Slow Magic @ Circolo degli Artisti [Roma, 13/Novembre/2013]

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“C’è chi si mette degli occhiali da sole per avere più carisma e sintomatico mistero”, cantava Franco Battiato nei primi anni ’80. Figuriamoci, quindi, cosa riesce a fare una maschera (per maggiori informazioni rivolgersi agli Slipknot). Di Slow Magic poco si sa, ma tutti abbiamo imparato a conoscerlo nascosto dietro le sembianze di una coloratissima zebra stilizzata. Americano, definisce la sua musica come “il suono realizzato da uno sconosciuto amico immaginario” e nel 2012 con ‘▲’ è riuscito ad imporsi ad un pubblico variegato, che va dall’hipster (o pseudo-tale) all’appassionato di elettronica, forte di una chillwave di qualità, ammiccante e sognante. Visto in Capitale a maggio in occasione dello Spring Attitude, il nostro torna a farci visita al Circolo degli Artisti, dove tanti sono gli astanti in attesa di ballare con il volto inebetito in sua compagnia. Varie le facce note, molte le lingue straniere intercettate nei dialoghi altrui. Colpevolmente persi i due opener, il barbuto Capibara e il barese A Copy For Collapse, per i quali chi ha avuto modo di assistere alle esibizioni ha speso solamente ottime parole, ci infiliamo in prossimità delle transenne in attesa che salga sul palco il nostro amico americano. Consolle con laptop, drum machine ed assortimento vario posta di profilo, accanto una coppia di tamburi, Slow Magic prende possesso della sua strumentazione intorno alle 23.15. La lascerà un’ora più tardi, dopo aver concesso anche un bis reclamato a gran voce dai presenti. Nel mezzo, un gran bello spettacolo di musiche lascive, di synth da spiaggia al tramonto, di beat che istigano ad ancheggiare, accompagnati da voci iperfiltrate e, soprattutto, da percussioni di stampo prettamente tribale che rendono lo show di Slow Magic incredibilmente fisico. È soprattutto l’azzeccato e incisivo approccio ritmico a far la differenza maggiore rispetto al disco e a conferire al live dell’americano credibilità e impatto. Da un punto di vista puramente elettronico, infatti, gli interventi del musicista sono pochi e calibrati, spesso limitati a un pattern ritmico suonato con due dita sulla drum machine. Non schiaccia “play” e basta, certo, ma nemmeno si prodiga in operazioni più ardue. La vera anima di Slow Magic viene maggiormente a galla quando pesta i tamburi, li maltratta, dedica tempo ad accordarli e a cercarne il suono ideale agendo sulle pelli con il nastro adesivo nero o quando, meglio ancora, li lancia tra la folla per scendere a suonarli circondato dai fans in visibilio. Il nostro pesca principalmente dal suo album dal titolo così hipsterico ma il set prende spunto da tutto quanto realizzato finora, da singoli come “On Yr Side” o il recentissimo, azzeccato “Youth Group”, per arrivare ai suoi remix di ottima fattura, quale quello applauditissimo di “Brazil” di Gold Panda. Impossibile scorgere il viso del musicista, ben celato dietro la maschera luminosa che poche volte sfilerà appena per abbeverarsi o asciugare il sudore (rigorosamente di spalle), ma facilmente deducibile l’emozione e la soddisfazione nel vedere il calore di un pubblico numeroso e davvero appagato. Più volte ci si scambia cuori con i gesti, altrettante volte è Slow Magic ad applaudire gli astanti, ai quali a un certo punto affiderà la drum machine per farne pigiare a caso i tasti. Tra i presenti, un ragazzo ha brandito per tutta la durata dell’esibizione un’asta di legno alla cui sommità vi era una riproduzione pittorica della maschera zebrata dell’artista. Colpito dall’estro artistico del fan, Slow Magic lo tributerà regalandogli il disco (“ma ce l’ho già”, è stata la reazione divertita del fedelissimo) e mostrando soddisfatto il manufatto a tutti i presenti, prima di restituirglielo. In sintesi, un set entusiasmante, fresco e godibile che sa convincere e non si rivela mai noioso. Legittimo chiedere qualcosa in più in futuro da un punto di vista prettamente live, ma per ora essere soddisfatti di quanto ascoltato lo è altrettanto, considerata l’indiscutibile qualità sonora della proposta.

Livio Ghilardi

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