Ruralità abbandonata, malessere, omicidi di massa, tutto questo e altro ancora dalla punta di diamante della Triple Alliance de l’Est: gli Scorpion Violente

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Esiste a nord-est della Francia, tra Metz, Nancy e Strasbourg un collettivo più o meno stabile che si lascia chiamare la Grande Triple Alliance de l’Est: al suo interno diversi gruppi e progetti musicali, tutti a carattere marcatamente “violento” (c’è chi parla più precisamente di un neo synth-punk sadomaso) che richiamano l’attenzione, o meglio, l’hanno già richiamata da più di qualche tempo, delle maggiori etichette europee di distribuzione, tra cui la nostrana Avant!. Tra i nomi di spicco del collettivo figurano i Death to Pigs, gli AH Kraken, i Feeling of Love, gli Anals e last but not least gli Scorpion Violente. Nati da un’idea di un certo Nafi, portavoce e testa pensante dell’intera Alliance, gli Scorpion Violente si affermano come la vera e propria punta di diamante, riuscendo a condensare al loro interno tutti i tags possibili immaginari che si potrebbero attribuire al sound generale del collettivo (dal dark wave, minimal synth, neo folk, al post punk, minimal post disco, industrial italy solo per citarne alcuni). Duo alquanto insolito, Nafi racconta di aver incontrato Thomas per caso, all’epoca in cui quest’ultimo non faceva altro che mixare vecchi vinili con un programma cutter, producendo in questo modo un suono particolarmente estremo, iper-rumoroso, violento, basato sulla sola ripetizione di una, al massimo due note. Appassionati poi entrambe di film poliziotteschi-noir all’italiana, i due raccontano di aver cercato di costruire il loro immaginario tutto intorno alla figura del commissario Tanzi e di film quali “Roma Violenta”, “Brigata Speciale”, “Il Cinico l’Infame e il Violento”, ponendosi come obiettivo quello di superare in brutalità gli scenari cinematografici attraverso un sound ripetitivo e marziale, improntato sulle basi ultra minimali di Thomas. Obiettivo in realtà raggiunto solo per metà, visto che a giudicare dal loro ultimo album ‘The Rapist’ (Teenage Menopause Records, 2012), gli Scorpion Violente propongono più che altro una dance music truzza, ripetitiva e priva di vero slancio energico, fatta eccezione dei brani ‘Pumping Iron‘ e ‘Backdoor Action‘, di cui si consiglia vivamente almeno un ascolto e la visione del video (soprattutto quello del secondo brano, una versione DIY di un filmino sadomaso). Ma il vero capolavoro in realtà è racchiuso nell’album precedente ‘Uberschleiss’, prodotto non a caso dalla nostrana etichetta bolognose Avant!, circa 3 anni fa. Per gli amanti del genere, un LP da procurarsi ad ogni costo, se non altro per la goduria visiva provocata dalla foto di copertina: una donna seminuda, con capo coperto da una maschera nera a forma di testa di bue con tre corna, mantello rosso e braccia elevate al cielo. Sullo sfondo uno strano muro grigio verde che lascia pensare all’interno di una cantina sotterranea o di un rifugio. Questa che che se ne dica, la più azzeccata e coerente rappresentazione grafica di un album: esattamente malevola, inquietante, erotico esoterica, meravigliosamente orribile quanto le otto piste contenute al suo interno. Titoli tutti scelti con cura e congruenza musico-concettuale da far paura (‘Viol et Revanche’, ’13 ans presque 17′, ‘Fugue de Pute Mineure’). Un vero e proprio capolavoro da ascoltare e da vedere e che invita perché no anche alla riscoperta dei buoni vecchi classici film polizziotteschi anni ’70, vero e proprio fiore all’occhiello della produzione cinematografica italiana. E che per una volta sia pure detto: evviva la violenza!

Daniela Masella

danielamasella@gmail.com

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twitter: mascia84

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