Santo Niente + Spiral69 @ Circolo Degli Artisti [Roma, 8/Ottobre/2014]

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Santo Niente 1993-2015. Così si legge sulle t-shirt in vendita al merchandising: come annunciato dall’instancabile Umberto Palazzo sulla sua pagina facebook qualche tempo fa, il Santo Niente si congeda con alcune ultime date. Una decisione figlia, probabilmente, della poca attenzione ricevuta dall’ultimo lavoro in studio della band, il buon ‘Mare Tranquillitatis’ pubblicato l’anno scorso, soprattutto in termini di (pochissime) proposte di concerti. Dopo il concerto/party di Bologna in occasione dei 20 anni di ‘Jack Frusciante è uscito dal gruppo’ di Enrico Brizzi, la data romana è, al momento, l’ultima possibilità di vedere dal vivo Palazzo e soci, mentre probabilmente rimarrà attivo lo spin off El Santo Nada. Ad aprire le danze ci pensano gli Spiral69, trio attivo da quasi una decade, con release su Megasound Records e l’ultima produzione, l’EP ‘Alone’ pubblicato sull’etichetta dello stesso Riccardo Sabetti, leader e voce per una proposta che mischia industrial, wave, gothic: l’alone di mister Trent Reznor, però, è presente in maniera fin troppo evidente anche nel cantato e se un brano mi riporta addirittura a pensare ai Killers, decido che proprio non è “my cup of tea”.

Il Santo Niente si presenta con una band rinnovata già da qualche anno, in cui spicca la sezione ritmica degli Zippo, abruzzesi come Palazzo, composta da Federico Sergente e Tonino Bosco, e il chitarrista Lorenzo Conti. A rimarcare il valore di un disco sottovalutato e quindi a far aumentare i rimpianti per la decisione di abbandonare le scene, ci pensa già l’intro di ‘Maria Callas’, tratta dall’ultimo lavoro: un pezzo lungo, dilatato, suadente e più introspettivo, forse più collegato all’esperienza solista di Palazzo (‘Canzoni della notte e della controra’ del 2011 è davvero un gran bel lavoro). Lo si evince anche dal successivo cavallo di battaglia storico ‘Cuore di Puttana’ che rivela invece bordate elettriche feroci, un’alchimia esplosiva, una durezza di suoni e volumi impressionante. Purtroppo, però, rivela anche il difetto della serata che potremo riassumere nel motto caro a queste pagine “Non si sentono le voci”: per quanto provi a cambiar posizione, la voce di Palazzo mi arriva sempre ovattata e spesso indistinguibile. Non tanto da non farmi riconoscere canzoni come ‘Cristo nel cemento’, altro buon brano del recente lavoro e una splendida ‘Elvira’ ma rovina in parte la resa di una serata altrimenti inappuntabile. Buona parte del pubblico canta tanti dei brani e ciò contribuisce a rendere l’atmosfera ancora più nostalgica, lasciando più di un velo di tristezza per una bel capitolo della musica italiana degli ultimi 25 anni spesso rimasto chiuso e invisibile e in un libro. Aver incanalato tanta (giusta) delusione per ciò che (non) è stato in una performance intensa, lirica, anche rabbiosa come questa è l’ultimo bel regalo che il Santo Niente poteva farci. Grazie ragazzi.

Piero Apruzzese

Foto Santo Niente

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