R.E.M. @ Palaisozaki [Torino, 27/Settembre/2008]

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I R.E.M. tornano a Torino dopo 13 anni. Era il 1995 quando il quartetto di Athens portava in giro la svolta punk di ‘Monster’, a soli quattro anni dall’uscita di un disco che avrebbe segnato per sempre la loro esistenza. Quel disco, ‘Out Of Time’, conteneva infatti ‘Losing My Religion’, diventato instancabile inno di ogni loro apparizione live. A scaldare i quasi undicimila del Palaisozaki ci han pensato i We Are Scientists, che a dir la verità non han scaldato molto. Diciamo che non son riuscito a trovare dei pregi in questo giovane gruppo, facilmente dimenticabile.

Puntuali come un orologio svizzero si presentano sul palco e l’inizio è folgorante: ‘Living Well Is The Best Revenge’. Un Michael Stipe elegantemente vestito danza e si muove plasticamente per tutto il palco, senza sosta; Mike Mills sembra rinato e ha lasciato a casa le sue camicie in perfetto cowboy-style per un look più heavy e una ritrovata giovinezza, mentre Peter Buck non fa mai mancare il classico saltello e le movenze che lo rendono tanto unico quando imbraccia la chitarra (la sua storica Rickenbaker che avevano rubato non troppo tempo fa). Come è ormai solito i REM riescono ad alternare pezzi dall’ultimo, energico disco ‘Accelerate’, e brani più datati ma che infiammano sempre molti fan di vecchia data. E’ il caso di canzoni come ‘Begin The Begin’ ‘Exhuming McCarthy’, ‘Auctioneer’ o la stupenda ‘Driver 8’. Da brividi invece la versione acustica e raccolta di ‘Let Me In'(dedica all’amico Kurt Cobain), dove Stipe è circondato dal resto del gruppo munito di sole chitarre acustiche e con Peter Buck all’organo. Ad infiammare nuovamente le prime file ci ha pensato anche ‘The One I Love’, dove il pubblico ha partecipato con una coreografia pensata apposta per sorprendere il gruppo; alla fine uno Stipe emozionato ringrazia e senza un minuto di sosta vengono sfoderati vecchi classici e nuovi brani, dalla tiratissima ‘Horse To Water’ a ‘Bad Day’, fino a concludere la prima parte del set con ‘Orange Crush’. I giochi di luce e le immagini che vengono elaborate e proiettate in tempo reale alle spalle della band interagiscono con il Palaisozaki. Attraverso un biglietto scritto a mano viene chiesto “Encore?”. Si può dire di no ai REM? L’apertura dell’encore spetta a ‘Supernatural Superserious’ che è solo il trampolino di lancio per un finale esplosivo e quando Mr Buck imbraccia il mandolino solo una cosa può succedere: ‘Losing My Religion’ cantata da ogni singola anima presente. La setlist pensata e scritta da Buck (con qualche errore vista la presenza doppia di ‘Driver 8’ che mette in difficoltà i compagni) prevede poi ‘Walk Unafraid’, brano dove l’ebow di Buck regna sovrano e le liriche di Stipe sono al meglio, soprattutto in un punto della carriera che ha rappresentato una svolta per i REM, dopo l’abbandono dell’amico Bill Berry. Lo show sto sfiorando le due ore e Stipe a sorpresa chiama a salire sul palco gente dal pubblico; due individuui mascherati come fece lui ai tempi di ‘Around The Sun’ salgono e seguendo sue indicazioni ballano insieme allo stesso Stipe ‘It’s The End Of The World As We Know It’. La conclusione è affidata alla storica ‘Man On The Moon’, dedicata per l’occasione a Mr Paul Newman, mancato da poche ore, al quale un commosso Stipe dichiara apertamente “We love you!”.

Andrea Sassano

Setlist:

1. Living Well Is the Best Revenge
2. Begin The Begin
3. What’s the Frequency, Kenneth?
4. I Took Your Name
5. The Great Beyond
6. Man-Sized Wreath
7. Ignoreland
8. Exhuming McCarthy
9. Animal
10. Hollow Man
11. Electrolite
12. Driver 8
13. I’m Gonna DJ
14. She Just Wants To Be
15. Auctioneer
16. One I Love
17. Until The Day Is Done
18. Let Me In
19. Horse To Water
20. Bad Day
22. Imitation Of Life
21. Orange Crush

23. Supernatural Superserious
24. Losing My Religion
25. Walk Unafriad
26. It’s the End of the World As We Know It (And I Feel Fine)
27. Man On The Moon

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