Queens Of The Stone Age @ Unipol Arena [Bologna, 4/Novembre/2017]

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Dimenticare. Siete tutti chiamati a un semplice esercizio. Provare a guardare le cose con occhi diversi. Dimenticate allora l’umidità di una serata di quattronovembre, dimenticate la portata dell’evento, dimenticate quella grande fetta di pubblico molto giovane agghindato per il sabato sera, dimenticate la generazione ’02 quella cresciuta con “Amici di Maria” e ‘Songs for the Deaf’, dimenticate la venue che dovrebbe essere riservata solo a quel meraviglioso sport che si chiama basket, dimenticate che sembra di recarsi a un sentito derby calcistico stracittadino, dimenticate le imponenti pubblicità di Fiorucci e Ricola, dimenticate il disgustoso odore di pop-corn e quello ancor più deleterio di sudore e capelli sporchi, dimenticate le nuvole di fumo passivo poi dissolte in lavatrice, dimenticate le postazioni merchandising lunghe come una fermata d’autobus, dimenticate il pietoso gruppo spalla venuto dall’Oklahoma (Broncho), dimenticate un’acustica a rimbalzi e palleggi (giusto per rimanere in tema sportivo), dimenticate che quasi tutti gli amici ed ex-amici di Joshua, dopo venti anni, suonano ancora davanti a 2-300 persone nei loro estenuanti-continui tour in giro per mezzo pianeta, dimenticate la prima volta al numero 1 in classifica iuesei, dimenticate le sterili disquisizioni sulla recente produzione discografica, dimenticate infine cosa sia e rappresenti oggi chiamarsi Queens of the Stone Age. Se riuscite a fare questo, potrete sicuramente avvicinarvi alle prossime righe con animo sereno e mente libera. Potrete cioè comprendere perché venire all’Arena bolognese e rimanere compressi per due ore in mezzo a migliaia di persone sia sta una scelta felice, felicissima, di quelle che rimangono dentro. Per sempre.

Il motivo è subito spiegato e non c’entrano i numeri – venti pezzi per un totale di due ore – ma l’attitudine impetuosa con la quale il quintetto californiano si presenta all’unico appuntamento in agenda con la sigla ITA. Un palco essenziale delineato da barre luminose che come in una pista di slalom gigante tratteggiano e definiscono i movimenti dei musicisti. Al centro c’è ovviamente lo smargiasso, l’incontenibile Ginger Elvis, che gigioneggia tra proclami di libertà e amore, tra una sigaretta e una mossa pelvica, mentre tutt’attorno i fedelissimi appaiono letteralmente infoiati. Un assalto senza concessioni e compromessi, un treno in corsa con l’obiettivo ben preciso, fino a quell’ultima fermata che si trasformerà in una spirale di pogo e salti fuori misura, di scarpe e corpi roteati in aria, di urla e mani al cielo in stato primordiale. Una band asciutta, compatta, possente, il rombo del deserto che si manifesta in alcune occasioni fa perdere i sensi aprendo flashback di pura nostalgia, fantasmi nella Sky Valley. Dove anche i brani di ‘Villains’ assumono un aspetto sicuramente differente rispetto alla lacca griffata Ronson spruzzata in abbondanza dentro le quattro mura dello studio. Qui c’è sangue vivo che sgorga da ogni singola nota, ci sono chitarre che vanno e vengono, c’è la classe e la dimostrazione reale di forza assoluta. C’è un batterista che conoscevamo, ma che abbiamo visto nella sua veste naturale, ovverosia ammantato di autentica disumanità. Interpreti mostruosi al servizio di una discografia tra le più “moderne”, “innovative” e “riconoscibili” del nuovo (ma già ampiamente cresciuto) millennio zerozero. E Joshua Homme ne è l’artefice supremo. Il punto d’incontro tra talento cristallino e intelligenza strategica. E anche se non avete dimenticato neanche un punto di quelli elencati poco sopra, sono sicuro che non sarete rimasti affatto delusi dal più grande combo oggi presente sul pianeta Terra. Una sentenza. Fine.

Emanuele Tamagnini

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4 COMMENTS

  1. …si, Emanuele, va tutto benissimo, se però è necessaria una “smemoria selettiva”!!!…naturalmente non ero presente al concerto, per cui, il mio è un giudizio, molto prevenuto, ma che ne dici di parlarne davanti a una birra, sana e “non” artigianale, con un disco degli Oneida che che scorre fluido come la suddetta birra???…con stima…

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