Seattle sound: 20 anni dopo

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Aggiorniamo il linguaggio e adoperiamo gli hashtag, etichettiamo, giusto per ricordare qualche coordinata. #Washington #alternative #Nirvana #grunge #Pearljam #Soundgarden #Subpop #hardcore #punk #heavymetal #Aliceinchains #flannel #shirt #fuzz #guitar #noise… e via appiccicando. Il Seattle sound vent’anni dopo (più o meno) che fine ha fatto? Dei grandi nomi sappiamo tutto e in un’epoca che vive di revivalismi e ritorni, di rispolveri e rentrée, di nuove mode e vecchi profumi, ecco un semplice schemino per cercare di non perdersi nulla per strada.

7 Year Bitch = Segnate dalla morte prematura di Stefanie Sargent (1992) e da quella violenta dell’amica Mia Zapata avvenuta nel 1993 (l’assassino è stato arrestato solo dieci anni dopo e condannato a 36 anni di reclusione), durano tre album. La fine nel 1997.

Alice In Chains = Nel 2002, con la scomparsa di Layne Staley, finisce la storia della band di Seattle. Nel 2005 Cantrell tenta di riscriverla. Senza gloria.

Babes In Toyland = NO Seattle ma Minneapolis. Ragazze incazzate che durano tre album ma si trascinano fino al 2001. La biondissima Kat Bjelland (molti anni prima assieme a Courtney Love e Jennifer Finch forma le Sugar Babydoll prima che la Love si dirigerà direzione Hole e la Finch direzione L7) più avanti proverà come Katastrophy Wife. Kat Bjelland, Lori Barbero e Maureen Herman sono oggi ufficialmente riunite.

Blood Circus = Vita breve, vita compressa e definita nei live, un singolo, un solo EP, la Sub Pop, un paio di sporadiche (ri)apparizioni (l’ultima nel 2007). Il Seattle sound degli albori.

The Fluid = NO Seattle ma Denver. Minori se riferiti ai nomi più celebri ma è il 1984 la data del loro inizio… quindi non da sottovalutare. Nel 2008 festeggiano i 20 anni della Sub Pop, due anni dopo inginocchiati per la scomparsa del chitarrista Rick Kulwicki.

Green River = Seminali. Ma lo sapevamo già (tutti). Dal 1984 al 1988. E’ chiaro. Subito dopo Mudhoney e Lords of the Wasteland (+ Malfunkshun > Mother Love Bone > Pearl Jam). Reunion: 1993, 2008 e 2009.

Gruntruck = Ben McMillan è morto nel 2008. Lui e Scott McCullum arrivavano dagli Skin Yard. Avrebbero meritato maggior fortuna. Persi (1993), ritrovati (1996), persi definitivamente dopo un nuovo EP (2002).

Hammerbox = Carrie Akre è più nota per aver collaborato al progetto The Rockfords (con Mike McCready dei Pearl Jam), prima però passa per i Goodness e prima ancora in questi misconosciuti Hammerbox. Siamo sempre a Seattle dal 1990 al 1994.

Hole = NO Seattle ma Los Angeles. “And this just happened… 2014 going to be a very interesting year”. A due anni dallo split Courtney Love sarebbe pronta alla reunion dopo voci e smentite. Il resto è noto.

Love Battery = La notizia è che sono ancora attivi (da ormai tre anni). Uno dei fondatori è stato Dan Peters (Mudhoney) quasi subito sostituito da Jason Finn dei soliti correlanti Skin Yard. Vivono felici e contenti sino al 2002, ci riprovano fugacemente nel 2006 e nel 2011 eccoli ancora in pista guidati dagli originali Ron Nine e Kevin Whitworth. All’epoca erano già da rivalutare.

L7 = NO Seattle ma Los Angeles. Dal 1985 al 2001. Influenti eccome. Il ricordo più bello? Juliette Lewis, il juke-box, ‘Shitlist’, “Natural Born Killers”. Culto. (guarda)

Mad Season = Uno dei grandi progetti paralleli ben presto consegnato alla leggenda. Barrett Martin, Mike McCready, John Baker Saunders e Layne Staley. Nel 2012 reunion parziale con Mike McCready e Barrett Martin, l’anno dopo arriva l’edizione deluxe di ‘Above’ con alcuni brani inediti “completati” dalla voce di Mark Lanegan.

Malfunkshun = I fratelli Wood. “Founding Fathers of the grunge scene”. Tutti hanno agito con un alter ego. L’indimenticato Andrew Wood era L’Andrew the Love Child, Kevin Wood era Kevinstein e Regan Hagar diventò Thundarr. Da qui l’incontro con i transfughi dai Green River, da qui i Mother Love Bone. Il terzo fratello Wood (Brian) si unirà a Kevin e Chad Channing (Nirvana) per formare i Fire Ants. Più tardi i Wood brothers e Ben Shepherd (Soundgarden) uniti come Hater e successivamente ancora i fratellini saranno Devilhead. Nel 2006 Hagar e Wood decidono di riesumare dei testi scritti da Andy prima della sua morte per confezionare un disco (!) assieme al meraviglioso Shawn Smith (Brad, Satchel, Pigeonhead…). Il nome scelto è From The North (Von Nord). Ma anche Malfunkshun sopravvive.  Nel 2011 di fatto la band si “ricompone” ma attorno al solo Kevin Wood. Va bene la memoria, va bene che Andy era il fratello, ma a tutto c’è un limite. Oltraggio(si).

Melvins = Da poco superati i 30 anni di attività. Auguri.

Mono Men = La notizia (buona?) è che lo scorso anno si sono riformati seppur per un unico show nella loro Bellingham. Dal 1987 al 1998 il sound di Seattle ibridato al garage punk dell’epopea originale. Un lungo calcio nel culo da riscoprire assolutamente.

Mother Love Bone = ‘Shine’ (EP), il postumo ‘Apple’. E poi Andrew Wood. Il più grande. Basta così. Nel 2010 i membri originali + il portentoso Shawn Smith (da avere a mani basse le discografie di Brad, Satchel e Pigeonhead) si riuniscono a Seattle per un evento speciale. Il 28 novembre 2014 in occasione del Black Friday viene pubblicato via Republic Records un 7″ che contiene due brani inediti: la cover (in studio) degli Argent ‘Hold Your Head Up’ (già eseguita live anche nell’occasione della reunion) e una alternate take di ‘Holy Roller’.

Mudhoney = Da poco superati i 25 anni di attività. Auguri.

My Sister’s Machine = All’epoca i flanellati nostrani li consideravano di secondo piano. Ma i MSM di Nick Pollock (fa parte degli Alice In Chains degli albori, quelli glam, quelli con i capelli cotonati) erano una band più che cazzuta e quadrata. Dopo lo split del 1994 ci riprovano senza fortuna tra il ’10 e l’11.

Nirvana = chetelodicoafare?

The Nymphs = NO Seattle ma New Jersey. Inger Lorre. Grunge e street. Glam e autodistruzione. Droga. Inger Lorre (dopo) con Jeff Buckley. Alex Kirst (dopo) con Iggy Pop (che canta in un brano del devastante album di debutto del 1991). Alex Kirst muore nel 2011 in un incidente stradale. Con Iggy Pop ci rimane il fratello. Inger Lorre continua solista. Doveva essere la nuova sensazione della Geffen. Ma la Lorre pensò bene di pisciare nell’ufficio di un capoccia… è storia baby è storia.

Paw = NO Seattle ma Kansas. Quando uscirono li odiavo. Considerandoli già “post” (siamo nel 1990). Rimango di quell’idea. Riuniti nel 2008.

Pearl Jam = Vivi e vegeti da sempre.

Pond = NO Seattle ma Portland. Gli anni ’90 sono appena iniziati. Li prende la Sub Pop. Da riscoprire. Sciolti nel 1998. Da non confondere con l’omonima band australiana di recente formazione.

Screaming Trees = E’ durata esattemente 15 anni l’avventura straordinaria di Lanegan e dei fratelloni Conner. Escludendo la prolifica vitalità di Mark Lanegan, circolettiamo di rosso i Valis di Van Conner, mentre per quel che riguarda il grosso Barrett Martin segnalazione d’obbligo su Tuatara, The Minus 5, il suo Group, la presenza in ‘R’ dei QOTSA, ovviamente Mad Season e Skin Yard da dove arrivava quando entrò nei Trees.

Seaweed = Grandi, grandissimi, sottovalutatissimi. Fino al 2000. Poi dal 2007 decidono di riprovarci. L’iniziale tripletta su Sub Pop chiede vendetta.

Skin Yard = Dal 1985 al 1993 hanno influenzato quasi tutti i loro colleghi/amici/coetanei/parenti/serpenti. Filiato e correlato ovunque. Jack Endino ancora produce. Jason Finn (quello dei Love Battery) ancora è dentro i riformati The Presidents Of The United States Of America. Ma sono dettagli.

Soundgarden = Essi vivono.

Stone Temple Pilots = NO Seattle ma San Diego. La nascita al sole californiano è lontana (metà anni ’80 come Mighty Joe Young) ma l’esordio è più vicino (1992) e per questo non godono di grande stima da parte dei fan flanellati. Pian piano la considerazione cambia, anche perchè, talento dei fratelli De Leo a parte, Scott Weiland non ci fa. Il frontman (poi impellato nei Velvet Revolver, i veri Guns N’Roses dopo i Guns N’ Roses) è l’arma in più nel bene e nel parecchio male. Dal 2008 purtroppo continuano a vivere con Chester Bennington (Linkin Park) alla voce. Scult totale. Weiland continua solista accompagnato dai The Wildabouts. Piccola chiosa sul progetto Talk Show (unico album nel 1997), praticamente gli STP senza Weiland (alle prese con l’eroina) ma con Dave Coutts. I fratellini De Leo saranno coinvolti nel 2006 anche nel side-project abortito ben presto Army Of Anyone assieme all’esagitato Richard Patrick dei Filter.

Tad = Altri pionieri. Con la stazza totemica di Tad Doyle. Monumentali dal 1988 al 1999. Show celebrativo nel 2013. Da riprendere nella vita “post” gli Hog Molly del già citato Doyle.

Temple Of The Dog = Il progetto senza respiro creato per ricordare Andrew Wood. Top assoluto. Riuniti nel 2012 in occasione del ventennale dei Pearl Jam e il 25 ottobre per l’annuale Bridge School Benefit Concert curato da Neil Young.

Truly = Ricordati perchè includevano Hiro Yamamoto (uno dei fondatori dei Soundgarden) e Mark Pickerel (uno dei fondatori degli Screaming Trees). Psichedelia a palla lungo due soli album fino al 1998. Riuniti nel 2008, nuovo singolo uscito nell’ottobre scorso (2013) con formazione a tre originale: Roth/Yamamoto/Pickerel.

The U-Men = Proto-tutto. Swamp-o’-billy sound. Dal 1981 fino al 1989. Tra i tanti manager passa anche la futura moglie di Chris Cornell Susan Silver. Gas Huffer e The Monkeywrench tra le esperienze successive di Tom Price.

Willard = Dimenticati (forse a ragione) sul filo del suono alla Melvins. Dopo solo tre anni nel 1992 dicono addio.

(NOT) to be continued…

Emanuele Tamagnini

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