Shout Out Louds @ Circolo degli Artisti [Roma, 27/Marzo/2008]

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Una leggera, ma incessante pioggia sta bagnando Roma da diverse ore. Paradossalmente, aggiungerei. Già, perché la serata di stasera si preannuncia – e si rivelerà – come una serata di grande pop. Di quel pop solare che fa sorridere, e di conseguenza ballare. In ogni caso questo piccolo dettaglio meteorologico non penalizzerà l’affluenza, che anzi, si rivelerà numerosa come da tempo non mi capitava di vedere. Questa la cornice della prima vacanza romana degli svedesi Shout Out Louds. Giunti al secondo (deludente) album ‘Our Ill Wills’, gli scandinavi hanno acquistato una certa notorietà grazie ad un paio di singoli azzeccati e ad una semplicità compositiva che li ha resi simpatici persino al sottoscritto. Tuttavia, prima di vederli in azione bisognerà attendere le esibizioni di Atari e My Awesome Mixtape, le vere sorprese della serata. I primi a salire sul palco sono gli Atari, giovane duo di Napoli dedito ad una particolare rielaborazione delle sonorità anni ’80. Sembra infatti che i due ragazzi, batteria, tastiere e basso, abbiano divorato l’elettronica degli ultimi trent’anni, partendo dai più classici Kraftwerk (omaggiati, insieme ai Daft Punk anche nel look: rosso e nero i colori dominanti), passando per l’elettronica francese ed un certo brit pop (Blur e Pulp), fino ad arrivare ai più recenti esperimenti punk funk. Dopo i primi pezzi accolti un po’ freddamente, il duo riesce a conquistare i presenti e a raccogliere, dopo averci regalato anche una cover di ‘Robot Rock’ dei Daft Punk, applausi sinceri. Merita un’annotazione a parte il bravo batterista, che spesso e volentieri suona contemporaneamente batteria e tastiere. Bravi.

Un’organizzazione impeccabile permette ai My Awesome Mixtape di incominciare a suonare immediatamente dopo gli Atari. Di loro avevo sempre letto un gran bene, ma un fugace ascolto delle tracce disponibili sulla loro pagina myspace non aveva aiutato a sciogliere il dubbio: mi piacciono, sì o no? Bene, ci riusciranno questa sera dove, nonostante una prima tendenza al no, con il passare dei minuti riusciranno a spostare il mio parere sul sì. I MAM risulteranno i vincitori della serata dal punto di vista dell’originalità, grazie ai continui riferimenti e rimandi a sonorità post rock, elettroniche ed hip hop. Un attitudine che ricorda le incisioni Anticon, un amore per i vocalizzi alla Animal Collective e una sperimentazione non dissimile da quella tentata da Nuccini, chitarrista dei Giardini Di Mirò. Conquistare l’ormai stracolmo Circolo sarà per loro un gioco da ragazzi, e in questo giocherà un ruolo fondamentale la sregolata follia del loro carismatico cantante.

Quando ormai posso ritenermi appagato, mi ricordo che in realtà se mi trovo qui è per saggiare dal vivo gli Shout Out Louds. Non che li ami, come sembra fare il resto del pubblico, ma devo ammettere che il loro esordio ‘Howl Howl Gaff Gaff’ era un disco molto piacevole. La partenza non è delle migliori, affidata al brano più moscio di tutta la serata, ‘South America’, ma si rifanno immediatamente giocandosi uno dei loro singoloni a cui devono la celebrità: ‘Very Loud’. Costretti a suonare con strumenti di fortuna – il cantante rivelerà che i loro strumenti sono fermi a Milano Malpensa, a causa dell’ottimo servizio offerto dall’Alitalia -, dal vivo confermano le mie precedenti impressioni: sono i pezzi tratti dal loro esordio a salvare quella che altrimenti sarebbe ben poca roba. Poco meno di un’ora e salutano il pubblico che con un boato li richiamano sul palco per i bis, tra i quali brilla l’ultimo singolone della serata: ‘Shut Your Eyes’.

Emanuele Avvisati

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