ovverosia ‘Shoot’ a cui segue il singolo ‘100%’. Fragorosi. Chirurgici. La gente è leggermente spiazzata. Cosa si aspettavano? Una band grunge? Una band da MTV? Cosa cazzo pensavano di trovare quattro skate e una cesta di bermuda? Ecco ‘Kool Thing’ dal precedente ‘Goo’ e quindi ancora i nuovi ‘Swimsuit Issue’ e ‘Sugar Kane’. Qualche sobbalzo arriva. Quest’ultimo pezzo viene “riconosciuto” da molti presenti, io ho occhi solo per Kim Gordon, sempre più bella seppur si diriga verso la soglia dei 40 anni. Adoro i Sonic Youth. Adoro il “rumore” bianco. Adoro l’organizzazione di un sound che apre in due la mente e lascia senza respiro. Quando Moore si arma di archetto e attacca ‘Youth Against Fascism’, molti di quei ragazzi flanellati, escono con le mani sopra le orecchie. Sfiniti dal noise che prima di allora avevano evidentemente solo immaginato o letto su qualche rivista. Io continuo a godere fino all’ultima nota della conclusiva ‘Expressway’. Si sta per chiudere un magnifico 1992. Che altro dovrei chiedere?

Emanuele Tamagnini

[Il giorno dopo, i Sonic Youth andarono in TV da Simona Dandini nella trasmissione Avanzi, a presentare ‘Youth Against Fascism’. A voi l’ardua sentenza. GUARDA]

7 COMMENTS

  1. li ho visti in quel tour a Cesena!!!
    Incredibili, anch’io non conoscevo i Pavement, ne avevo solo letto sulle riviste musicali.
    Dopo quel concerto e per alcuni anni furono il mio gruppo preferito in assoluto e comprai tutti i dischi che fecero (anche i 7″ e i 12″).
    Ricordo ancora le verticali di quel pazzo junkie del batterista!!
    e i Sonic Youth… fantastici!!

  2. …purtroppo sono ricordi che non mi appartengono… Grazie pero’ di averli tirati fuori… Strano ma riesco ad averne nostalgia ugualmente…

  3. c’ero fantastico, ricordo il percussionista dei pavement che girava tra la gente a fare foto …. grande concerto …ed io in fuga da militare per quel concerto

  4. Cattivo Emanuele che non t’eri ancora ascoltato Slanted. Naturalmente io tutte queste storie straordinarie me le sono perse. Che sfiga nascere negli anni Novanta, cribbio! Però i Pavement li ho visti all’atlantico lo scorso anno. E va detto che non m’hanno entusiasmato (nonostante li ami dal profondo del cuore).

Commenta

Please enter your comment!
Please enter your name here