Radio4 e Radio5: quale futuro?

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Fonti ormai certe danno per imminente il cambiamento editoriale che la Rai prevede di  attuare nei confronti  di  Radio 4. Nell’ottica di una non meglio precisata offerta radiofonica si prevede di  dedicare Radio 4 alla trasmissione esclusiva di musica italiana. Scelta, a nostro avviso singolare; per lo più a fronte di dichiarazioni di ampliamento del numero di canali radiofonici permesso  dalle nuove  tecnologie e piattaforme. Per quale motivo  si decide di “smantellare” una realtà così ben consolidata per trasformarla in altro, dal momento che uno dei nuovi canali potrebbe percorrere questa strada di musica solo italiana? La filosofia di Radio 4, si prefigge di soddisfare la vocazione principale della Rai: servizio, informazione ricerca. Radio 4 è musica di qualità a tutto campo ed ha un catalogo, in continua implementazione, unico nel suo genere per un canale radiofonico. Non esiste in questo momento nel panorama nazionale un’emittente paragonabile. Ora si vuole cancellare un lavoro attento ed appassionato durato circa sei anni ed annullare un ascolto consolidato: la popolare piattaforma di TuneIn indica in oltre 43000 il numero dei followers, senza calcolare i contatti del sito web e gli ascolti derivanti dai sistemi Dab+ e satellitare.

C’è preoccupazione anche per il futuro assetto organizzativo, logistico ed editoriale di Radio 5 Classica, non ancora esplicitato dall’Azienda. Erede dello storico V Canale della Filodiffusione, Radio 5 Classica ha saputo affrontare con successo le sfide imposte dai mutamenti tecnologici degli ultimi anni e dai nuovi media, posizionandosi anche nel Web come uno dei siti più seguiti di RadioRai e contando sempre sul seguito di un fedele pubblico, competente ed appassionato, ampiamente soddisfatto delle scelte editoriali fin qui adottate. Preoccupano anche le voci relative alla ricerca di una figura apicale al di fuori di ogni procedura ordinaria (job posting). Il canale è attualmente curato da una collaudata squadra di programmisti interni con alcuni collaboratori esterni, perfettamente in grado di portarne avanti lo sviluppo e la promozione (soprattutto in ambito internazionale e verso il pubblico più giovane), quali che siano – purché note – le reali intenzioni dell’Azienda nei suoi confronti.

Sembra proprio che si operi nei confronti di queste realtà senza una reale conoscenza delle stesse e, ancor peggio, senza una visione progettuale d’insieme ben definita su tutta RadioRai. Non vogliamo tornare sul solito tasto del servizio pubblico ( sembra purtroppo che interessi solo a noi e non all’azienda) ma evidenziamo con forza la mancanza di logica e di vantaggio nell’effettuare scelte del genere. Decisioni  che, oltretutto, non tengono conto delle esigenze degli ascoltatori. Unico dato oggettivo sono i riscontri che Radio4 e Radio5 hanno tutti i giorni; siamo sicuri che questi cambiamenti siano la conseguenza di attente e approfondite ricerche di mercato per intercettare e comprendere tali gusti? Lo vorremmo tanto, ma conosciamo l’azienda da troppo tempo. Per una volta l’azienda si confronti con i lavoratori interessati e i loro rappresentanti prima di avviare certi progetti. Potrebbe trarne spunti interessanti e convenienti.

Roma 6 marzo 2017                                                             

Segreteria nazionale Libersind Confsal

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