Ryujin I Tamburi di Okinawa @ Auditorium [Roma, 3/Novembre/2009]

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La collaborazione tra la Fondazione Musica per Roma e l’Istituto Giapponese di Cultura produce sempre delle gradite sorprese e quella di oggi è stata a dir poco piacevole. Okinawa è il gruppo centrale dell’arcipelago giapponese delle Ryukyu da cui provengono, oltre ad Hattori Hanzô ed al maestro Miyagi, numerosi aspetti ormai caratteristici del Giappone stesso; uno su tutti il Karate. Perchè però parlare di Karate su Nerds? Semplice, perchè lo spettacolo portato dal gruppo Ryujin comprende diverse forme d’arte e (scusate il giro di parole) questa arte marziale è proprio Arte. Lo spettacolo del gruppo di Okinawa è così composto da diverse esibizioni, allo spettatore non viene fatto mancare nulla riguardante la cultura di queste lontane isole; punto di forza rimane comunque la musica e con la musica si comincia.

Una volta spenti i cellulari e le luci in sala, l’unico suono che si sente è quello dei tamburi e dei gong, che dalle porte laterali della platea giungono fino al palco; sono in cinque i musicisti che oltre alle poderose percosse sugli strumenti gridano, danzano ed in seguito agitano delle bandiere a tempo per celebrare l’inizio dello spettacolo. Successivamente entrano in scena una danzatrice ed un cantante, che suona anche il sanshin, tipico strumento a corde; la danza questa volta è lenta ed elegante, mentre il cantato è quello tipicamente nipponico che sembra un lamento, un canto apparentemente sofferente ricco di quei microtoni caratterizzanti gran parte della musica asiatica. Le fasi dello spettacolo si susseguono velocemente, o è il vivo interesse che le rende brevi. Dalla danza si passa a siparietti scherzosi con un leone bianco dalla faccia canina (mosso internamente da due ballerini acrobati), è la volta poi di un’esecuzione sublime alla marimba bassa eseguita dal maestro Antonino Errera e poi ancora musica tradizionale come accompagnamento ad alcune dimostrazioni di arti marziali. Si torna in seguito al canto ed alla danza questa volta con tanto di ventaglio. Ritorna quindi il leone cane, Errera ripropone un pezzo alla marimba mentre i movimenti sono quelli del mare: ogni onda che si forma porta il suo messaggio e lascia il posto alla successiv. Ed è proprio il mare che il gruppo Ryujin fa emulare al pubblico nell’ultima danza facendo alzare le mani e facendole ondeggiare a tempo di musica. Una serata spettacolare.

Gabriele Mengoli (San)