Roma Brucia @ Villa Ada [Roma, 11-12/Luglio/2015]

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Roma non è stata costruita in un giorno. E nemmeno il festival che ha visto il susseguirsi di più di 30 gruppi di artisti provenienti da Roma e provincia. Roma Brucia è giunta alla quarta edizione muovendo i primi passi dal Pigneto, facendosi conoscere tramite il tram tram dei social network, dal passaparola, dalla bravura e soprattutto dalla passione degli organizzatori. Anche quest’anno Villa Ada è la cornice perfetta per l’evento dell’estate romana, ma la formula raddoppia. Due giornate stracolme di proposte interessanti, di gruppi che si esibiscono per la primissima volta ed altri che si confermano nella sempre più fervente scena romana e nazionale.

Sabato 11 luglio. WEIRDBLACK: spetta a una delle tre band vincitrici del contest “vuoi esordire a Roma brucia” l’onore di inaugurare la prima giornata del festival. Tastiera, chitarra, outfit estivo, sonorità lo-fi rilassate e dondolanti, perfette con il sole ancora alto e cocente sul Lake Stage. Una proposta da tenere sott’occhio… anche Mac DeMarco sarebbe dalla vostra! AT THE WEEKENDS: il quartetto della ciociaria propone un bel mix di brani energici e ballatone indierock, forse ancora un po’ troppo affezionati proprio a quell’indie rock della scorsa decade che ti costringe a paragonare quasi tutti i brani proposti al sound di alcuni “mostri sacri” (vedi The Strokes, Bloc Party in primis). ASTRAL WEEK: rappresentano la Centocelle che spacca, quella lontana dai luoghi comuni dell’italiano-romano medio. Gli Astral Week nascono dall’incontro dei Your Hero e Jacopo Volpe (batterista dei Vanilla Sky) e propongono uno spettacolo assolutamente energico (un po’ penalizzato dai pochi metri quadri del Lake Stage), puramente rock’n’roll e caratterizzato dalle raffinate armonizzazioni vocali. Immancabile il nuovo singolo ‘Electrifyng’ e la ormai celebre cover ‘Happy’ di Pharrell Williams. JOE VICTOR: la neonata band ha un fare tutto suo, estemporaneo e non etichettabile, si diverte e sa far divertire! L’incontenibile energia del frontman riesce a tenere alta l’attenzione per tutta la durata dell’esibizione nonostante le temperature sahariane, chitarrona alla mano e un country energico apprezzabile dal primo brano fino al secondo richiestissimo bis. FLAVIO GIURATO: l’affascinante figura di Flavio Giurato viene accolta da un rispettoso silenzio, quasi sacrale. Inizia l’esibizione con un intro parlato, la voce calda e ruvida di chi ha vissuto già un bel po’. I brani cantati in italiano e in inglese sono accompagnati dalla chitarra e dal jambè (impossibile non accostarlo alla figura di De Andrè), i testi sono enfatizzati da un bel parlato ormai caro a pochi, a volte contorto a volte diretto. L’esibizione ci regala una bella istantanea del passato proposta in chiave moderna grazie all’attualità dei temi narrati. ARDECORE: dal Palco Nerone, la celebrazione della romanità viene espressa nei testi degli stornelli storici dell’ultimo disco di Giampaolo Felici: ‘Vecchia roma’. I toni sempre intensi e a volte rabbiosi e la solennità di alcuni brani sono il baluardo della tradizione folk romanesca che sta diventando sempre più un vero e proprio movimento musicale. NAYT SAINT feat 3D: nato e cresciuto nei quartieri popolari, giovanissimo ha già le idee chiare sulle tematiche da trattare: la paura per un futuro precario fatto di scelte sofferte e la determinazione per affermarsi. Purtroppo l’esibizione viene interrotta dal primo intoppo dell’impianto (uno dei pochi dell’intero festival) che riprende a problema risolto. TRANS UPPER EGYPT: Il sole comincia a calare, l’afa persiste, l’umidità anche. I Trans Upper Egypt ci accompagnano per mano in un viaggio allucinogeno che si confà alle condizioni atmosferiche che insistono sul laghetto di Villa Ada, un mix esoterico calcato dal persistente ritmo tribale della batteria, dalle distorsioni che rendono i brani a tratti molto cupi, dalla linea vocale che fluidifica e lega il tutto. L’ennesima neo-psych band? No, per fortuna è molto di più. ABOUT WAYNE: sono un gruppo di istanza alternative/rock, a gennaio è stato pubblicato il loro ultimo lavoro ‘Bagarre’ che ha esordito direttamente alla n.1 di iTunes alternative. Per l’occasione propongono una versione acustica speciale: ukulele, contrabbasso e slide creano un’intima e calda atmosfera intorno al palchetto del Lake Stage. I toni sono pacati, limpidi e sognanti. Chapeau. LUCA SAPIO: presenta al pubblico romano il suo secondo disco ‘Everyday is gonna be the day’ (2014) registrato a New York, tutto dal vivo e in analogico, con la sua band The Dark Shadows. Apprezzatissimo all’estero per essere uno dei migliori vocalist bianchi sulla scena soul, Luca vive da molti anni nella sua casa-studio al Pigneto, una delle realtà multietniche di Roma che ha tantissimo da offrire alla scena musicale e non. E’ la prima big band della giornata e ci delizia con quasi un’ora di concerto soul/funky di altissimo livello; inevitabile un breve discorso di sensibilizzazione per l’attuale situazione critica in Italia che introduce il brano ‘Let it shine’. Energici, eleganti e talentuosi. DEAL PACINO: fondatore dei Rapcore, presenta in esclusiva per Roma Brucia l’ultimo disco ‘Fine dei giochi’, accompagnato sul palco dall’inseparabile beatmaker Dr.Cream, fomentano e infuocano il pubblico che finalmente risponde bene per tutta la durata dell’esibizione. Anche Ostia c’è e si sente. BUD SPENCER BLUES EXPLOSION: gli headliner della prima giornata di Roma Brucia, il duo capitanato dal talentuoso Adriano Viterbini infuoca il Palco Nerone e l’intera platea. Impossibile non essere travolti e “pettinati” dal muro di suono proveniente dalle numerose chitarre di Viterbini e dalla batteria forsennata di Cesare Petulicchio, un’evoluzione in continua ascesa tra sonorità graffianti per il duo stoner/rock/blues. Emozionanti… e “sento come se non ci sentissi più”. MAI MAI MAI: dopo l’esplosività dei BSBE si torna al lake stage, si palesa sul palco una figura nera, tetra, incappucciato come un boia illuminato dalla luce radente proveniente dalla proiezione dei visual alle spalle. Sonorità cupe e macchinose, un trip senza via d’uscita. Colta da monotonia alienante ho subito pensato che “spesso il male di vivere ho incontrato”. BAMBOO: non ha certo bisogno di presentazioni il gruppo più solare e scatenato della scena romana. La continua ricerca di nuove sonorità e nuovi “strumenti analogici” (vedi cartellonistica stradale, frullatori, grondaie, bidoni e catene) li rendono una certezza per uno show d’effetto che sa coinvolgere dal primo all’ultimo secondo; brani come ‘Reggae’ e ‘Supertechno’ riescono a catapultarti nella giungla urbana creata dai suoni della numerosa band. Lo spettacolo raggiunge il suo apice proprio sul finale ‘Supertechno’ con tanto di invasione di palco di numerosissime figure mascherate da cavalli e cani, maschere che sono state distribuite anche tra il pubblico per rendere lo spettacolo ancora più colorato e annullare del tutto le distanze tra band e platea. I Bamboo si divertono e sanno far divertire. Consiglio: mai stare fermi durante i loro concerti, vi sentireste solo a disagio! HEADTOHEAD: sono senza dubbio la rivelazione della prima giornata di Roma Brucia, nonché il secondo vincitore del contest per i gruppi esordienti. L’esibizione, sapientemente collocata come perla finale dell’intera giornata, si pone subito come una formula vincente. Il trio (batteria/basso/tastiera-synth) propone sonorità eighties, waves, sincopate ma addolcite dalla tastiera e dal synth e legate dal bel timbro vocale di Valerio Bulla. I suoni sono pacati e controllati e senza acrobazie particolari, riescono ad arrivare diretti al pubblico. Bravi! La prima giornata di Roma Brucia si conclude con il djset dal Palco Nerone della grande famiglia FREAK’N’C!

Domenica 12 Luglio. La seconda giornata di Roma Brucia inizia più infuocata che mai sin dall’ora di pranzo con l’esclusivo cooking show del celebre e romanissimo CHEF RUBIO che presenta la ricetta “Maiale di Nero a spasso nel 64 d.C.” creata apposta per l’occasione. E’ accompagnato durante la performance culinaria, svoltasi sotto l’attento occhio del pubblico affamato, da Il muro del canto (che più tardi si esibirà headliner sul Palco Nerone), dal Piotta e da Deborah Donadio dell’Istituto Statale per Sordi di Roma. Nelle ore più calde si svolge ROMA SCIALLA: una serie di concertini in acustico che vedono il susseguirsi di alcuni artisti che rendono piacevoli le ore intorpidite del post-pranzo sotto gli alberi di Villa Ada e l’esibizione dei POETI DEL TRULLO. GIANPIETRO TIMBRO: primo artista della giornata e terzo vincitore del contest “vuoi esordire a roma brucia” si esibisce per la prima volta e direttamente sul Palco Nerone, è accompagnato da una formazione numerosa, presenzia addirittura uno xilofono. Il ritmo dell’esibizione è abbastanza sostenuto e lo spettacolo risulta variegato, forse troppo variegato, forse un po’ confuso. VEEBLEFETZER: si esibiscono sul mainstage, la loro musica folk-rock strizza l’occhiolino alla reggae portando alto lo stendardo di Testaccio e dintorni. Propongono uno spettacolo decisamente allegro e originale, peccato che le temperature altissime abbiano spinto solo un esiguo gruppo di temerari sottopalco. WEIRD: il trio è giovanissimo ma è già al secondo disco ‘A long period of blindness’ uscito a marzo. Si presentano con un outfit total black,le espressioni serie, proponendo un live dai suoni un po’ cavernosi con voci riverberate. Un godibilissimo concerto tra cupa psichedelica e shoegaze. GLI ULTIMI: provengono dalle periferie di Roma, hanno un background degno di nota e con il loro streetpunk denunciano i problemi della quotidianità ma sempre col sorriso sul volto, lo stesso che hanno mantenuto sul MainStage di Roma Brucia. Sono i nostri “eroi un po’ alternativi”. WRONGONYOU: si cela il giovane musicista Marco Zitelli dietro il progetto Wrongonyou, vincitore dell’ultima edizione di Arezzo Wave, il sound dell’artista è un incontro tra la chitarra di John Frusciante e l’attitudine di Bon Iver, è la giustapposizione del suono elettronico e dell’anima soul. Accompagnato anche questa volta dalla batteria di Francesco Aprili (Boxerin Club) e dal basso di Emanuele Triglia (The Syndrome), a formare un trio indissolubile e d’impatto che ci ipnotizza per tutta la durata della seppur breve ma intensa, esibizione. Brani come ‘Killer’ e ‘Rodeo’ si insinuano e risvegliano emozioni che a volte teniamo sopite. Consigliabile una buona preparazione psicologica e una fermezza emotiva per poter sostenere un concerto di Wrongonyou. Bravi. SADSIDE PROJECT “big band”: conosciutissimi nella scena romana con il loro folk/rock che caratterizza il nuovissimo disco ‘Voyage Extraordinaires’ sono un continuo divenire di idee e collaborazioni. Nati come duo, si presentano per l’occasione con un collettivo di musicisti, non mancano fiati e tastiere per regalare al pubblico accaldato uno show coloratissimo e d’impatto, un’esibizione che raggiunge il suo apice con il brano ‘1959’ del precedente album ‘Winter whales war’. EMANUELE COLANDREA: l’artista già noto grazie alle due precedenti formazioni: Cappello a cilindro e soprattutto Eva Mon amour. Il cantautore si presenta sul Lake stage di Villa Ada col sole che inizia a tramontare, il caldo che diventa meno invadente. Un’atmosfera perfetta per l’esibizione di Emanuele – accompagnato in quartetto con la sua band al completo – che si svolge sotto l’attento occhio del pubblico che canticchia all’unisono, soprattuto alcuni brani degli Eva Mon amour, bellissima e malinconica la traccia ‘Nascondigli per i cani’. WOW orchestra: salgono sul MainStage di Roma Brucia per un’unica e inedita formazione estesa. Le luci calano ed è il momento! La cantante algida e bellissima col suo vestito bianco,le movenze teatrali e la voce sensuale, i brani dell’ultimo album ‘Amore’, le onde martenot di Julie Normal, Flavio Scutti che suona vari tipi di frutta. Non è facile descrivere un’esibizione del genere, la cosa migliore è lasciarsi cullare da questo turbinio di colori e emozioni. Una cena a lume di candela tra Patty Pravo e Ian Curtis. Ed è subito ‘Amore’. SEDATO BLEND e READ + GAST: direttamente dal Nuovo Salario, in attività da più di 10 anni nella scena rap romana producono un disco chiamato ‘Blocco Note’ e si esibiscono per un’ora di spettacolo accompagnati da Gast del Truceklan. GDB FAMIJA: Gente de Borgata presenta sul Palco Nerone di Villa Ada il nuovissimo mixtape ‘Benvenuti in borgata 3’ firmato da dj Fester Tarantino, uno show dinamicissimo con la famiglia al completo sul MainStage. I rapper romani si alternano dimostrando la capacità di intrattenere e fomentare il pubblico fino all’ultimo brano. ASSALTI FRONTALI: attivi da più di 20 anni nella scena del rap romano, sono stati i primi a pubblicare un disco di genere in italiano. I testi, conosciuti e cantati anche dalla platea del Lake stage, entrano nel cuore della città e delle persone che la vivono creando un’atmosfera familiare e comunitaria. Chiudono con il brano ‘Il lago che combatte’: un inno per tutti coloro che credono ancora nel territorio e resistono a denti stretti. IL MURO DEL CANTO: il gran finale del festival spetta al canto popolare degli headliner della domenica. La voce del popolo proveniente da vari quartieri di Roma infuoca gli animi con tematiche amare e reali ma con un tono e una grinta che non sono mai abdicatari seppur crudi e analitici. L’esibizione è ricca e sfaccettata, tra i numerosi brani proposti ci viene regalata una cover dei Modena City Ramblers, una traccia condivisa con gli amici di Assalti Frontali e un brano inedito dal nome ‘La neve su Roma’ (che verrà pubblicato nel prossimo album in uscita a ottobre). Il djset di BORGHETTA STILE conclude questa seconda e intensissima giornata. L’appuntamento è al prossimo anno. Siateci ancora, siate ancora numerosi,siate ancora curiosi. Roma c’è, Roma brucia.

Melania Bisegna

Foto dell’autore

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