Pumajaw @ Init [Roma, 21/Gennaio/2011]

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Il duo scozzese dei Pumajaw è un progetto musicale nato nel 1994 dalla vocalist Pinkie Maclure (voce, concertina e synth) e dal polistrumentista John Wills, (chitarra, effetti, synth), ex-Loop, ed ex-Hair & Skin Trading Company. La loro formula si basa su di un tappeto di chitarra, drum programming e basi elettroniche, sui quali si erge e si espande la voce di Pinkie, dalla grande estensione (passa tranquillamente dall’ovattato all’acuto). Il sound che ne esce si colora di tinte fosche, cupe, malinconiche e affascinanti. Il loro ultimo lavoro è alle porte, uscirà nei prossimi mesi e si chiamerà ‘Demon Meow Meow’. Il live prende piede con l’imponente presenza scenica di John, solo sul palco in completo fumo quadrettato e camicia psichedelica, che scuote la chitarra effettata ottenendo suoni onirici. Entra Pinkie, giacca a coda di rondine, rossa, quadrettata, fuseaux leopardati, stivali neri da rocker, si muove sinuosa con la concertina in mano, e sfodera la profondità e la sensualità della voce con ‘Bending Wood’, uno dei brani che colpiscono maggiormente per rotondità del suono. John si alterna tra chitarra, programmazioni e synth. Blocca i tasti di quest’ ultimo, curiosamente, con un floppy disk, e rimane sempre intento a suonare, senza pause. Lei padroneggia lo spazio muovendo le braccia e saltellando da una parte all’altra del palco. Si passa a ‘Talullah’, nella quale Pinkie suona anche il synth. L’esibizione prosegue senza interruzioni con la sognante atmosfera di ‘Buttons’.

Il neo della serata è stata la scarsa attenzione mostrata da una certa parte di pubblico, tant’è che Pinkie ha smesso di cantare per riprendere i chiacchieroni. Da quel momento è calato il freddo, sopra e sotto il palco, con la gente che continuava a parlare e la parte di pubblico interessata alla musica intenta a riprenderli con irritati e prolungati “shhhh!!!”. Nonostante i fastidiosi schiamazzi, il concerto è stato interessante per la validità del duo e per il loro sound ipnotico ed erotico, ma non ha dato nulla di più di quello che si ascolta nei lavori in studio, inoltre la scaletta è stata composta in particolare sulle hit contenute in ‘Favourites’, uscito nel 2009. Altri brani suonati: ‘Tumbledown’ e ‘Weird Light’ e un bis di due pezzi: ‘Graveyard’, a-solo vocale di Pinkie, e infine la grintosa e movimentata ‘Billy Rose’, che forse andava anticipata per permettere al pubblico di scaldarsi maggiormente e partecipare più attivamente al concerto.

Lina Rignanese

4 COMMENTS

  1. Gran bella performance, peccato per gemme lasciate fuori come ‘Outside it Blows’ e ‘Spangler’, che avrei amato auscultare dal vivo. Magici personaggi di fantasia quasi; lui sembrava il grande gigante gentile, lei un’attrice kabuki, entrambi immersi in un fondale onirico, malinconico e affascinante come giustamente sottolinei.

    Il fastidiosissimo neo della serata andrebbe rimosso con un’operazione brutale e violenta.
    Esemplare e temibile l’invito di Pinkie ad andare letteralmente affanculo fuori.
    C’è gente brutta e molesta ai concerti: imponenti buttafuori subsahariani fate qualcosaaaaa!!!!

  2. …più che altro dovrebbero fare qualcosa i proprietari dei locali (Circolo e Init soprattutto), ma evidentemente non gli importa nulla se la gente fa casino e disturba o peggio ancora fuma dentro la sala… A ‘sto punto si fottessero pure loro, visto che non hanno le palle per far rispettare queste minime norme di civiltà…

  3. Il fatto è che pagano. Quindi entrano. Se poi escono non consumano e magari non ritornano. Non credo che ai proprietari costi molto intervenire altrimenti.

    [La prossima volta metto il taser in borsetta]

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