Quintorigo @ Circolo degli Artisti [Roma, 9/Marzo/2006]

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Sono andato a vedere il concerto dei Quintorigo con il dubbio che ha attanagliato il 90% dei presenti: sarà in grado o no la nuova cantante, Luisa Cottifogli, di competere, o perlomeno di non far rimpiangere, il grande, grandissimo John De Leo, forse il più grande cantante che la nostra patria ha mai avuto dai tempi di Demetrio Stratos? La risposta, del tutto personale, è no, o comunque non del tutto. Ma veniamo all’happening. La solita fredda serata viene aperta dai Razmataz, band (forse meglio dire banda) di folk italiano, con tanto di mandolino, fisarmonica, armonica e batteria minimalista. Il loro è un sound che è sicuramente gradevole, disincantato, infarcito di suoni mediterranei, impreziosito da testi sarcastici ed intelligenti, che si lascia ascoltare con gusto e piacevolezza. Forse sotto un cielo stellato estivo con una birra ghiacciata tra le mani sarebbero stati più adatti.

I Quintorigo. La bravura tecnica della band non si discute, anche della nuova cantante, capace di passare dal lirico al soffuso, cambiando varie tonalità. Il problema è che il fantasma di Leo aleggia sinistro in ogni secondo e con tutta la buona volontà la capacità di tenere il palco, di tenere alta l’attenzione del pubblico di Luisa Cottifogli sono risultate deboli. Ma a dir la verità non ha deluso solo lei ma l’insieme del concerto. Troppe pause tra un brano e l’altro, troppe parole fuori contesto, lunghi silenzi, brevi interludi sonori di difficile comprensione. Ora non voglio certo dire che sia stato un disastro, anzi, le due cover riarrangiate magistralmente, ‘Redemption Song’ (c’è bisogno di dire di chi?), e ‘Luglio Agosto Settembre (nero)’ degli Area hanno davvero suscitato grossi entusiasmi cosi come una splendida reinterpretazione di ‘La Nonna Di Frederick’. Ma non è bastato a non farmi suscitare sbadigli e insofferenza per un concerto che doveva essere tutt’ altro nelle mie aspettative, soprattutto visto che le precedenti due volte che li avevo visti, ero rimasto allibito dalla bravura del gruppo. Spero siano solo incappati in una serata storta perchè i Quintorigo erano e rimangono un piccolo patrimonio della nostra scena musicale.

Dante Natale

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