Rose Melberg: regina dell'indie pop

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Bella davvero non è. Ma incarna la classica figura della musicista indie(twee)pop. Timida, vestita a caso, capelli tagliati a caschetto-scodella, con un sito ufficiale che riporta solo ad una pagina Myspace. Rose Melberg è californiana ma da tempo risiede in Canada, con una carriera cristallina lunga ormai più di venti anni, eppure il suo faccino divertito farebbe pensare al contrario, ad un’esordiente dalle belle speranze. Inizia con gli sfortunati Tiger Trap (“a seminal velvet pop-punk”) bruciati dopo un paio di tour, quindi fonda The Softies insieme a Jen Sbragia, un manciata di singoli e tre album tra il 1994 e il 2001 pubblicati per le specializzate K e Slumberland Records. I Softies si sciolgono poco dopo l’inizio del nuovo millennio (Sbragia lo ritroveremo sempre a casa K con gli ‪All Girl Summer Fun Band‬) previa tornare nel 2012 per prendere parte al tour “Chickfactor 2012: For the Love of Pop”. La Melberg agisce però anche con i Go Sailor (tre singoli ed un album tra il ’94 e il ’96) e successivamente con gli indie pop canadesi Gaze (due album sempre su K fino al 1999), inoltre collabora con i Gigi e nel 2011 eccola entrare nei Brave Irene. In mezzo a tutto questo porta avanti la sua carriera solista prima su Double Agent e quindi ovviamente su K. A quattro anni da ‘Homemade Ship’ la californiana di Sacramento ritorna sia con l’album di cover ‘September’ – in edizione limitata via Lost Sound Tapes (ascolta) – sia con il nuovo progetto a due Imaginary Pants (ascolta). Nel disco di cover figurano 22 brani che spaziano da Thin Lizzy ai Clean, dai Sebadoh ai Black Sabbath, dai Young Marble Giants ai Big Star, dai Bats a Jonathan Richman. Nostaglia canaglia.

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