Shawn Smith – RIP

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Il destino. Il caso. Nello stesso giorno delle celebrazioni globali per i 25 anni dalla tragica morte di Kurt Cobain (e a 17 da quella dolorosa di Layne Staley). Scompare all’età di 53 anni Shawn Smith, una delle voci più incredibili del suo tempo e uno degli artisti più sottovalutati di un’era irripetibile. Nato a Spokane, lega la sua esistenza alla città di Seattle: Brad (Stone Gossard/Jeremy Toback/Regan Hagar), Pigeonhead (con Steve Fisk) e Satchel (Regan Hagar/John Hoag) le band che lo ricorderanno per sempre, oltre a quasi vent’anni di produzioni soliste e a una embrionale collaborazione con il progetto Twilight Singers di Greg Dulli. “Despite his considerable talent and the fact that he was viewed by his fellow Seattle musicians as one of the city’s finest singers, Shawn seemed comfortable with a modest level of fame, recording and touring as he saw fit”. I progetti più recenti invece si chiamano The Diamond Hand, From The North (interessante recupero degli ex-Malfunkshun con l’apporto dei testi lasciati da Andrew Wood) che poi cambieranno nome in All Hail the Crown. Ne parleranno in pochi. Il destino. Il caso.

Mike InezGod speed to our friend Shawn Smith. One of the great Seattle voices. Rest In Peace Brotherman.

Ken StringfellowSo sad to wake up to the news about the passing of Shawn Smith. Shawn and I shared a mutual close friend, and thus Shawn would frequently house sit for me when I was on tour, writing (and sometimes recording) on my piano. The gentlest of gentle souls, with a voice that came from the deepest regions of the spirit… I hope he finds peace and rest on his soul’s onward journey.