Siren Festival @ Luoghi Vari [Vasto, 28/Luglio/2017]

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Non si dica che in Italia non esistono festival di spessore, perché quest’anno più che mai le line up proposte sono state alquanto golose e per gli insaziabili l’estate è ancora lunga! Giunto alla quarta edizione, si è appena concluso il Siren Festival, una quattro giorni di concerti e relax marittimo, una serie di palchi dislocati tra suggestive ambientazioni localizzate tra centro storico e Vasto marina. Il sole cocente e il mare a pochi metri non possono che attirarci presso la location del Siren Beach allestita all’interno del Lido Sabbia D’oro sotto l’occhio attento e partecipativo del pubblico e della romana Radio Sonica. Qui ci gustiamo i live al tramonto di Mesa, giovanissima esordiente da tenere sott’occhio, del cantautore Andrea Laszlo De Simone con la sua band e di Colombre (godibilissimo anche nell’ascolto chitarra e voce con arrangiamento ad hoc) tutto rigorosamente in acustico i quali bisseranno durante la serata con il live vero e proprio in elettrico più band al completo. Giusto il tempo di concederci un tuffo di rito e siamo pronti per raggiungere i palchi dislocati nelle suggestive cornici del centro storico di Vasto tra i vicoletti di pietre rosolate al sole e gli scorci vista mare. Tra i primi live nella fascinosa cornice di Porta San Pietro, i resti del portale di una chiesa romanica a pochi metri dallo strapiombo sul mare, ascoltiamo alle 20 il live di uno dei protagonisti musicali di quest’anno. Colombre e band ci regalano un live vigoroso eseguendo i brani di quel gioiello discografico chiamato ‘Pulviscolo’, un’intensità interpretativa dei testi così forte da farti avvertire l’emozione, positiva o negativa che fosse, del momento in cui sono stati pensati.

Ci dirigiamo verso il cortile del Palazzo d’Avalos per assistere all’atteso live dei californiani Allah-Las dallo Jagermeister Music Stage, una perfetta esibizione pop-psych dai forti richiami revivalistici (ben accetti e modernizzati) incentrata sui brani dell’ultimo lavoro ‘Calico Review’ uscito nel 2016 per la Mexican Summer. Divertenti e coinvolgenti, i componenti diventano protagonisti cantando tutti a turno senza lasciar individuare un frontman vero e proprio, tutti collaborano parimenti a creare un live più che apprezzabile. Un pensiero va a chi non è riuscito ad entrare nel cortile viste le lunghe file. È nuovamente il turno di Andrea Laszlo stavolta con band in elettrico al completo presso Porta San Pietro, accolto da una vivace fanbase, il live è senz’altro più gradevole rispetto la versione acustica sebbene i continui richiami al revival anni ’80 italiano a metà strada tra il cantautorato e lo psichedelico siano di tanto in tanto stucchevoli, di certo i ragazzi sanno il fatto loro sul palco, bravi ma “de gustibus”. È il momento di uno degli headliner della serata, forse l’unico artista stilisticamente più distante della giornata (elettronica a parte). Dal main stage di Piazza del Popolo, Ghali classe ’93 e attitudine da rockstar incanta il pubblico di giovanissimi adoranti fan per un successo già conclamato sebbene l’album sia uscito da pochissimo tempo. Follower e instastory a parte, l’esibizione è senz’altro coinvolgente soprattutto sui brani di punta ‘Habibi’, ‘Lacrime’ e ‘Happy days’, il ragazzo ha talento e un flow canoro invidiabile.

Torniamo intorno al palco di Porta San Pietro cercando un posticino nella folla compressa in pole position per il live Giorgio Poi che in questa occasione si conferma più che mai uno degli artisti più validi e di qualità (concetto non scontato in tempi in cui il numero di like sembra essere l’unico severo giudice per il successo di un artista) dell’attuale scena musicale col suo album d’esordio ‘Fa niente’. Il calore del pubblico, disposto alla stessa quota del palco, senza dubbio carica di una marcia in più l’esibizione e l’entusiasmo rinnovato della band. Partecipare alla performance a una distanza così ravvicinata è un’occasione che non capita spesso: il sudore, l’intensità, le chitarre distorte e le ritmiche complesse della sezione ritmica avvalorano ancora di più la qualità dell’esibizione. Probabilmente l’unico meritato bis dell’intero festival. Da qualche anno ormai i Baustelle sono uno dei gruppi cult italiani, una lunga carriera alle spalle suggellata quest’anno con l’uscita dell’ultimo lavoro ‘L’amore e la violenza’, un ritorno alle origini – stilisticamente parlando – che viene proposto nello spettacolo di un’ora e mezza dal main stage sommerso da una backline estesissima. Tra i brani spiccano senz’altro le pietre miliari tra cui ‘Un romantico a Milano’ e chissà perché una cover dispensabile di ‘Bruci la città’ di Irene Grandi (co-scritta dallo stesso Bianconi, ndr). Qualche minuto dopo l’una e di nuovo nel cortile D’avalos ci immergiamo nelle atmosfere rarefatte ed emozionali del gigante dell’elettronica contemporanea Apparat al secolo il tedesco Sascha Ring classe 1978. Due ore abbondanti per lasciarsi trasportare dalle diverse andature proposte dal super dj tra pressanti escursioni techno e armoniosi richiami ambient. La conclusione perfetta per una giornata memorabile.

Melania Bisegna

Foto Allah-Las dell’autore

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