Rise Against + Thursday + Poison The Well @ Musicdrome [Milano, 3/Novembre/2009]

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Oggi si cena al volo, apertura porte alle 19 e primo gruppo previsto per le 20. Arrivato al Musicdrome mi trovo davanti i banchetti delle magliette tarocco dei Rise Against ed una fila già discreta nonostante un orario più consono ad un aperitivo che ad un concerto. Tanti zaini Invicta ed età media piuttosto bassa. Tutto come da copione. Dei Poison The Well ricordo con piacere un concerto pazzesco tenuto al Bloom di Mezzago nell’ormai lontano 2003. Quel giorno botte da orbi, corpi volanti ed una band visibilmente in palla.  Passano gli anni, alcuni cambi di line-up, qualche album coraggioso ma non troppo esaltante in più e me li ritrovo sul palco del Musicdrome. Nonostante l’ora c’è già un buon pubblico e i cinque ragazzi della Florida partono decisi. Moreira è ormai padrone della sua voce, che passa tranquillamente dall’urlato al melodico e la band lo segue in modo muscolare e preciso in un set più aggressivo di quanto mi sarei aspettato. Peccato che oggi non si muove nessuno, peccato che nella mezz’ora di concerto non vengono suonati i vecchi classici, peccato che il suono faccia abbastanza schifo e che la situazione, giocoforza, non aiuta i Poison The Well. Sicuramente non sono all’apice della carriera, ma vanno sicuramente rivisti da headliner in qualche locale più intimo. Perché così, purtroppo, sono al 20% del loro potenziale.

Quando vidi i Thursday per la prima volta al Pukkelpop festival in Belgio era uscito da poco ‘Full Collapse’, a tutt’oggi il loro capolavoro assoluto. Fu una delle esibizioni più esaltanti del festival ed il gruppo del New Jersey era decisamente in rampa di lancio verso il successo. Successo mai arrivato, almeno in Italia, e vista la convincente prova di stasera è un peccato. Emocore come Dio comanda, non certo quello plastificato delle giovani leve pompate da MTV. Loro emozionano per davvero ed hanno un frontman della madonna che sa come catalizzare l’attenzione su di se, sarebbe uguale anche se si guardasse le scarpe per l’intero concerto visto che ha una voce incredibile. Il tempo a disposizione permette di eseguire solo una decina di canzoni, troppo poche per goderseli appieno, qualche pezzo nuovo, ‘Understanding In A Car Crash’ e ‘Autobiography Of A Nation’ da ‘Full Collapse’, ‘Division St.’ da ‘War All The Time’ e soprattutto l’epica ‘Jet Black New Year’ in chiusura. A me basta questa per promuoverli e sperare che possano tornare in Italia da headliner.

Ora il Musicdrome è davvero bello pieno, non sold out ma poco ci manca. Un successone per un martedì sera. Così per arrivare ai bagni devo sgomitare come ai bei tempi. È evidente che il pubblico è qua per i Rise Against, solo per loro. E tutti si ammassano sotto il palco. Altre sgomitate e mi trovo un angolino più tranquillo. Che dire dei Rise Against… io tutto questo successo non me l’aspettavo e non lo capisco. Quando li vidi di spalla ai Sick Of It All erano un onesto gruppo hardcore/punk come ce ne sono tanti. Poi a sorpresa un contratto con una major e la loro proposta musicale smussa per bene gli angoli e leviga le asprità del passato. Cosa rimane? Non molto, qualche scontata invettiva politica, dei cori azzeccati ed una band molto professionale e sicuramente facile da ascoltare. Ma lo spirito del punk/hardcore è un altro. Almeno per me. Mi consolo pensando che almeno per i più giovani possono essere un buon punto di partenza. Io dopo una decina di canzoni mi accorgo della presenza di un piccolo striscione in stile TRL e mi auto-espello. Non importa cosa ci fosse scritto. Cartellino rosso Chris, certi concerti non fanno più per te! Così mi piazzo in ultimissima fila a chiacchierare con il buon Corrado, uomo dai mille aneddoti musicali. Aspetto la fine del concerto, per altro bello lungo, e  poi me ne vado tutto felice visto il passaggio in macchina. Ci saranno sere più adatte a me, ma in fin dei conti non é una serata da buttare.

Chris Bamert