Prima Donna + Anti You @ Freakout [Bologna, 16/Maggio/2014]

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Una locandina sbilenca al Pratello, nascosta da altre 300 in cui leggo a fatica due parole importanti: ANTI YOU e FREAKOUT. OK, si va, non mi serve sapere altro. Scoprirò poi che ci saranno altri 4 gruppi per un totale di 3 ore di punk e per un venerdì sera direi che va benissimo. Un peccato non ci sia stata moltissima gente perchè tutte le band sono state di alto livello e avrebbero meritato più presenze. Temevo moltissimo i Prima Donna avendo visto dei loro terrificanti video: decisamente non il genere di cose che vorrei ascoltare, anzi, troppo fighetti, troppo rock-glamour per ragazzine. Ma per gli Anti You potrei sopportare tutto. Iniziano a schitarrare i Faceoff, punk rock da Faenza, ma sono arrivato quando stavano suonando gli ultimi due brani quindi eviterei di dire cosa ne penso anche se i due pezzi a me son piaciuti. E anche parecchio. Passiamo direttamente ai The Capitalistic Kids, da Austin-Texas, che grazie a un paio di dischi e degli split (cioè la tipica carriera punk) è riuscita ad avere un certo credito nella scena indipendente che più indipendente non si può. Punk pop collegiale suonato molto veloce, facce da ragazzi della west coast, polo, occhiali e brani che catturano, soprattutto per le melodie del cantante, legate alle vecchie cose degli Adolescents e dei Dickies a noi tanto care. O no? Certo che sì. Mezz’oretta di teenage punk, schietto e robotico. Si danno il cambio con gli austriaci Dee Cracks, anche loro una storia uguale a 3000 altre band  punk rock. Il loro, a differenza di quello dei Cap Kids, è un punk più robusto, più maschio ma senza mai prendersi sul serio. Se il primo brano mi aveva convinto poco ho dovuto immediatamente ricredermi subito dopo perchè i ragazzi austriaci sfoderano una prestazione maiuscola con anthem tutti attaccati, senza pause (solo un paio per rifiatare) con un unico intento: suonare piuù veloce della canzone di prima. Brani sparati fuori come proiettili composti magari solo da un paio di “oh oh” ripetuti a oltranza e da riff assassini. Batterista campione della serata per sberleffi, boccacce e pose da clown. Una delle band più infernali viste da qualche anno a questa parte. Cover di ‘First Time’ dei The Boys a coronare il tutto.

E ora i romani Anti You che da quando sono nati sono uno dei gruppi hardcore più schietti, veri e deflagranti dello Stivale. Famosi in USA dove incidono per la Six Week Records, il vero DIY, senza contratti, portano avanti il tour per il nuovo disco, ‘Blank Stares’ arredato dall’ennesima copertina capolavoro. Gli Anti You suonano come si suona l’hc: pezzi lunghi non più di un minuto, cantato sempre uguale, testi e idee piene di rabbia, nichilismo, odio, speranza. Ed è esattamente quello che trasmettono suonando con ogni stilla dei loro cuori, fino allo spasimo, sul palco del Freakout. 30/40 minuti che non si possono dimenticare. L’hc vero, quello cannbiale di Circle Jerks, M.D.C, 7seconds e Minor Threat è tutto in questo gruppo commovente. La cosa bella è stato anche vedere i componenti dei Prima Donna assistere allo show degli Anti You completamente paralizzati e ammutoliti. Chiudono la serata proprio gli americani Prima Donna, un paio di dischi per l’Acetate Records (Supersuckers, Rhino Bucket, Black Halos) e tanto tempo passato allo specchio. Di loro mi erano bastati, così credevo, due tre video su youtube per avere una pessima opinione, glamour rock con attitudine da cazzo. L’intenzione era davvero sentire due canzoni, trovare gli aggetivi adatti per insultarli e andarmerne a letto vista l’ora. E invece sono rimasto lì a godermi tutto lo show. Ho visto i video sbagliati? Non saprei ma la band merita davvero di essere apprezzata live. Il loro r’n’r è un bel mix tra Dogs D’Amour e Faces, con sicuramente dei ganci moderni, ma i ragazzi sanno come si suona questo genere. Brani che funzionano tutti, ritornelli che si infilano a meraviglia nelle strofe, niente attitudine da rock star (bah forse l’intro prima di salire sul palco con musica messicana davanti a 20 persone se la potevano risparmiare), sax e tastiere che danno un tocco vintage e caldo, insomma mai nella mia vita son stato cosi contento di essermi ricreduto. Pensiero questo comune con i ragazzi al bancone e con gli Anti You i cui thumbs up con cui si commentava la performance dei Prima Donna la dicono lunga. Davvero niente da dire se non che al Freakout il venerdì sera lo si passa sempre bene.

Dante Natale

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1 COMMENT

  1. grazie grazissime. sono commosso. però ti faccio presente che noi suoniamo tipo venti minuti, ma mi fa piacere che ti dilatiamo il tempo 😉

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