I Cani: la mia opinione

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Tutta la città ne parla. Tutti parlano della città che da qualche tempo ha “sciolto” I Cani. Tutti si chiedono chi ci sia dietro questo nuovo progetto che sta furoreggiando tra blog e riviste specializzate, in un contagioso tam tam underground, come se Roma si fosse d’improvviso travestita nella nuova Detroit Rock City. Smania e voyueristica curiosità nel conoscere l’identità degli autori di un album (‘Il Sorprendente album d’esordio dei Cani’, 42 Records) che manda in tilt gli streaming d’ascolto, che divide aspramente il pubblico, che unisce unanimamente la critica patinata in un “j’adore” collettivo (quella convinta di fare tendenza con qualsiasi prodotto fuori dagli schemi finito quasi per caso sull’intonsa scrivania Elitis). Un gioco divertente lanciato dalla provvida label capitolina, una consociativa caccia al tesoro, un disco che da molti è stato già ribattezzato come il ‘Never Mind The Bollocks’ italiano, un prodotto (perchè di prodotto si tratta) che ha forse il solo scopo di “arrivare”, di centrare il bersaglio, di mantenere fede alle promesse.

In attesa di ritorsioni da parte delle classi “socio-cultural-musicali” coinvolte – si attendono a questo proposito con trepidazione quelle dei “pariolini” di 18 anni -, in un pomeriggio di un giorno da cani arrivavano (da parte di accalorati estimatori della band e del sito) quelle destinate alla nostra redazione, rea (nella persona del sottoscritto) di aver pubblicato una recensione (negativa) in cui sbadatamente si faceva riferimento al deus ex machina della band, indicando nome, cognome e professione. Tra le più educate il tono era quello amichevole che si concede solo ai grandi nemici dell’umanità, ecco allora che rimbalzavano a più riprese parole come “merda”, “palle”, “coglioni”, “frustrati”. Gioia purissima, gioia di fonte rigenerante per le nostre orecchie, testimoni da sempre di queste piccole guerre tra omuncoli combattute in una città ormai derelitta, popolata da professionisti dell’onanismo da forum e da uomini tigre mascherati dietro improbabili nickname. La falla non si arrestava ma anzi peggiorava quando, ancora una volta per sbadataggine veicolata da sopraggiunta senilità, lo scrivente attraverso un telefonino demoniaco di ultima generazione, cancellava del tutto la recensione oggetto del contendere. Il cielo si aprì.

‘Il sorprendente album d’esordio dei Cani’ è bene ribadire la mia posizione, scevra da premeditazione e pregiudizi d’alcun genere, è un album assai furbo e di maniera, piacevole in alcuni momenti di catchy pop baustelliano, seppur i ragazzi (ragazzi?) non raggiungano mai l’apice lirico dei montepulcianesi, che pian piano deriva piegandosi alla monotonia e al già sentito. E non importa se venga puntato il dito in maniera scanzonata sulle Reflex, sui social network, sugli indie, sui nerd, sui giornalisti, sulle pseudo rockstar… non importa se sia tutto un grande bluff, se sia tutto un colorato passatempo cinofilo, importa solo che personalmente trovo questo disco adatto e credibile (nella sua idea di fondo) solo se visto con gli occhi under 16 di un qualsiasi Dawn Wiener di turno, mentre musicalmente lo trovo disadatto e basta. E come direbbe la nostra moral guidance Mika: “take it easy!”.

Emanuele Tamagnini

61 COMMENTS

  1. Io l’avevo detto che quella recensione non l’avrebbe capita nessuno. Non l’avrebbe letta veramente nessuno. Sarebbe bastato leggere il titolo del disco recensito, guardare il voto e partire in quarta.

    Il disco arriva, non arriva, è bello, è brutto, è monotono, è tutto uguale per scelta.
    Chissenefotte: a chi piace, lo ascolti. A chi non piace, torni ai Primal Scream.

    La cosa sconvolgente è il tifo da stadio scatenato per un tizio (simpaticissimo e bravissima persona, che sono convinto si sente anche un po’ fuori posto in tutto questo casino) che nessuno a parte pochi sa chi sia.

    Guardacaso i commenti più tranquilli e “onesti” sono proprio di chi sa chi c’è dietro.

  2. A me dispiace che debbano succedere cose del genere. questo progetto, niente altro è che una presa per il culo a tutti e tantissimi ci sono cascati come degli scemi , pensando che delle tracce registrate su garage band con testi chiaramente a presa per il culo siano della roba degna di essere ascoltata. I cani, Niccolò contessa e tutta questa storia bislacca fra 6 mesi ce la ricorderemo come l’ennesima cazzotta di una scena musicale romana asfittica e merdosa, che non sa sfornare musica di qualità

  3. Comunque mi spiace abbiate tolto la recensione. Primo perché esiste libertà di opinione e come webzine non dovete rendere conto a nessuno se non a voi stessi. Secondo perché leggere le reazioni degli idioti è uno spasso. Io azzardo che musica così di merda che spaccia una ideologia altrettanto merdosa attiri di conseguenza gente di merda. E sticazzi di chi sia il creatore del progetto, è un proposito ridicolo creare un’aura di mistero per qualcosa di così misero.

  4. purtroppo qua in Italia non abbiamo ancora superato le tifoserie.
    per quanto riguarda la scena romana… beh credo sia lo specchio del pubblico, dei locali inadeguati, dei gestori dei locali che se ne approfittano, dei contest ridicoli… e così via

  5. Io personalmente non credo che la scena romana sia tutta da buttare, a livello di “musica” propriamente detta. Anzi, ho trovato in questi mesi robette molto interessanti (personalmente sono un fanboy sfegatato dei Quartieri, ma tanto non frega a nessuno, però faccio loro un po’ di pubblicità già che ci sono). Il problema è però il contesto che gira attorno a tutto questo, che non possiamo semplicemente indicizzare come peculiare ai giorni nostri, ma che ha radici ben più profonde (e qui potrebbero partire interessanti studi socio-antropologici sul romano medio, e più in generale sull’italiano medio). Non credo sia un problema di tifoserie, esistono da tutte le parti del mondo, è naturale prendere le parti di qualcuno o di qualcosa. Il problema sta nella sportività del tifo, nella capacità di saper accettare il parere degli altri dandogli lo stesso valore che si da al proprio pensiero. E poi qui in Italia quelli che escono fuori sono sempre i soliti quattro gatti che si scannano tra di loro… manca una vera novità da tempo immemore. Spero di non essere andato fuori tema 🙂

    P.S.: Never Mind The Bollocks è un disco orribile.

  6. Ragazzi ma sapete leggere santo dio? La rece e’ stata cancellata per sbaglio ma conteneva le stesse cose che leggete sopra tranne che avevo erroneamente indicato il nome e cognome dell’autore del progetto. Il punto non sono i cani, la label o la rece negativa ma i soliti quattro fan ottusi che fanno il tifo come fossero in una becera curva.

  7. Solitamente non intervengo mai ma non posso esimermi dal commentare l’accaduto …
    mi sembra scorrettissimo che , al di la di quello che pensiate del disco, abbiate pubblicato le generalità di chi ci sta dietro con il fine esclusivo per fare pubblicità al vostro sito.
    Questo modo di fare lo trovo di un provincialismo “tera tera” oltremodo beota.
    un progetto che portato avanti con zero soldi ,con l’aiuto di un etichetta che tira avanti solo con la passione e il know how dei fondatori , ha cercato artigianalmente di giocare su questa cosa , voi arrivate e non dite solo “sto disco è una merda (e questo liberissimi di affermarlo e pure sti cazzi) ma per farVi pubblicità rivelate sul vostro sito e su altri siti con maggiore visibilità tutto quello che finora era “velato” …
    Capisco le reazioni smodate di chi tiene al progetto e alla persona in questione..
    Ma non vi preoccupate: Avete lasciato trasparire quello che di qui a sette giorni sarà di dominio pubblico e andrà incontro a ciò che si merita ,5minuti o 20 anni di notorietà non importa per chi lo ha fatto per dar voce a una sua urgenza espressiva, mentre voi tornerete nel vostro torbido e mediocre anonimato….

  8. Ecco un altro paladino senza macchia e senza paura che vive della regola italiana del sospetto, non credendo a quanto scritto e spiegato. Cosi tanta pubblicita che infatti i nostri storici sponsor come coca colla, chrysler e pirelli aumenteranno i loro investimenti sul sito, che grazie a dio e a gente molto meno rancorosa di te tutto e’ tranne che torbido e anonimo. Saluti e complimenti per la tua prima felice uscita. A presto.

  9. tolto tre/quattro locali fuori Roma, ad averceli nel resto d’Italia i locali e la scena musicale che c’è a Roma, si starebbe mille volte meglio… e me li sono girati tutti, io !___!
    altrove c’è gente che piange contro l’amministrazione del partito opposto a loro, ma non dice i veri motivi per cui li hanno chiusi… a Roma invece i locali proliferano, nonostante chi ci sia al governo, e la qualità dei servizi resi è spesso superiore al resto d’Italia

  10. Premettendo che, la 42 records è una buona etichetta, e che senza prese per il culo,auguro di tutto cuore il meglio a Niccolò Contessa e compari, quest’album che ho ascoltato per intero (che fatica!!!) in streaming, è veramente aberrante….. Oddio ma nemmeno è tanto questo, il problema è che quest’album NON E’ , cioè è privo di un senso vero e proprio, al limite dell’irritabilità sia per le musiche che per le liriche inutili. Non capisco nemmeno come possa rappresentare una sana e divertente presa in giro di tutta la scena romana, cioè mi sembra solo un elenco di tutti i peggiori aspetti della nostra città e delle giovani generazioni… insomma sarà pure che io a trentacinque anni me so’ un po’ rincoglionito e non capisco piu’ l’ironia delle cose e vabbè, però consiglio vivamente a tutti questi pseudo artisti forse di aspettare un po’ prima di pubblicare materiale del genere e intanto di raffinare i propri ascolti musicali… Distinti saluti…

  11. Lasciando perdere la questione Cani, mi fa ridere la questione “scena romana”, quale sarebbe? dove sarebbero i grandi interscambi di band e generi? non c’è mai stata una sola scena romana, al massimo persone con interessi comuni, band di amici, etc. etc. se c’è una cosa negativa di roma è che non esiste una “scena” in cui potersi confrontare e scambiare per davvero la propria musica, tutti gli italiani la desidererebbero sta scena (per deriderla e sentirsi più forti i non-romani o, nel caso dei romani, per accontentarsi di uno status nella propria città), ma a conti fatti non è mai esistita. Locali inadeguati? Ma ci siete stati fuori a vedere i concerti? Io si, ed è esattamente come a Roma ci sono alti e bassi. Ho visto concertoni dal suono perfetto e mi sono beccato un concerti in condizione inaffrontabile che solo la bravura della band ha potuto rendere godibile. A Roma ci sono tanti locali, purtroppo per una buona metà sono rovinati da chi li gestisce, ma questa inadeguatezza è dell’Italia intera non di una città sola. I contest fanno schifo in quasi tutti i posti.

  12. Premetto che trovo il fenomeno esagerato, ma frutto di un’azzeccata strategia, prima su tutti il creare un velo di mistero sul nome. Il disco è leggerissimo pop, canzoni carine con testi semplici ma innegabilmente veri, pieni di citazioni in cui ognuno può facilmente ritrovarsi. Nell’intervista a Soluzionisemplici l’autore stesso ammette di non aver fatto chissà cosa!
    Quello che mi chiedo è: se pure Il Mucchio, Blow Up e tante altre testate hanno evitato di fare il nome del tipo, che bisogno c’era di rovinare una cosa (suppongo) studiata per il concerto d’esordio al MiAmi?
    Io vi leggo spesso, intervengo poco e sempre dalla vostra parte, ma ritengo che sia stata fatta una cazzata grossa (che tuttavia non giustifica gli insulti di certi imbecilli, sia chiaro!)

    Ultima considerazione, trovo un’analogia tra qesto fenomeno e quello di Vasco Brondi, spero che almeno I Cani abbiano l’intelligenza di non prendersi troppo sul serio, a differenza dell’altro che spero si sia definitivamente eclissato (e smetti di ammorbarci coi sui gatti con l’aids e paraculate varie).

  13. Scusate eh, ma uno che viene da una band elettronica che non si fila nessuno e che fonda l’ennesima band vignetta ed inutile, per quale motivo doveva essere un gran mistero prima e poi un grande scoop dopo la sua identità? Ma chi se li incula i cani e pure i tori! Ma non siete nessuno!

  14. non lo so Mauro (magari per lo stesso fatto che ti ha spinto a commentare qui di una band elettronica che non si fila nessuno e che fonda l’ennesima band vignetta ed inutile… hype?) ma sta comunque funzionando viste le vendite, misteri del marketing che volente o nolente uno deve accettare. Gruppi farlocchi come XX fanno i milioni grazie all’hype e alla riscrittura di musica di trent’anni fa, è triste ma tanti che la pensano come te magari hanno pure il CD a casa.
    C’è da dire che anche Rockit ha uno strapotere in Italia, non mi spiego come una scorreggia del marcio Capovilla riesca a rempire ora mentre gli ODM non se li filava nessuno, band italiane mediocri fanno soldout poi ti trovi a un concerto dei Drones (e come loro tanti altri) e in sala ci sono i soliti quattro stronzi.
    Comunque ti suggerisco di scrivere Cani con la maiuscola, visto mai t’arriva la PETA a casa e ti denuncia per maltrattamento di animali…

  15. Abbiamo pensato a lungo se fosse il caso o meno di intervenire in questo thread,
    da quando il disco de I Cani è uscito, in giro – soprattutto a Roma – si respira una strana aria.
    Tutti si sentono in diritto di “possederne un pezzo”, mettere il cappello, fare quelli che sanno le cose e che le conoscono dal di dentro quando in realtà non hanno nessun legame con I Cani e le persone che le producono.
    C’è gente che da settimane commenta tutto quello che esce riguardo I Cani spesso anche dando risposte al posto del gruppo, altri che invece – non si sa bene perché – decidono di passare all’attacco violento.

    L’unica cosa che c’interessa è rimarcare due aspetti:
    Nessuno de I Cani o di 42 ha chiesto di cancellare la recensione negativa di Nerds Attack (come emerge dall’editoriale) e nessuno de I Cani o di 42 ha avallato, o fatto recapitare, insulti, minacce e quello che volete voi ai gestori del sito. Non è la nostra politica, non ci appartiene.
    Però dedicare questo ampio spazio a un fatto avvenuto in privato (mail giunte in redazione che abbiamo chiesto di poter visionare, ma che sfortunatamente sono andate perse) sta spingendo la gente a pensare il contrario, generando reazioni sparse per le rete, come alcuni commenti qui sopra, davvero fuori luogo.
    Si mettono in cattiva luce delle persone solo per un sentito dire, qualcosa di molto simile alla famosa macchina del fango di cui si parla in altri contesti.
    Il disco de I Cani può piacere o non piacere, non c’interessa. Vogliamo solo che il nostro lavoro venga rispettato, così come vengano rispettate le persone che si nascondono dietro I Cani.
    Colpevoli solo di aver ottenuto un po’ di visibilità, reato che in questa scena romana di cui tanto ciarlate sembra essere peggiore dell’omicidio.

  16. Dato che io già sapevo le generalità della mente dietro il progetto I Cani posso dire che mi sono interessato all’articolo solo grazie a quei fanboy che l’hanno fatto diventare una pagina fan di Vasco Rossi con i più svariati insulti. Insomma, il provincialismo c’è ma state guardando dalla parte sbagliata.

  17. @Mauro poi mi spieghi perche ti rivolgi a me col plurale, come se c’entrassi qualcosa col progetto! 😀
    evidentemente il fatto che non la pensi come te mi bolla automaticamente come uno degli ultras, sei fuori strada. A me non viene in tasca nulla, i miei soldi per il CD de I Cani sono gia finiti per l’ultimo Fucked Up…mi riferivo ai dati, semmai è Steve Jobs che ti prende per il culo

  18. Un mio amico qui a londra, mi ha detto che conosceva Banksy. Naturalmente gli ho chiesto , e chi è ?
    E lui naturalmente mi ha risposto, non lo so solo io chi è , ma tutti gli artisti con cui condivide interessi e alcuni progetti, ovviamente nessuno fa il nome perchè sarebbe un grande figura di merda a sputtanare un artista che ha deciso di non pubblicare le sue generalità (per motivi che non sto qui a discutere).

    Questa è l’integrità di chi si occupa di arte o pseudoarte, non certo quello di imbottirsi di invidia, per un pò di rumore che sta facendo qualcuno, e andare a dire cose che non fanno altro che creare danni al progetto.
    Ci sono artisti che per anni nel mondo sono stati nell’anonimato, naturalmente in questo paese sottosviluppato culturalmente e musicalmente questo non riesce ad attecchire.
    Continuate ad ascoltare ligabue.

  19. Tornando alle critiche.

    Le critiche fanno sempre bene, quando sono costruttive. Perchè chi critica critica e basta, chi suona si mette in gioco. Già di per sè così si delineano delle differenze.
    Come fare ad etichettare un disco d’esordio di una giovane band come di “già sentito”, non può farmi che sorridere, poichè nella mia vita raramente ho potuto ascoltare dischi d’esordio che non fossero “già sentiti”, poichè quando già sentiti non lo sono, ed il disco è interessante, parliamo di band promettenti.

    Diciamo che la maggioranza di dischi di band pseudo-promettenti italiane che ascolto sono “ultra sentiti”, per tornare all’approccio dell’articolo, e che anche i Baustelle non hanno uno stile così originale se posizionati nel mercato mondiale musicale e non nazionale. Tornando al panorama italiano, se mi trovate da chi avete già sentito le cose che hanno proposto i cani consigliatemele che forse me le sono perse, ed ascolterò un altro disco questa settimana.

  20. solo una domanda, perchè non mi torna…

    ma che vuol dire “sbadatamente si faceva
    riferimento al deus ex machina della band”?

    perchè sai, io non sono un paladino di nulla,
    ma almeno quel po’ di intelligenza,
    che mi ritrovo (credo), fammela difendere.

  21. La citazione di Todd Solondz alla fine è molto più appropriata di quella all’interno del disco de I cani, in un pezzo di cui ho letto solo il testo, Perdona e dimentica. ma poi da quel che ho capito il tizio in questione fa parte anche di un duo in cui appare con nome e faccia, quindi l’identità già non era un grandissimo “mistero”

  22. Disgustata dal razzismo intellettuale tra nord e sud italia nella musica come in tutto il resto.
    Il problema non è della musica della “scena romana” ma degli ascoltatori romani e italiani in generale.
    Il problema è la mancanza di curiosità verso qualcosa che non è semplicemente divertente e orecchiabile ma originale e diverso dalle canzoncine sentite e risentite. O ancora meglio tra musica e non-musica.
    E prime su tutti sbagliano le etichette che producono roba commerciale e non di qualità.
    D’altronde in tempo di crisi chi punta sul rischio e sul rischiare con qualità?
    In un periodo di menti ottuse, di mancanza di coraggio e di spirito di cooperazione l’unico rimedio è fare il minimo sforzo con il massimo risultato.
    Chissà perchè la 42 records vede tra i suoi fondatori gli stessi che recensiscono sulle riviste i gruppi che producono..solita casualità italiana?
    E chissà perchè un gruppetto di fascistelli si inefrvora con un gruupo come I Cani e non con un qualsiasi altro gruppo italiano. Altra casualità?
    Ognuno è libero nelle propire scelte musicali, così come ognuno è libero di ascoltare o non scoltare con gusto i Cani.
    Sono solo indignata dall’eccesiva spinta promozionale, vorrei allora che tutti i gruppi avessero il diritto alla stessa visibilità e così poi verificare realmente se non esiste roba di qualiità e se il successo dei I Cani avesse suscitato così tanto rumore.
    Siate più curiosi, ce n’è di roba onesta e di qualità in giro.

  23. Chi c’è dietro? Dei noti coglioni che non sono mai stati capaci di tirare fuori sangue da una rapa, ma che hanno sufficienti contatti per poter confezionare una merdina spinta ancora prima di uscire su tutti i canali “giusti”, in modo che i bimbiminchia possano ingurgitarsela calda calda gridando al miracolo. Patetici tutti.

  24. “Chissà perchè la 42 records vede tra i suoi fondatori gli stessi che recensiscono sulle riviste i gruppi che producono..solita casualità italiana?”

    Quest’affermazione è pesantemente diffamatoria, oltre che falsa.

  25. @Fioregiallo: scusa, posso condividere alcune parti del tuo discorso, ma a)non è vero che i fondatori della 42 (i fondatori?) sono gli stessi che si autorecensiscono b) non basta la curiosità, ci vuole anche un minimo di preparazione.

    Per il resto, sono bene o male d’accordo.

  26. “Chissà perchè la 42 records vede tra i suoi fondatori gli stessi che recensiscono sulle riviste i gruppi che producono..solita casualità italiana?”

    Quest’affermazione è pesantemente diffamatoria, oltre che falsa.”

    OK, ALLORA CORREGGIAMO CON “CHISSà PERCHè LA 42 RECORDS VEDE TRA I SUOI FONDATORI GLI AMICI DI QUELLI CHE SCRIVONO RECENSIONI SULLE RIVISTE PROPONENDO GRUPPI “DI CONOSORTERIA” A LETTORI FIDELIZZATI…”

    SOLO CHE IN QUESTO MODO SI VINCE BARANDO, CIOè NON SI VINCE. SONO COSE FINTE. E LO SANNO TUTTI CHI SIETE… CI PRENDETE PER SCEMI?

    MI ASSOCIO: VI DOVRESTE VERGOGNARE.

  27. Per me “velleità” è un gran bel pezzo.
    Detto questo, ognuno è libero di restare nell’ anonimato se è questo ciò che vuole.
    Per il resto, non siete molto diversi da chi si scanna per una partita di calcio.
    Povera italia.

  28. Ho riletto attentamente tutti i commenti e sono commosso che qualcun altro, oltre a me e il prode rockero, apprezzi i fucked up. @Paurizio: Spero vivamente che abbia comprato la super edition con “David Comes to lifes” diviso su 4 pregevoli (e comodi EP).
    Disco del 2011 (anzi primi 4) e disco hardcore dell’ultimo lustro.

  29. scusate diciamo le cose come stanno:
    Emiliano Colasanti, il fondatore della 42 records, scrive su Rolling Stone come recensore e Rolling Stone online molto spesso mette le anteprime dei videoclip delle band della 42 records, recensioni e notizie delle suddette bands.
    è la solita storia all’italiana: magari uno dovrebbe decidere se fare il discografico o il giornalista o il musicista, senza cercare di mettere il piede in tutte le scarpe possibili. sarebbe semplicemente molto più onesto, giocare secondo le regole.

  30. comunque ragazzi, meno male che non vivo a Roma.
    Mi sembrate tutti matti, per un disco che è carino, scoreggione, può piacere come no, ma che è palese che non ha pretese e si può considerare traquillamente na cazzata fare tutto sto bordello non mi sembra il caso.
    Godetevi la vita,

    si parla di regole etiche perchè un gruppo ha un banner su rolling stone o che?
    ma io di ste cose me ne batto altamente il cazzo.
    Quanti gruppi hanno visibilità senza a mio parere meritarsela? ma non è che vado a rompere il cazzo a tutti
    e poi magari se v’incontrate per strada tutti amiconi.
    Bello fare i grossi sui forum

  31. Ma cos’è, VI RODE CHE QUALCUNO ABBIA SCOPERTO IL TRUCCHETTO? Che per una volta certa gente abbia fatto il passo più lungo della gamba e di conseguenza una figuraccia? “quesuerte”, altro che “bannerino”, qua si parla di cose confezionate ad arte con dietro insigni nomi della stampa di settore, addetti ai lavori e tutto un circuito che aveva già deciso da prima che uscisse quella merda di disco finto che I cani dovevano diventare una specie di tormentone. Chi lo nega o è un sempliciotto o è in malafede a livelli altissimi!
    L’unica cosa seria che possa fare chiunque abbia un minimo di intelligenza è non farsi trattare da pupazzo e boicottarli, tanto non si perde niente, al limite l’ennesima presa in giro.
    E GRANDE NERDS ATTACK, una delle poche voci veramente libere in un mondo di venduti!

  32. ma se tu avessi un’etichetta e lavorassi per una testata, e produci una roba che ti piace non faresti lo stesso? non capisco

  33. ma se una cosa ti piace anche se e’ uscita con una grossa promozione non va bene? io i cani lo ho conosciuto per tutto il polverone di gente che diceva che merda, perche non leggo giornali di musica, e forum ecc li vedo pochissimo
    quindi occhio alla fine gli fate pubblicita anche voi
    no sinceramente e’ accanimento su sto disco che non capisco

  34. A guardare la cosa nel modo completo: non è un disco di merda, è un disco di merda che viene spacciato come un grande album da critici prestigiosi che impiegano abili tecniche di scrittura.
    Il che è una bella differenza. Se si parlasse di questo disco come un indolore gruppo pop di facile ascolto che non dice niente di nuovo o particolare proponendo musica vecchia che può essere tranquillamente definita da Festivalbar 1980, non ci sarebbe nessun problema.
    La questione è che da più parti ho letto recensioni e pareri altisonanti da altrettanto altisonanti firme del giornalismo musicale. Come già alcuni anni fa avvenne per Il Genio e per molti altri prodotti musicali commerciali. Nomi che in molti qui, collegano giustamente anche ai proprietari dell’ etichetta.
    Il grido è, nemmeno tanto furbescamente, “dovemo svoltà!” sulla pelle degli ignoranti in materia musicale. Sento ancora l’ eco di quel grido che risuona nell’ aria.
    Insomma, ci lamentiamo di Berlusconi, ma poi vengono adottate le stesse tecniche del premier. Perché tutto questo è possibile dal momento che è stata totalmente azzerata la cultura musicale, per vendere prodotti che, su basi solide come c’ erano anni addietro, sarebbe stato difficilissimo vendere. Non si spiega altrimenti perché gente che ascolta Radiohead, per esempio, si sia infatuata dei Cani. Questo può avvenire solo se si segue la linea del “compro i cd da intenditore musicale”, facendo accrocchi del genere che io non riuscirei a fare, nemmeno con tutta la buona volontà. “Accrocchi” sempre più frequenti, oggi, presso gli ascoltatori. Per me I Cani sono come i Finley o i Tokyo Hotel. Anzi, forse questi ultimi due sono di gran lunga migliori! Tranne che per certo pubblico di modaioli incompetenti. C’è qualcosa che non va, o no?

  35. Mai comprare un CD senza ascoltarlo prima!! Dopo un paio di sole, come se dice a Roma, ho capito che neanche la recensione è più affidabile come consigli degli acquisti. Stavo per prenderlo questo esordio dei Cani, poi, memore delle esperienze precedenti che mi avevano incattivito assai, ho dato un ascolto. Che merda! Meno male che ho dato retta alla mia vocina interiore e a un amico che ne sa più di me! Ma davvero da denuncia! Tempo fa avevo letto una recensione di un live che consigliava un gruppo, Low Frequency Club. Sono andato a vederli a fine luglio. Paura!! Uno schifezza! Musicisti certamente bravi ma roba trita e trita come non pensavo esistesse più. E non è un fatto di genere musicale, io ascolto veramente tutto, dal punk al jazz, dall’ ambient al funk ma voglio sentire una voce originale, una personalità, cose sempre più rare nella musica. E io che criticavo Oasis e Bud Spencer Blues Esplosion (pure loro, non capisco perché abbiano tutto sto successo). Per me già Le Luci di Vasco Brondi e Dente sono un bel bluff, immagina sta musica! Se poi vi piace comprare questa roba, bè, contenti voi..

  36. si vabbè sono come i tokio hotel.. che livello bassissimo rasoterra.. In tutto sto post non ci ho trovato una che sia una critica seria.. solo cazzate a raffica , addirittura vanno a controllare su wikipedia chi è il produttore e su cosa scrive. Che provinciali nel paese più provinciale del mondo..
    Criticare una indie band già è patetico, farlo in questo modo ancora di più. Perchè come ha detto qualcuno qua sopra qua si è fatto un disco senza pretese e tutti parlano di roba preconfezionata.
    Reality Check: tutta la musica è , in qualche modo preconfezionata.
    L’unica musica non confezionata è quella del barbone con la chitarra qua giù da me.
    Ma , mi chiedo, qualcuno di voi ha mai suonato nella vita?

  37. Al post n 46, rispondo dicendo che di critiche serie qui ce ne sono e avoja se ce sono! Quasi tutte. Mica vorrai confondere cose pregevoli come Afterhours, Moltheni e tanto altro con questa merdina da cani lasciata sul marciapiede? Per quanto tutto sia e debba necessariamente confezionato, qui siamo dinanzi al punto più basso in assoluto mai toccato, complice la stampa musicale che ha spinto con grande risonanza un album affatto interessante, prevedibile e del tutto banale! Mi dispiace, ma Roma ha gruppi di gran lunga migliori che faticano tantissimo a emergere, molto più consistenti di quelle modeste melodiette da classifica spacciate per altro. Ragazzi, siete davvero sordi!!! E poi Emiliano Colasanti, che ha amato R.E.M e Nirvana (dice lui, ma a questa punto, non saprei) dovrebbe vergognarsi di promuovere questa spazzatura. Ma è anche vero che ascoltare grandi gruppi non significa essere competenti in fatto di musica, quando si va a produrla. Quello che dispiace è che ci sono musicisti che stanno morendo per portare avanti un discorso musicale di ben altro tipo, piuttosto originale e di spessore. E’ un po’ come ucciderli, favorendo la divulgazione di queste cose che rubano tempo e spazio a artisti ben più meritevoli! Una cosa giusta la dici, anche se gli attribuisci ben altra intenzione: il successo di questo gruppo è la prova della provincialità che dici. In un altro paese sarebbe rimasto nella sua cameretta.

  38. Mah, secondo me è giusto che non sia rimasto nella sua cameretta. Noi vogliamo ascoltare tutto. Poi vogliamo anche essere liberi di dire che il disco è carino, che è bellissimo, che non è niente di che, o che è una merda. Il disco dei Cani in se non è una merda, è tra il niente di che e il carino; ma tutto quello che c’è dietro è a dir poco vomitevole. Che sia il Nevermind The Bollocks de noantri ci può stare (a livello prettamente musicale), quel disco dei Sex Pistols è quasi spazzatura. Però lo spingono come disco generazionale. E insomma, io di quella generazione ne faccio parte. E sinceramente non posso accontentarmi di così poco. Poi vorrei concludere così: “criticare una indie band è già patetico” [cit.]. Questa me la scrivo sul muro, quello della mia cameretta.

  39. indie = indipendente, cioè non pubblicato da una major. Qualunque genere la band faccia, dal jazz al black metal.
    Questo termine non vuol dire assolutamente nulla. E’ ora di finirla.

  40. la musica indie e finita 20 anni e un giorno fa. detto questo, non so nemmeno chi siano i cani, sono espatriato in tempo

  41. comunque sembra che dietro i testi ci sia colasanti stesso, per cui mi sa che una band più a tavolino & terra terra di così non ci sta, manco nel mondo “indie” (che a ragione non vuol dire un cazzo)

  42. Trovo assurdo che questa discussione stia andando avanti e che stia andando avanti con questi toni.
    Conosco Emanuele da anni e quando c’è stato l’incidente della recensione – incidente che, ripeto, non è dipeso da noi, che non mandiamo truppe cammellate in giro a difenderci, che non ce ne frega un cazzo di difenderci- non ho mai messo in dubbio la sua buona fede. Mi sarebbe piaciuto vedere qualche riga scritta da lui in questo delirio senza senso, ma vabbè, non si può avere tutto dalla vita.
    Il disco de I Cani può piacere o non piacere e come ho già detto non m’interessa nulla, trovo un po’ inquietante e assurda tutta la slavina di parole che sta accompagnando questa storia.
    1) 42Records è un’etichetta indipendente. Nel vero senso del termine. Non campa, come altre, di anticipi dati dai distributori, si sostiene solo con le proprie gambe, disco dopo disco, e rischia quello che può rischiare senza promettere mari e monti. Non abbiamo né i mezzi e né le possibilità per creare qualcosa a tavolino, imporlo ai media con questa facilità etc etc. Chi pensa una cosa del genere non ha capito davvero niente di come funziona la musica indipendente in Italia. Parla tanto per parlare, visto che niente di quello che dice ha aderenza con il reale, e la sua opinione, sinceramente, vale meno di zero.
    2) Pubblichiamo la musica che ci piace e ci convince, e questo non c’entra niente con la propria esperienza da ascoltatori. Ho sentito due pezzi de I Cani, mi sono piaciuti, sono piaciuti anche al mio socio (ehi, bassista e produttore di Moltheni!), ho contattato il gruppo, ne ho sentiti altri, mi sono piaciuti, abbiamo deciso di fare il disco. Così, in maniera totalmente natuarale.
    3) Piuttosto che sparare cazzate del tipo “Colasanti scrive i testi de I Cani”, o “i giornali parlano bene de I Cani perché Colasanti bla bla”, ponetevi delle domande. Scrivo di musica da dodici anni, ho un etichetta da quattro, eppure le cose che sono uscite per I Cani non sono uscite per le altre band e vi giuro che non è cambiato niente nel mio modo di promuovere i gruppi – e questo Emanuele potrebbe anche testimoniarlo – semplicemente sono arrivati feedback da realtà che hanno sempre ignorato 42 e questo ha generato una reazione a catena. Fare i complottisti non serve a un cazzo: io ho solo mandato un disco senza comunicato stampa e niente, dicendo: ‘ascoltate queste canzoni e ditemi cosa ne pensate’. Tempo una settimana e tutti chiedevano spiegazioni. È successo solo perché è successo e neanche noi ci aspettavamo niente del genere. D’altronde quello che è accaduto ai Cani, nelle dimensioni in cui è accauduto, è un fatto abbastanza unico per l’Italia, ma normalissimo in tutto il mondo. Un tizio ha fatto un disco in cameretta, la gente si è incuriosita, ha chiamato altra gente che si è incuriosita e via così. Per me i Cani sono uguali ai Cat Claws, a Colapesce, ai Jacqueries, è stata la gente a sceglierli.
    4)Al primo concerto c’erano sotto il palco 1300 persone, al secondo 1700, le date di Roma e Bologna sono praticamente già sold out, mi spiace tornare su questo argomento ma la realtà dei fatti è chiara: I Cani hanno sfondato con IL PUBBLICO, la gente che ha comprato i dischi, le magliette, va a vedere i concerti e canta tutti i pezzi. E il pubblico non è controllabile da nessuno, sicuramente non da me.
    5)Molto bella la frase sui musicisti che muoiono, peccato che non ha niente a che fare con me: io faccio il possibile per far crescere la musica che mi piace, ci rischio lo stipendio, ci lavoro 24 ore al giorno, e non ho mai guadagnato un soldo dall’etichetta, per cui prima di trovare il nemico comune fatevi una domanda e datevi una risposta. Io ci metto la faccia, e rischio, non sto dietro a un monitor a sparare cazzate.
    6) Con questa chiudo, e chiudo davvero, sono anni che vivo la cosìdetta scena romana,e sono anni che la vivo male. addirittura all’inizio mi ero ripromesso di non dare più spazio a gruppi di roma, ma gli eventi hanno preso un’altra piega. Ogni volta che qualcuno emerge un pochino, subito parte il tiro al piccione, è successo per gente che ha avuto visibilità di quartierino, figuriamoci per I Cani. Tanto spreco di parole sui gruppi altrui e poco impegno per far crescere il proprio.

  43. Caro Emiliano, la tua risposta è assolutamente esaustiva ed è quello che “aspettavo” dopo 4 mesi e oltre 50 commenti (la maggior parte deliranti in tutti i sensi). Francamente già dal 4 giugno (il giorno dopo la mia recensione-equivoco) mi ero stancato di ricevere e leggere commenti su questa storia. Quindi censurando i commenti con insulti pesanti e gratuiti o lasciato “parlare” e discutere la gente come meglio credeva rispettandone il pensiero, avrei altrimenti dovuto rispondere circa 50 volte… per come sono fatto avrei risposto anche di più!

    Sono un libero professionista da ormai quasi 20 anni e come tale potrei scrivere su altre 150 testate, avere 4 etichette, fare il dj, produrre macinini, presentare Castrocaro ecc. Questo per zittire le solite voci non pensanti che vorrebbero mummificare una persona e riconoscerla come tale, solo pensandola legata ad un unico “lavoro”. In 10 anni di Nerds ci hanno dato dei conniventi decine di volte con quello o quell’altro gruppo solo perchè avevamo (e abbiamo tutt’ora) le nostre preferenze che supportiamo col cuore prima che con la ragione… e molto spesso anche io ho pensato di dire basta sopraffatto dalla delusione di questa città piena di invidie e stupidi rancori (anche se la questione è prettamente italica e provinciale…).

    Dunque massima solidarietà in questo senso a te e ai tuoi sacrosanti impegni/collaborazioni/ecc. Detto questo ripeto ancora una volta che la 42 Records non ha assolutamente nessuna responsabilità su quanto (soprattutto all’inizio della querelle) è arrivato di spiacevole in redazione a livello di insinuazioni, insulti, critiche pesanti e dirette sul personale. La mia recensione, seppur negativa, riguarda solo l’aspetto musicale, recensione “normale” come ne ho fatte in passato migliaia. Il disco de I Cani non mi è piaciuto per niente per centomila motivi. Punto e basta.

    Come mi sono piaciuti tantissimo per altri centomila motivi moltissimi gruppi della 42 Records (sai bene quanta passione ho messo nel divulgare il mio amore verso i Konbenavhn Store ad esempio :). Nulla di premeditato, nulla di nulla, nulla contro nessuno. Ci siamo spiegati all’epoca dei fatti privatamente e quello per me è bastato, e son felice che riconosci la mia buona fede.

    Questo sito è bello ed ha il suo ammirevole successo (e affanculo la falsa modestia) proprio perchè ha una redazione democratica al 100%. Io recensisco negativamente I Cani ma al contempo diamo notizia del tour, apriamo un contest e reporteremo la data di Roma, proprio perchè non tutti vivaddio la pensano come il sottoscritto. Niente censure, niente linee editoriali da seguire. E l’esempio potrebbe correlarsi a tanti altri artisti osteggiati e bannati da chi scrive ma poi per dovere di cronaca ed informazione analizzati (positivamente) da altri collaboratori.

    E chissà un giorno (lontano 🙂 anche io forse potrò ricredermi sulla bontà dei Cani…
    A presto e tanti cari saluti.

    ET

  44. @emiliano colasanti

    Grazie per aver chiarito questa pazzesca ipotesi di complotto…

    Ma invece di perdere il tempo a criticare chi ha fatto qualcosa che funziona e cerca di nascere, crescere, vedere che succede, perchè non ve la prendete con le radio italiane che fanno di tutto per non far sentire niente di nuovo ? Per le major che in italia promuovono ancora jovanotti e ligabue che non fanno altro che riciclarsi con suoni scopiazzati da band straniere con canzoni che fanno arrotolare le palle dietro la nuca ?

    No, perdere il tempo a criticare chi nel bene o nel male sta nascendo, è giovane, e butta là la sua proposta.. come se fosse facile fare una gigantesca campagna virale su una band musicale, non c’è riuscito mai nessuno, oltre la campagna serve la buona musica, è essenziale questo come ci confermano gli Artic Monkeys. (che in italia a questo punto su nerdsattack avrebbero fallito)

  45. Caro dciacc (?) su questo sito non si perde tempo a criticare a vanvera. E’ stato dato nella recensione solo un giudizio (negativo, opinabile, discutibile, giusto, utile… chissà ma assolutamente personale) su un disco, come centinaia se ne danno durante l’anno. Evidentemente non conosci Nerds Attack! (scritto separato e con il punto esclamativo) perchè di tutti i gruppi “indie” (che parolaccia) made in UK sono proprio gli Arctic Monkeys quelli che il sottoscritto (e molti della redazione) preferiscono (leggi: http://www.nerdsattack.net/?p=9041). Per quanto riguarda le radio siamo d’accordo… sapessi quante cose in 12 anni di radio locale ho provato (riuscendoci a volte…) a far crescere, a far nascere supportando centinaia di band del nostro bel paesello… ma col talento ci si deve nascere altrimenti si resta solo dei buoni interpreti che “scopiazzano suoni da band straniere”…

  46. Arrivo tardi, lo so. Ma per favore…il termine “montepulcianesi” non esiste nella lingua italiana, i cittadini di Montepulciano si chiamano POLIZIANI (da Mons Politianus). Ma non c’è nessuno che ti rilegge i pezzi prima di pubblicarli?

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