Raw Power + Payback @ Traffic [Roma, 29/Marzo/2008]

412

Serataccia per gente dura quella di stasera al Traffic. Non una serataccia musicale ma una serata difficile da sostenere fisicamente.

Sono presenti tre gruppi HC: Lucida Follia, Payback e gli storicissimi Raw Power. L’occasione per me era quella di vedere finalmente i Raw Power, la band emiliana che scoprii anni e anni fa quando comprai il CD che includeva i primi due album, ‘Screams From The Gutter’ e ‘After Your Brain’. I Raw Power girano il mondo dall’81, e non si sono mai fermati, neppure dopo la tragica morte di uno dei componenti e fondatori. La loro fama è estesa sopratutto all’estero dove sono amati e rispettati. Persino i crucchi metallosi Kreator fecero una cover di ‘State Oppression’ su un loro album.

Il Traffic si presenta colmo all’inverosimile. Ci saranno almeno 200 persone a occhio e croce. Un delirio insomma. Aprono la serata i Lucida Follia, onesto gruppo HC romano, da anni sulla scena. Coraggiosa la scelta di cantare in italiano, musicalmente invece non mi piacciono granchè. Tre o quattro brani potenti e feroci ma gli altri un po’ troppo fiacchi.

Ora tocca ai Payback. Il sottoscala del locale si riempie sempre di più; mentre applaudiamo convinto Lorenzo del Traffic che fa spegnere le sigarette a chi azzarda ad accendersene una (facciamo pure beatamente la spia, indicando i trasgressori). Diamo un’occhiata in giro, pubblico giovanile, molte fintissime punkabbestia che sorseggiano cocktail con la cannuccia, marinai in libera uscita, un punk con un giubbotto di jeans che non lava da anni e che emana un fetore di cadavere putrefatto da 50 metri di distanza (ZERO!), molti skin affratellati e anche tanta gente “normale”. E’ presente quasi praticamente tutta la Roma hardcore di cui i Payback ne sono fierissimi componenti. Premessa: non me ne importa nulla del fatto che il suddetto gruppo annoveri tra le fila il nostro collega Andrea di Fabio; la recensione del loro concerto merita di essere fatta, anche perchè i Payback non nascono certo l’altro ieri! In una parola sola: devastanti. Non avevo mai avuto modo purtroppo di ascoltarli dal vivo e dopo questa sera me ne sono pentito amaramente. Dopo tre secondi è già delirio. La gente inizia a volare sulle teste del pubblico, i due cantanti fanno furore sul palco mentre io inizio a buttare ettolitri di sudore. C’è gente assiepata sulle scale, non entra più neanche uno spillo mentre i Payback danno fondo a tutto il loro repertorio urlante: ‘Kings Of Nothing’, ‘Rules’, ‘Dogs Of War’ dove i fan salgono sul palco e cantano all’unisono il ritornello. Grandiosa e vincente l’idea del doppio cantato che produce un effetto continuo di rovesci di odio lirico mentre il muro di suono è garantito da una sola chitarra che fa per quattro. Inizia anche un gran bel mosh pit. La temperatura e il puzzo di cadavere emanata dal punk salgono sempre di più ma resistiamo indomiti. Il concerto va avanti che è una bellezza. Seguono gli ultimi due brani, di cui quello finale dedicato alla militanza skinhead. Di nuovo tutti sul palco a urlare il proprio orgoglio e la propria appartenenza ad un modo di vivere. Amatissimi, e a ragione, i Payback si prendono gli applausi e le lodi di tutti. Uno dei concerti più belli di questo periodo.

Purtroppo sono stato messo a dura prova da tutto ciò. La pressione sotto era troppa e sono riuscito ad ascoltare solo qualche brano iniziale dei Raw Power, poi ho mestamente gettato la spugna e sono dovuto uscire. L’aria si era fatta troppo irrespirabile. Mi scuso con il locale, il gruppo e i fan della band. Spero di rivederli in altra occasione. Sorry.

Dante Natale

Commenta

Please enter your comment!
Please enter your name here