Sex Pizzul @ Trenta Formiche [Roma, 6/Aprile/2018]

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Il connubio tra calcio e musica coinvolge due tra gli elementi più comuni dell’immaginario collettivo. I Sex Pizzul lo rappresentano in maniera fresca e coinvolgente già a partire dal nome scelto. Uniscono una buona dose d’ironia, del sano impatto post punk, un pizzico di malizia wave, una spruzzata di synth pop e propensione noise, colorando il tutto con un tocco di eccentricità world ed elementi di punk funk e mutant disco. Il trio fiorentino, chiaramente devoto alla Viola, è formato da: Francesco D’Elia synth e voce, Irene Bavecchi basso e voce e Simone Vassallo batteria e voce. Individualmente hanno maturato già una lunga esperienza. D’Elia e Vassallo hanno militato insieme nella band di Samuel Katarro e nei Tribuna Ludu e individualmente il primo con L’Orchestrina di Molto Agevole e il progetto solista Wassilij Kropotkin, il secondo in forza alla Clap! Clap! Full Band e agli Inca Misha, mentre la Bavecchi ha suonato con i Kill The Nice Guy e Le Furie. Il loro primo album si chiama “Pedate” ed è stato pubblicato dalla Chic Paguro nel dicembre del 2016. Contiene otto brani che racchiudono tutti gli aspetti musicali accennati precedentemente e che ritroveremo, uniti ad un notevole impatto ed una dinamica coinvolgente, tra le pieghe dell’esibizione di questa sera. Performance in cui il racconto sonoro degli eroi e degli anti eroi calcistici proposto dalla band, si fonde con un divertimento largamente diffuso ed una spontaneità narrativa che recupera il senso profondo del calcio come gioco e della musica come intrattenimento.

Sarà colpa delle prime temperature miti avvertite, o semplicemente della spietata concorrenza capitolina, che genera altrove sold out pop dance oriented, ma la sala del Trenta Formiche stasera si movimenta a rilento. Così la band sale sul palco solo cinque minuti dopo la mezzanotte e apre le danze con il post punk muscolare e la disco wave marziale di “St Pauli”. Si tratta di un omaggio alla tifoseria dell’Amburgo, l’unica in grado di cacciare i fascisti fuori dallo stadio, in nome di una fierezza anarchica dai contenuti strabordanti. Stacchi funk con un bel riff di synth che apre ad un gran crescendo. La voce di D’Elia è quella principale ed è una scheggia impazzita nel mosaico generale, anche se tende per volume ed effetti a rimanere molto dentro al missaggio. “Stadium” è il rifacimento della sigla di Domenica Sprint, che fa riaffiorare memorie calcistiche che si perdono nel tempo, in una versione quasi abstract wave propria dei Devo. “The Fearless Vampire FC” è un punk no-wave muscolare e modula basso distorto, batteria fluida e synth schizofrenico. “Cholito” è uno dei brani nuovi e si presenta irregolare e sbilenco, con continui cambi ritmici, ma con un groove sostenuto e coinvolgente. “El Tanque” è il primo brano inciso dalla band, nonché il primo singolo pubblicato. Narra le non gesta calcistiche di Santiago Silva e la sua esperienza negativa raccolta a Firenze. Brano noise di derivazione Touch And Go, con aperture prossime agli A Certan Ratio e ai Liquid Liquid. Un tribudio disco punk funk, cantato in maniera seducente dalla Bavecchi. Bello. “Flying Scorpio” omaggia il portiere Renè Higuita e la sua spettacolare parata acrobatica che lo rese celebre, con un punk noise vigoroso di matrice anglosassone. “Mounir” è un altro dei brani nuovi e si compie in suggestioni etniche arabe e sprazzi di mundial dance. “Remuntada” è un lungo proto noise cangiante e lisergico, umorale e viscerale. Non appare nel disco, ma fa parte del repertorio live della band fin dagli esordi. “Soccer Brawl” è cantato da Vassallo ed è ispirato ad un famoso videogame degli anni ’90. Brano semplice e trascinante, affascina per il riff di synth e i cori equilibrati e risulta essere uno tra i più diretti ed efficaci del lotto. L’ultimo brano in scaletta è presentato con molta enfasi da D’Elia, non prima di aver fatto i dovuti ringraziamenti di rito. Si tratta di “Irina Te Amo” ed è dedicato a Omar Batistuta, indimenticabile alfiere dei gigliati prima e dei romanisti poi, che urlò questa dichiarazione alla moglie dentro una telecamera a seguito della realizzazione d’un gol molto importante. Viene introdotto da un crescendo ossessivo e distorto, che sfocia in un ritmo dance tribale ed assolutamente irresistibile. La chiusura migliore per cinquantacinque minuti di show, che raccolgono il favore dei presenti, pur non concedendo alcun bis. Grande ed unico assente della serata e “Go Foxes”, brano dedicato alla straordinaria favola sportiva del Leicester di Claudio Ranieri, capace di vincere il campionato inglese nel 2016 contro ogni ragionevole pronostico.

Cristiano Cervoni

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