Saint Lou Lou @ Circolo degli Artisti [Roma, 7/Dicembre/2012]

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Un’occasione per assistere ad una primizia. Giornalisticamente appetibili per fare cronaca su quello che sarà/che verrà nel 2013. Unica fermata italiana per le giovanissime gemelle Miranda ed Elektra Kilbey, 21 anni, per metà svedesi/per metà australiane, con in dote un singolo ‘Maybe You’ (liberamente ispirato ai Cocteau Twins) pubblicato in agosto dalla Kitsunè (che le scopre su Soundcloud), ben presto finito sulla bocca semipatinata di tutti. “They look fabulous and sound dolorous. What a combination” (scriveva il Guardian). Le Saint Lou Lou però potrebbero far ricredere la smaniosa stampa UK alla continua ricerca di nuove prurigginose sensazioni electro-pop, non fosse altro perchè (dichiaratemente) i loro ascolti si fondando su Kate Bush, Emiliana Torrini, Jeff Buckley, Fleetwood Mac, T.Rex ma anche TLC e Spice Girls. Alle spalle una coppia di scaltrissimi autori che han costruito alla perfezione e cucito addosso alle ragazze una serie di potenziali tuttisingoli. Ci riferiamo ad Hannah Robinson (Ladyhawke, Christina Aguilera, Rachel Stevens, Annie, The Saturdays) e Richard X (Annie, Sugababes, M.I.A., Roisin Murphy, Pet Shop Boys, Sam Sparro). Era prevedibile che a cotanta grazia virginea rispondesse un “progetto” ben studiato, un programma di lavoro che ha come unico evidente obiettivo il successo-l’affermazione. Desiderate un po’ ovunque per il fisico da silfidi che le ha già condotte su molte copertine fashion, le Saint Lou Lou si accodano comunque alla nuova stagione delle songstress iconograficamente e sentimentalmente a metà strada tra un “Picninc ad Hanging Rock” ed un “Giardino delle Vergini Suicide”.

La sortita romana si trasforma ben presto in una sorta di showcase di presentazione. Pochissima gente, sei brani, mezz’ora di esibizione. Le due ragazze introdotte da qualche immagine in movimento celeste, vengono accompagnate da un batterista e da un bassista/synth, e già questo è un punto a loro favore. Timide, lievemente impacciate, non fanno caso al deserto che le accoglie, salutando, scherzando e presentando i brani servendosi anche di un raffazzonato italiano. I brani – singolo a parte – non sono male e la loro voce di coppia non è certo quella da “festival” delle nostre sguaiate Paola e Chiara (tanto per intenderci). Il background è fondamentale, molto spesso fa la differenza, in questo caso una velata correlazione, un’ombra lunga di Stevie Nicks (perchè no anche solista) si manifesta in più di un’occasione. Le voci reggono e sono molto piacevoli. Pop rock si sarebbe detto qualche lustro fa e non si fa fatica a doverla riutilizzare questa etichetta nel caso delle garbate gemelline di Svezia. Ne risentiremo sicuramente parlare. Probabilmente quel giorno a noi non interesseranno già più. Ma era giusto registrare con mano (e con la pioggia battente) quella che sarà una delle prossime sensazioni (forse).

Emanuele Tamagnini

Video-Julian