Section 25 @ Circolo degli Artisti [Roma, 30/Giugno/2007]

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Serata calda, serata che si prospettava come un evento per la comunità dark romana innanzitutto e italiana in generale. Section 25 in concerto! La storica band della Factory, coeva degli incensati Joy Division, che si nutrì delle stesse atmosfere e fece scelte stilistiche altrettanto innovative ed audaci. D’obbligo esserci. E arrivo anche puntuale.

Alle 21.30 comincia la performance di Netherworld, onanistico dark ambient a cui resistono sì e no dieci persone, vista anche la temperatura estrema dell’ambiente. Insomma, per rimanere a sentire, ci deve essere un buon motivo, dico io. Aspetto fuori la performance degli Echoes Of Silence, formazione romana oramai affermatissima che ci ha regalato un’ottima prestazione. Sottolineo soprattutto la bravura della sezione ritmica, veramente implacabile, perfetta, una reale macchina da guerra che aggiunge un tiro micidiale ai pezzi live, rendendoli ancora più apprezzabili. Ma dopo aver ascoltato i nipoti, attendo trepidante i capostipiti. Dicevo inizialmente che il concerto si presentava come un vero e proprio evento per la Capitale e mi aspettavo in tutta sincerità di trovare il pienone, visto anche l’annuncio, ahimè smentito solo a dieci giorni dal concerto, dell’arrivo nello stesso week-end anche dei Norma Loy, altra formazione storica assolutamente da non perdere. Immaginavo che i dark di tutta Italia avessero preventivato vacanze romane… invece mancavano all’appello anche gli autoctoni. Mi giro intorno e vedo pochissime facce conosciute, soltanto i duri e puri che non mancano mai ad ogni appuntamento. Ma stiamo scherzando? Vergogna…

Tant’è che i Section 25 ci regalano una performance memorabile. Larry Cassidy è straordinario: il suo viso è espressivo, i suoi movimenti misurati, la sua voce scandisce sicura le lyrics di vecchi pezzi e dei nuovi, dal nuovo Lp di ultima uscita. Un carisma esemplare, che traspare evidente solo dal suo essere. Un vero concerto post punk: essenziale, pulito ma tagliente come una rasoiata. Fatto di nulla: ma ho i brividi. Nulla si fa per dire… la classe è tangibile e impareggiabile, l’energia è coinvolgente; il gotha del goth poga, le ragazze ballano. Io sto per morire. Sono davanti a Ian Butterworth e alla sua Stratocaster, i riff riempiono l’aria con un suono meraviglioso. Roger Wikeley, malgrado l’aspetto grind core, è un perfetto bassista post punk, quelle linee di basso, il marchio di fabbrica (o meglio di Factory!) di alcuni vecchi pezzi come “Dirty Disco”, mi fanno tremare i polsi. Vin pesta pesta imperterrito, ha la grinta di un adolescente. Poi questi zii ci mettono tutti sulle ginocchia e ci raccontano una storia della loro gioventù, regalandoci due cover dei Joy Division: “Shadowplay” e “No Love Lost”, da piangere. E alla faccia di chi non è venuto! Ci sono stati momenti in cui ho chiuso gli occhi come fanno le ragazzine ai concerti delle boy band. Ho assistito ad un vero concerto post punk, in barba alle cravattine e ai latex-dipendenti che chissà cosa stavano facendo nel frattempo. Tiè!

Simona Ferrucci

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