Ronin + Bologna Violenta @ Circolo degli Artisti [Roma, 10/Marzo/2010]

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Serata tranquilla al Circolo degli Artisti. Un Mercoledì a tratti piovoso. L’evento che mi appresto a reportare fa parte di “Campo di Carne”, una serie di appuntamenti dedicati a sonorità oscure e spiazzanti. I gruppi che suonano stasera infatti hanno tutti e tre una particolare e personale tendenza allo “spiazzamento”. I romani Dispositivoperillancioobliquodiunasferetta, attivi da tempo ma che ora si stanno facendo largo acquisendo sempre più personalità, propongono un folle e grottesco mathcore. Bologna Violenta, ovvero il progetto solista del polistrumentista Nicola Manzan, una one man band che unisce frasi e musiche tratte da film italiani degli anni ’70 alla sua diabolica chitarra grind e ad una drum machine spinta al massimo. Infine i Ronin, ennesimo progetto di Bruno Dorella (Wolfango, OvO), principalmente folk, strumentale, con qualche spruzzatina di surf qua e la, particolare e ricercato.

Cominciano i Dispositivo, alle 21 e 30, in sala ci saranno si e no 30 persone, ma questo è il solito problema di orario: mezz’ora dopo il locale conterrà almeno il triplo della gente. I quattro pazzerelli suonano poco ma propongono il loro repertorio che include brani come ‘Whola Blatta Love’ o ‘Vibrione’. Sembra che nella loro musica regni la follia pura, che si estende a sua volta nel loro modo di approcciarsi al pubblico, ma questa “follia” è caratterizzata da melodie e tempistiche decisamente complesse: davvero interessanti, faccio il tifo per loro.

Verso le 22 e 30 sale sul palco Nicola Manzan, con il tipico vestito gessato di Bologna Violenta, e dopo aver posizionato la sua strumentazione fa partire le tracce del suo ultimo album ‘Il Nuovissimo Mondo’. La sua è un’esibizione che va presa da diversi punti di vista: più vicina ad una performance artistica che ad un concerto vero e proprio, punta tutto sull’ironia, la follia (anche lui) e l’accostamento di sensazioni contrastanti. Ad esempio, il primo brano che ci propone (che è anche la traccia d’apertura dell’ultimo album) è un arpeggio di chitarra e una dolce melodia di violino, ma la voce narrante parla di sacrifici di bambini i quali diventano il pasto principale di una festa tradizionale di chissà quale comunità. Il tutto confluisce dopo una trentina di secondi nel grind della sua Les Paul dorata e distorta su dei tempi hardcore preimpostati. Lui intanto fischietta, muove le anche, gesticola in modo bizzarro, si mette le mani sul pacco, si dimena come un metallaro indiavolato e alla fine, prima di salutare, si avvicina al microfono e chiede al pubblico attonito: “Imbarazzante eh?”

Poi è il momento dei Ronin. Ora sembra che la sala si sia svuotata, il che mi fa pensare che la maggior parte del pubblico sia venuto per Bologna Violenta il quale negli ultimi tempi ha acquisito molta notorietà grazie anche alla suo ingresso nella line up de Il Teatro Degli Orrori, band ormai “di successo”. In realtà ha ragione Bruno Dorella quando si accorge di questo vuoto e afferma “Ma no, sono andati solo a fumare un attimo!”. I quattro sul palco cominciano a suonare pacati e composti, mentre la sala torna a riempirsi. Il loro “spiazzamento” di cui parlavo prima, consiste nel miscuglio di generi e nel proporre una musica strumentale molto vicina a quello che può essere una colonna sonora di un film. L’album più recente si intitola ‘L’ultimo Re’ e si ispira ad una famosa frase anarchica (“Con le budella dell’ultimo papa impiccheremo l’ultimo re”). Ed è così che si compongono le canzoni: di ispirazione da altri eventi, frasi, sensazioni o canzoni. Ad esempio ‘Venga La Guerra’ pur non essendo un pezzo hardcore, si ispira, spiega Dorella, al brano dei Wretched ‘Spero Che Venga La Guerra’. Le sonorità vanno dal folk al surf, prendono spunto dalle diverse culture musicali come quella etiope o quelle orientali. Una musica pregna di idee e di lavoro, introspettiva e profonda: proprio per questo quindi, spiazzante.

Marco Casciani

3 COMMENTS

  1. succede anche che ti si spezza una corda…
    e la domanda è: ma perchè i dispo non vendevano un loro cd????

  2. purtroppo non siamo riusciti ad organizzare lo spazio vendita, perchè noi la musica la facciamo mica per i soldi, ma per toccare i cuori della gente, quella gente che sogna, che ama, che si commuove davanti aùnfìlm.
    Ma per cuella gente che invece se ne fotte dell’amore, ecco, basta scrivere a maledettidispositivo@hotmail.com.
    Ed il cd ti arriverà accàsa, e tu, comodamente seduto in poltrona, dovrai solo scartarlo, e lasciarti trasportare dalle fantastiche note della musica. Quella musica, che cuando ti addormenterai, ti cullerà, e ti inculerà.

    Viva la musica, viva la vita!

    Dispo

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