Rock in Liri @ Piazza Boncompagni [Isola del Liri, 2-3/Agosto/2019]

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Anche quest’anno partecipare alla due giorni di Rock in Liri è stata un’esperienza molto rinfrancante. Lo è perché anche stavolta ne siamo usciti con il cuore e la mente alleggeriti, dopo una stagione passata tra live romani in cui c’è poca partecipazione, oppure è pieno di gente ma la maggior parte è lì per puro atto di presenza, rinfranca appunto lo spirito immergersi in questa realtà in cui la direzione artistica coniuga proposte sostenibili alla qualità musicale, senza essere dipendenti dall’hype e dalla fuffa. Il venerdì la due giorni inizia con un leggero ritardo, dovuto alla solita pioggia, che ormai è quasi una tradizione, fortunatamente solo un piccolo grande spavento. Si parte con un secret show alle ore 21,00 protagonisti i Joe Victor nella splendida cornice della Cascata di Isola del Liri. Nonostante la formazione sia ridotta all’osso, sono presenti infatti il frontman Gabriele Mencacci Amalfitano e Guglielmo Senatore alla batteria, la band “disco-folk” capitolina scalda l’atmosfera quel tanto che basta per far partire i motori. Si passa al Main Stage, nella piazza principale del paese, dove sorprende il talento dei One More Hey, ragazzi di vent’anni ma con un’attitudine che fa sembrare abbiano anni di esperienza alle spalle. La loro proposta è un alternative rock di impronta 90s con passaggi che ricordano i dEUS. Interessanti. Subito dopo salgono sul palco i Pentothal e ci vuole ben poco a capire il peso storico di questa band nella provincia ciociara, la loro è una psichedelia di stampo più “classico”, eseguita con maestria, un ottimo antipasto in vista del piatto forte del primo giorno di festival. A chiudere la serata infatti ci pensano i Go!Zilla, band toscana tra le realtà psych più considerate in ambito sia italiano che europeo. Dopo aver allargato i propri orizzonti stilistici a seguito dell’uscita dell’ottimo ‘Modern Jungle’s Prisoners’, i Go!Zilla sfoderano la miglior performance di questa edizione, il loro sound unisce la veemenza garage con ritmiche tropicali, in un connubio psichedelico travolgente ed esotico. Neanche ci si accorge della pioggia che torna a cadere dal cielo perché nessuno si ferma, né i musicisti sul palco, né i tecnici, ma soprattutto nemmeno il pubblico, che rimane ipnotizzato ad assistere al live di Luca Landi e soci.

Come d’incanto ci risvegliamo sabato, c’è il sole e fa caldo, tutto scorre liscio senza ostacoli o ansie meteorologiche. Si parte sempre da Via Cascata, di nuovo, all’ora dell’aperitivo, da intendersi anche in senso musicale, che corrisponde stavolta al secret show che apre la seconda ed ultima serata ovverosia assieme ai Teddy Bear & Palma, la vera sorpresa di questa sesta edizione: ironici ed energici. Arrivano le 21.30 ed è il momento di Charlie Fuzz che si impadronisce della scena con i Caraibi al seguito. Un concerto, il loro, che i più trovano piacevole, spensierato, con un sound che ammicca al filone indie-pop attuale. Neanche il tempo di sorseggiare una birra che è già il turno dei Lags e immediatamente si torna indietro negli anni, il loro hardcore-punk che si tinge di melodia è ormai un marchio di fabbrica, come dimostra anche l’ultimo lavoro in studio ‘Soon’, uscito a marzo. Il pubblico, che via via si infoltisce in vista dell’arrivo degli headliner, apprezza nonostante non sembri composto da fan affezionati del genere. Vittoria doppia quindi. Si arriva così alla chiusura, con gli americani Listener da Kansas City, arrivati al capolinea del loro tour europeo con l’ultimo show nel nostro continente, proprio qui a Isola del Liri, che inizia con quello che ha tutta l’aria di essere una sorta di rituale: i membri della band infatti avvicinano le mani e le pongono l’una sopra l’altra per poi lanciare un grido di battaglia in stile “All Blacks”, quindi partire immediatamente con il loro set, anch’esso (come quello dei Lags che li hanno preceduti) incline verso sonorità decisamente post-hardcore, verace, violento ed al tempo stesso passionale, che non lascia affatto indifferente il pubblico, copioso, ma soprattutto curioso (che è la cosa più importante) anche quest’anno e sancisce la fine di un’altra ottima edizione.

Niccolò Matteucci

Foto Go!Zilla > Francesco De Innocentis