Sleepytime Gorilla Museum @ Sinister Noise Club [Roma, 29/Ottobre/2007]

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Belli gli Inferno perchè hanno fatto un concerto molto sotto la loro media. Sarà stata almeno la quindicesima volta che li vedevo dal 2002, quindi questa versione infernale più moscia del solito per chi come me è abituato ai loro spettacoli cabarettistico-musicali ad alto tasso di delirio è stata una novità. Stavolta niente nasi da pagliaccio o baffi finti, solo una misera corsa sul posto durante un pezzo contro lo sport e l’ormai onnipresente luce strobo sparata in faccia (li mortacci vostra!). Intendiamoci, il peggio che possono fare dal vivo sarà sempre un concerto favoloso infatti nonostante la fiacca esibizione rimangono l’unico gruppo a Roma che quando suona nessuno si azzarda ad uscire dalla sala per andarsi a fumare una sigaretta. Gag della serata: ho sentito per la prima volta nella mia vita dopo un loro show, un essere umano che ne è uscito addirittura schifato del tipo che “fanno veramente vomitare… due dita in gola proprio”. Si, gli Inferno sono una bomba, ma a qualcuno devono pure fare schifo, sennò perchè non hanno ancora venduto milioni di dischi?

Gli Sleepytime Gorilla Museum sono passati dal club romano già lo scorso anno riscuotendo un ottimo successo di critica. Questa volta davanti ai 215 che hanno pagato il prezzo politico della serata, gli americani di Oakland si sono presentati vestiti alla “Mad Max” (il film, non il gruppo) con la loro consueta schiera di pedali e strumenti assurdi tipo le-pentole-a-pressione-della-nonna, stick (o qualsiasi cosa fosse quell’aggeggio) e luci varie ad illuminare la base del palco. Gli Sleepytime Gorilla Museum non sono un gruppo di freakkettoni pseudo intellettualoidi anche se ci si potrebbe far ingannare dalla stranezza degli strumenti e dalla presenza in formazione di una violinista peraltro bellissima. Sono un gruppo avant-X (sostituite ad X un termine a piacere tra rock, metal,prog) impossibile da ingabbiare negli stereotipi dei vari generi, e come tale il loro modo di tenere il palco si avvicina molto più a quella di un attore di teatro piuttosto che a quella di un musicista rock. A tratti quasi inquietanti, ma alla fine di ogni pezzo il Sinister Noise esplodeva letteralmente in applausi e urla di giubilo. Magari all’inizio sono stati un po’ soporiferi, ma i riff più ritmati o melodici si sono fatti attendere fino alla seconda parte della scaletta durante la quale qualche metallaro si è anche divertito a scapocciare o pogare con gli altri colleghi metallari. A fine concerto, tutti felici. Il batterista è stato anche così cortese da spiegarmi l’etimologia del nome della sua banda. Spiegazione molto interessante, ma non mi va di scriverla perchè potete trovarla anche su Wikipedia.

Andrea Di Fabio

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