Sleep @ Circolo degli Artisti [Roma, 16/Maggio/2012]

436

Reduce dalla bellissima prima edizione del Desert Fest di Berlino, non poteva passarmi inosservata la data romana degli storici Sleep, gruppo cardine dello stoner-doom insieme a Kyuss, Electric Wizard, Monster Magnet e Acid King. Gli Sleep fra il 1991 e il 1995 crearono due fra i dischi più importanti del genere: ‘Sleep’s Holy Mountain’ e ‘Jerusalem’ (che a dire il vero uscì dopo lo scioglimento della band e, nella sua versione originale, stampata solo nel 2003, si chiama ‘Dopesmoker’). Portati allo scioglimento dagli insanabili alterchi con la storica etichetta London Records, gli Sleep divisero le loro strade. Al Cisneros (voce e basso) e Chris Hakius (batteria) formarono gli eccellenti Om, Matt Pike invece fondò gli High on Fire. Grazie al culto sempre crescente e alla continua influenza che la band ha a tutt’oggi nel panorama “lisergico/estremo”, anche per gli Sleep il richiamo della reunion è stato irresistibile. In fondo le loro sfortune discografiche hanno lasciato più che qualche rammarico.

Con Dario, il mio fedele compagno di concerti stoner-doom, arrivo a destinazione quando gli A Storm of Light, band di Josh Graham (ex Red Sparowes, ex Battle of Mice, incaricato alle proiezioni per i Neurosis), stanno agli ultimi brani della loro performance. Benché sicuramente solidi e preparati, non riesco a disogliere la mente dal fatto che, nonostante tutto, siano troppo legati al sound-modello dei Neurosis. L’attesa per gli Sleep è accompagnata da caratteristici odori di cannabinoidi e derivati. In poco tempo la sala diventa un nebbioso landscape, assolutamente perfetto per l’occasione. Il Circolo degli Artisti, contro ogni mia più rosea aspettativa, è quasi pieno, l’entusiasmo fra metallari, amanti della psichedelia, rockettari consumanti, e appassionati di musica in genere è alle stelle. Quando si affacciano sul palco gli appesantiti Cisneros e Pike l’entusiasmo è alle stelle. Dietro alle pelli, a sostituire Chris Hakius, c’è Jason Roeder, batterista dei Neurosis. Gli Sleep sin dal primo accordo di Pike suonano potenti, inquietanti e psichedelici proprio come tutto il pubblico sperava di trovarli. Cisneros con il suo Rickenbacker effettato, la sua faccia perduta nel vuoto, e la sua voce cosmica è indubbiamente il trascinatore della serata. Non è da meno Pike, che tuttavia potrebbe evitare qualche posa metallara di troppo. Per chi conosce i Neurosis Roeder non ha  bisogno di presentazioni di sorta, ma va sicuramente elogiato per essersi calato nella parte  con una prestazione semplice ma mastodontica. E sono due ore, due ore in cui succede più di quello che osavo immaginare. Gli Sleep sono letteralmente dei giganti ed è giusto che con questa reunion si stiano riprendendo quello che gli spetta.

Luigi Costanzo

Commenta

Please enter your comment!
Please enter your name here