RomaPopFest Day-2 @ Revolver Club [Roma, 18/Maggio/2013]

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La quarta edizione del RomaPopFest (ricordiamolo evento di pop italiano gestito dalle 2 ragazze di Frigopop) si è svolta nella particolare cornice del Revolver Club. Dico particolare perché in realtà il posto è all’interno di una specie di edificio simil-fabbrica, ed è sostanzialmente un corridoio lungo e largo piuttosto adatto ad un evento del genere. Possiamo subito passare al bilancio della serata analizzando poi successivamente le performance dei vari gruppi: la risposta di pubblico è stata positiva sia in termini numerici sia in termini di partecipazione (nonostante un po’ di timidezza in certi passaggi, dovuti probabilmente anche una illuminazione un po’ sopra le righe), non ci sono stati grandi problemi tecnici e la serata si è svolta nella più totale tranquillità e relax. Un plauso quindi all’organizzazione che forniva anche una birra piccola con l’acquisto del biglietto d’ingresso. Attaccano I Demoni, gruppo allucinantemente pop con delle derive synth che è un po’ che suona per Roma e dintorni. La band è piuttosto anonima e alterna qualche buona idea a un live più o meno dimenticabile, sia per le composizioni sonore che per l’effettivo stare sul palco. Suonano una mezz’ora scarsa e fanno muovere qualche testa e qualche piedino, ma insomma niente di più.

I Wow, gruppo assolutamente sconosciuto di Roma Est (credo), spingono tantissimo con un set virato sul garage pop/surf venato psych, divertente e suonato bene, con il giusto bilanciamento tra sporco e pulito e quel tocco lo-fi che ci sta sempre bene. Non ho trovato molte informazioni su di loro cercando in giro, c’è solo una pagina bandcamp dove oltretutto i pezzi sembrano decisamente peggiori delle controparti sentite al PopFest, quindi o sono migliorati moltissimo ultimamente o sono pezzi molto vecchi. Dopo una breve pausa appaiono sul palco in 4 i Dumbo Gets Mad, di caratura decisamente differente dai 2 prima: affiatati, organizzati, precisi, divertenti. La resa sonora è di assoluto livello e così anche i pezzi suonati (quasi tutti dal nuovo ‘Quanto Leap’ ma anche qualche ripescaggio da ‘Elephants At the Door’). Da applausi l’opener ‘Cougar’, veramente molto d’impatto, così come la scenografia allestita dai ragazzi.

Molto molto divertente anche His Clancyness, progetto (parallelo? Principale?) di Jonathan Clancy (Settlefish, A Classic Education). Anche lui in formazione di più elementi, è il più “naturale” con il pubblico e probabilmente anche il più esperto in tema di live. Il repertorio che esegue è molto interessante, marcatamente pop senza rinunciare a qualche momento più impegnativo e straniante. Una performance da valutare sicuramente in maniera positiva, non d’impatto come altre ma comunque da approfondire. I Testaintasca da Roma, salgono sul palco e sembrano una versione “pulita ed elegante” dei Black Rebel Motorcycle Club, poi attaccano a suonare e le somiglianze svaniscono completamente: testi in italiano sbiascicati, armonie e musicalità 100% brit e liriche che parlano di storie semplici, ma anche di socialità e di “ambiente” musicale. Performance nella media, ma da sottolineare il calore del pubblico per la band. In attesa dell’esordio, noi li teniamo sospesi. Chiudono la giornata (e l’edizione) i Marcello e il mio amico Tommaso, progetto che fa capo a Marcello Newman ma in realtà band a tutti gli effetti. Freschi di pubblicazione del singolo che anticipa l’uscita del disco, i nostri chiudono degnamente l’edizione: una musica pop dotata di una certa circolarità di fondo che combatte l’eventuale ripetitività di un certo modo di fare pop specialmente negli ultimi tempi. Non una rivelazione, ma il proseguimento di un percorso ben tracciato.

Totò Margutta

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