Set It Off @ La Dogana [Roma, 22/Novembre/2014]

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E poi ci sono quelle serate in cui sembra tutto così perfetto che inizi a temere che qualcosa possa andare storto. Aguzzi la vista, attraversi la strada con maggior attenzione, parcheggi con accuratezza. Meglio mettere la macchina un po’ più lontano che passare la serata col pensiero che te la portino via. Guardi il cielo che non promette pioggia, ma chi lo sa, magari un meteorite sì. Invece no, a La Dogana, spazio che si sviluppa dove una volta c’era la dogana di San Lorenzo, ci arrivi vivo, vegeto e senza neanche fare troppa fila, nonostante l’evento sia il principale dell’intero fine settimana romano. La location è molto grande ed anche bella, se piace il genere post industriale, berlinese per intenderci. Una ragazza che vive proprio a Berlino ci dirà, drink alla mano, che dalle sue parti posti così belli non ce ne sono. Ci ricordiamo che quel bicchiere non è il primo che ha brandito durante la serata e continuiamo a guardarci intorno senza dare troppo peso alla sua affermazione. Il biglietto d’ingresso dà diritto a godersi la mostra Outdoor Urban Art che potrà essere ammirata su tutti i muri del complesso, diviso in due grandi aree. La serata è organizzata da Spring Attitude Waves, costola del famoso festival di musica elettronica che da anni è fiore all’occhiello della primavera romana e grazie al quale, ormai un anno e mezzo fa, siamo venuti a conoscenza dell’headliner di serata, Slow Magic. Non si tratta però di un semplice live set, ma di un vero e proprio festival. Il Set It Off Europe è un tour nel quale molti nomi emergenti del panorama electro girano il nostro continente fianco a fianco, nel mese di novembre, alternandosi alla console. Le date saranno diciotto, un sesto delle quali italiane, con quella romana ad intramezzare le due di Milano e Bologna.

Arriviamo all’ingresso intorno alle 22:30 e notiamo subito un gruppo di ragazzi intenti a distribuire volantini. Non si tratta di pubblicità, ma di informazione. L’ex dogana infatti sarà a breve demolita per costruire sulle sue ceneri un centro commerciale. Il quartiere tenta di resistere, diffondendo notizie tramite il suo comitato e portando avanti una petizione sul sito sdogana.it, dove si trovano interessanti approfondimenti. Dopo esserci interessati alla questione, ci addentriamo nel cortile, tramite il percorso obbligato che ci porterà all’interno dello spazio dove andremo a passare la serata. Apprezzeremo i murales, qui nella loro forma più artistica e poi, finalmente, ci dedicheremo alla musica. La line up del Set It Off è nutrita quanto variegata, pronta a venire incontro ai gusti di ogni appassionato di elettronica. Mentre nella welcome room ci sarà la garanzia di successo con i dj set di Audioreel e Fabrice, storico resident di L-Ektrica, nella sala principale si alterneranno gli artisti più attesi. Ad aprire le danze, è proprio il caso di dirlo, saranno i Craft Spells. Il gruppo, nato in una cameretta di una casa californiana, si è successivamente trasferito a Brooklyn, ottenendo le attenzioni ed un contratto dalla Captured Tracks (Beach Fossils, Wild Nothing). Dopo una manciata di EP e due album, il mood sognante fa ormai parte dei loro tratti distintivi. Nella setlist verrà dato ampio risalto al più recente disco ‘Nausea’, non molto apprezzato in sala, probabilmente perché troppo intimista per i gusti dei presenti. Su di noi avrà invece un buon effetto. A seguire si alterneranno ai piatti due prodigi: prima Lindsay Lowend, ventenne di Washington impegnato a mixare la musica con le atmosfere dei videogiochi e successivamente il diciottenne svedese Yung Gud, dedito ad un mix di elettronica ed hip hop. Poi si tornerà ai live set, mentre attorno a noi la folla crescerà a dismisura. Intorno all’una, quasi senza ritardo rispetto alla timeline, sarà il turno degli Odesza, duo elettronico di Seattle molto amato nell’ambiente chillwave. Un ep e due lp nella loro discografia, in soli due anni di attività, che li hanno lanciati a tal punto che la maggioranza dei presenti, al termine del loro live set, abbandonerà la sala, dimostrando di aver partecipato a questa serata principalmente per loro. Le atmosfere sono molto simili a quelle di Slow Magic, per noi tuttora superiore di una spanna, ma la massa ha già deciso a chi dare la sua medaglia d’oro. L’artista mascherato farà capolino una prima volta sul palco dove di lì a poco avrà luogo la sua performance, per prendere confidenza con il palco. La sua privacy sarà mantenuta, visto che a coprire il suo volto ci sarà un cappuccio nero molto grande, simile in tutto e per tutto a quello con il quale viene rappresentata la morte nei cartoni animati. Qualche minuto ancora, e dopo un rapido cambio di mise si presenterà con la sua iconica maschera da zebra variopinta. Ci incuriosisce la massiccia presenza di pubblico dinanzi alla console, nonostante esattamente un anno fa il Circolo degli Artisti avesse fatto fatica a riempirsi anche solo per metà, sebbene i prezzi fossero più popolari. Grazie al potere di una delle location più in voga del momento, avrà dinanzi a sé un oceano di teste. Per garantire continuità con gli artisti precedenti, la fase iniziale del suo set conterrà un suo remix di un brano degli Odesza, ‘Say My Name’, per la gioia di tutti coloro che avevano apprezzato il loro live fino a pochi minuti prima. Poi toccherà alla sua opera, con pezzi estratti dal secondo album, da poco sul mercato, ‘How To Run Away’, tra i quali farà bella mostra di sé il primo singolo ‘Girls’ e gli episodi del precedente ‘▲ ‘, quelli accolti con maggiori ovazioni dai presenti, se non altro perché hanno avuto più tempo per farli entrare nei propri lettori musicali. Nel finale scenderà tra il pubblico, con le sue percussioni, violentate senza sosta da inizio a fine set, per esibirsi in ‘Corvette Cassette’, il suo pezzo più amato. Suonerà per un’ora, ma ci sembreranno dieci minuti, tanto saremmo dentro al suo live. Ne vorremmo ancora, ma non ci saranno encore, solo il dj set di Blue Hawaii, gradevole. Poi, avvicinandoci all’uscita, ecco la magia: di nuovo Slow Magic davanti a noi, ma è solo la sua maschera, riprodotta da un fan che accetterà di farsi fotografare per dovere di cronaca. Le ore da piccole crescono sempre di più, la notte sta per finire ed un’altra certezza costella i nostri pensieri: la squadra di Spring Attitude non sbaglia un colpo.

Andrea Lucarini

@Lucarismi

Foto dell’autore

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