RNDM – Ghost Riding

871

Il più bel disco degli anni ’90 non uscito negli anni ’90? ‘Ghost Riding’ il secondo capitolo del supertrio RNDM. I luminari in questione sono sempre Jeff Ament > Joseph Arthur > Richard Stuverud (che tra i tanti ricordo con tenerezza nel progetto War Babies – siamo nel 1991 – nato guarda caso a Seattle da una costola dei gloriosi TKO). Undici brani di una bellezza unica, melodia stellare, tutti potenziali singoli, con un’apertura (‘Stumbling Down‘) che da sola potrebbe valere una corsa sfrenata a braccia levate in un parco, tanto è magnifica, tanto è troppa. E se ‘Comfortable’ è un omaggio alla poesia bowiana il resto è frutto di un talento sopraffino, di un gusto di altra categoria, di una classe che solo i grandi possono far scorrere nelle vene. Questo capolavoro assoluto finisce dritto dritto – con nove mesi di anticipo – nella personale Top 5 dell’anno. Mentre il mondo spende parole di giubilo sconsiderato per lavori di laniccia e leghe scadenti, per patine e capelli colorati, Jeff, Joseph e Richard guardano dall’altra parte, verso l’orizzonte. (ET)

Dine Alone