Shoegaze. Il punto e l'aggiornamento.

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Cosa rimane oggi delle sonorità shoegaze? Quattro anni dopo aver analizzato la storia, tra passato, presente e futuro per mano dei newgazers (LEGGI), si impone un aggiornamento, un punto della situazione, verso un “genere” che ha lasciato ormai decadere la primitiva purezza del proprio suono in favore di sempre più schizoidi commistioni ibridate. Lo shoegaze esiste ormai solo nel blasone di alcuni nomi storici che non hanno mollato la presa ma che inevitabilmente si sono visti accerchiare da gruppi e gruppuscoli in linea con una avanzante pericolosa mediocrità. Di seguito ciò che rimane oggi del “Suono Infinito” allargato ad ogni correlazione possibile. Storcerete forse il naso ma questo è quello che passa il convento. Have a gaze trip!

Alcune rivampe storiche dormicchiano sornione senza dare segnali di rentrée discografiche (Lilys, Medicine, Swervedriver, Chapterhouse), altre band mai sciolte dormono pigre senza dare segnali di un risveglio concreto nell’immediato (Monster Movie, Longwave, Serena-Maneesh, Mew, Autolux, A Sunny Day In Glasgow), altre pur avendo annunciato nuovi lavori si sono momentaneamente perse chissà dentro quale studio di registrazione. Di quest’ultima categoria fanno parte ad esempio i Black Rebel Motorcycle Club che nel 2011 avevano promesso un disco in uscita per l’anno in corso ancora senza dettagli. Stesso discorso per Maps. Che fine ha fatto il promettentissimo James Chapman che nel 2007 con l’esordio ‘We Can Create’ aveva fatto gridare al mezzo miracolo, non bissato poi con il secondo ‘Turning The Mind’ di due anni dopo? Il terzo album dovrebbe esser fuori quest’anno via Mute… dovrebbe. Non sarà certo la stessa storia quella dei seminali Mazzy Star che una volta riuniti e tornati con il singolo ‘Common Burn/Lay Myself Down’ fanno ben sperare che l’atteso nuovo disco possa vedere la luce nel finale di 2012. I britannici Air Formation si sono sciolti nel 2011 e a distanza di qualche mese Matt Bartram e James Harrison hanno presentato il loro nuovo progetto chiamato You Walk Through Walls già giunto al debutto grazie all’EP ‘Destroyed Places’ uscito recentemente via AC30 (ascolta). Circoletto rosso.

I mai troppo incensati Airiel di Chicago a maggio sono tornati con l’EP ‘Kid Games’ cinque anni dopo il debutto ‘The Battle of Sealand’. A giugno ha invece debuttato Zachary Cole Smith (Beach Fossils) con il progetto solista DIIV (Dive liberamente ispirato ai Nirvana) attraverso il disco ‘Oshin’ fuori per Captured Tracks. Il duo di Brooklyn Blue Foundation guidato da Bo Rande (si leggano le soundtrack di ‘Miami Vice’ e ‘Twilight Saga’) è ricicciato a maggio con ‘In My Mind I Am Free’. A fine luglio anche i bostoniani Constants hanno voluto riconfermarsi con ‘Pasiflora’ quinto album di una carriera discografica iniziata nel 2004. Importante il comeback dei neozelandesi Bailter Space,vent’anni di attività con vari momenti di “hiatus”, che con il loro noise rock influenzato dai Sonic Youth e con l’impronta shoegaze, hanno stampato ‘Stratosphere’ via Arch Hill Music/Fire Records. Gli Amusement Parks On Fire intanto tornano in tour europeo da settembre (niente Italia al momento). Settembre è il mese destinato a consegnare agli archivi ‘Western Magnetics’ dei canadesi Mystery Machine (via Sonic Unyon Records), quattordici anni dopo l’ultimo squillo discografico. Rimaniamo in Canada con i “giovani” No Joy che a due anni dal debutto ‘Ghost Blonde’ un paio di mesi fa hanno pubblicato l’EP ‘Negaverse’. Appena uscita invece la quarta fatica degli anglo-britannici SPC ECO (space Echo) con ‘Dark Notes’ mentre i mai splittati inglesi Swirlies dopo oltre 22 anni di attività ad aprile sono stati omaggiati dall’album tributo ‘Sneaky Flute Moods: A Tribute to the Swirlies’ uscito via Reverse Engine. Un po’ slowcore, un po’ dream pop, un po’ di tutto per i Pacific UV da Athens da poco riacutizzati con il terzo ‘Weekends’ e rimanendo nel sottobosco dei misconosciuti segnaliamo anche i Delphic. Due anni dopo il debutto ‘Acolyte’ presenteranno in tour UK tra ottobre e novembre il loro nuovo materiale. E ancora si attendono E For Explosion (dal Kentucky), il quinto album dei bellissimi Hammock (da Nashville) che sarà ad ottobre il doppio ‘Departure Songs’, fino ad arrivare al 2013 quando ci sarà spazio anche per il decimo album degli Echo Orbiter (Philadelphia).

L’asfissiante Eluvium (Matthew Cooper) diventa Martin Eden e debutta con ‘Dedicate Function’, degli A Place To Bury Strangers e del nuovo ‘Worship’ sappiamo già tutto… così come dei canadesi Japandroids, dei Lotus Plaza (‘Spooky Action At A Distance’), dei mediocri School Of Seven Bells (‘Ghostory’) e dei rocciosi Silversun Pickups (‘Neck of the Woods’). Sesto disco in rampa di lancio per i rinsaviti The Raveonettes (‘Observator’) dopo almeno cinque anni di vuoto cosmico mentre Ulrich Schnauss avrà due lavori targati 2012. Il già edito ‘Underrated Silence’ griffato con Mark Peters e il nuovo solista ‘A Long Way To Fall’ ancora in attesa di data d’uscita. Tra i “nomi” aspettiamo i debuttanti londinesi Toy, tralasciamo gli orridi ed inspiegabili The Twilight Sad, ed in attesa di vederla al festival romano Ultrasouni, va ricordato senz’altro la songstress neozelandese Tamaryn, che si è creata nel giro di tre anni un bel seguito grazie alla mistura darkgaze che troverà consacrazione col nuovo ‘Tender New Signs’ pronto per ottobre via Mexican Summer. Per la cronaca i californiani The Velvet Teen entreranno a breve in studio per il seguito di ‘Cum Laude!’ ormai vecchio di sei anni. Ad essere benevoli inseriamo anche i newyorchesi Weep a dimenarsi tra wave gotica e richiami synthgaze ormai ready to go grazie ad ‘Alate’. Chiudiamo il 2012 con un poker d’assi di cui è inutile spendere altro inchiostro telematico: Spiritualized, Jesus And Mary Chain, Telescopes e My Bloody Valentine. Per i secondi e per i quarti si attendono altre nuove riguardo i clamorosi nuovi passi discografici. Certamente non dimentichiamo Peter Kember aka Sonic Boom che ormai da qualche secolo è ad un passo dall’annunciare materiale dalla zecca a nome Spectrum.

Facendo un piccolo ma doveroso passo all’indietro solo di un anno (2011) ricordiamo altresì che sono ricomparsi:

Gli Astrobrite di Scott Cortez con ‘Boombox Supernova’ mentre a maggio scorso il prolifico artista americano ha pensato bene di ritoccare il già sostanzioso numero di album a nome lovesliescrushing pubblicando via Handamde Birds il notevole ‘Shiny Tiny Stars’. Gli Asobi Seksu di ‘Fluorescence’, i Letting Up Despite Great Faults con l’EP ‘Paper Crush’, The Pains Of Being Pure At Heart (‘Belong’), i perché no Soundpool da New York (‘Re-Mirrored’), i mediocri The Radio Dept. si spera abbiano fatto testamento con la raccolta ‘Passive Aggressive: Singles 2002–2010’, i magnifici Seefel ritornati quindici anni dopo con l’album omonimo via Warp, i poco noti islandesi Singapore Sling (‘Never Forever’) e gli ZAZA (‘Sacred Geometry’) electrogaze duo newyorkese in cui figura Jennifer Fraser già dei The Warlocks. Infine curioso l’utilizzo del sampler di ‘Catch The Breeze’ degli Slowdive da parte del rapper Lil B sulla traccia ‘Open Thunder Eternal Slumber’ del suo ultimo lavoro ‘I’m Gay (I’m Happy)’. Miglior conclusione non poteva esserci. I’ll see you in four years…

Emanuele Tamagnini

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