Pop X @ Largo Venue [Roma, 10/Febbraio/2018]

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Il progetto Popper di Davide Panizza e soci procede spedito da una decina di anni, se calcoliamo le prime apparizioni su YouTube, ma non smette di mantenersi il più originale su piazza. Se dici Pop X a dieci persone con ogni probabilità riceverai dieci opinioni diverse: geni, imbecilli, eroi, inascoltabili, e così via, con l’unica certezza che nessuno tra quelli che li conosce ti risponderà che gli sono indifferenti. La tappa romana fa parte del tour di presentazione di ‘Musica Per Noi’, terzo disco, con un titolo che la dice lunga sulla diffusione che intendono dare al prodotto. Non ci sono brani radiofonici, o che ascolteresti in presenza dei tuoi genitori, ma tracce per quel Noi che comprende i fan e spesso live esiste, visto che gli stessi si trovano spesso catapultati al centro dello show interagendo con i membri del collettivo artistico. Per valutare l’andamento e gli inevitabili passi avanti del progetto, visto che tutto ci aspettiamo da certi personaggi eccetto la staticità, esordiamo a Largo Venue, l’ultimo locale in ordine di tempo aperto a Roma come location per concerti. È la nostra quarta volta al cospetto dei trentini, nella quarta venue diversa. Li incrociammo per caso al Quirinetta, quando c’erano trenta persone giovani e indemoniate a ballare con loro e tra loro, in un caos disorganizzato che trasformò per un’ora un ex teatro del centro di Roma in un sambodromo di Rio, con visual di grande impatto e caschetti sulla testa dei membri della band che catturavano l’attenzione e regalavano ricordi indelebili. Al Lanificio li trovammo un po’ bloccati e statici, forse a causa degli spazi limitati di quel palco, e con una scaletta che ci deluse a tal punto da doverci fare da soli un secondo encore in macchina, con la playlist dei brani esclusi. Al Monk tornarono ad atmosfere più simili a quelle del Quirinetta, ma con un pubblico più che decuplicato.

Sono da poco passate le 23 quando, nella sala concerti di Largo, vicina al sold out e con varie persone mascherate per la festa di carnevale a tema Van Gogh in programma dopo il live, si presenta Panizza con cappello da cowboy e camicia da tagliaboschi, insieme ai musicisti, tra i quali riconosciamo Babic alla chitarra e Di Gregorio alla batteria, con l’aggiunta di un bassista, un tastierista ed una ragazza molto avvenente e poco vestita a danzare sul palco. La prima parte del live sarà interamente dedicata ai pezzi tratti dal recente album, rilasciato nel mese di gennaio, che segue il ‘Best Of’, nome curioso per un disco d’esordio, uscito nel 2015, con i pezzi composti nei primi anni di attività e caricati sul tubo, e il secondo, ‘Lesbianitj’, del 2016, più provocatorio del precedente per via di scelte linguistiche che hanno subito fatto moda e scuola, e moda a scuola, visto il successo che hanno ottenuto soprattutto tra i giovanissimi. Alcune tracce tra quelle di ‘Musica per Noi’ sembrano demo o divertissement da cameretta, con testi quasi sempre composti da frasi con la giusta forma ma senza alcun senso, e che si interrompono per ripartire con altri mix di parole che puoi anche scervellarti per trovargli un senso, ma non ce la farai mai. Troviamo anche citazioni dei compagni di etichetta Bomba Dischi, Carl Brave x Franco 126 (in ‘Teke Taki’), mentre a illuminare artisti e spettatori ci sono dei fasci di luce che contribuiscono a creare la giusta atmosfera, sebbene l’assenza dei visual delle origini un po’ ci manchi. Rispetto agli show del passato siamo più vicini a un normale concerto che a un’esperienza di vita, con Panizza, gran cerimoniere con voce alteratissima che si accomoda al piano in più di un’occasione, mentre le sonorità ci ricordano quelle dell’elettronica in voga in Italia a cavallo del Millennium Bug, le suonerie dei vecchi telefoni, le discoteche balcaniche o i luna park, i flipper di una sala giochi e più in generale la musica a 8 bit.

Dopo aver presentato le nuove tracce gli artisti tornano dietro le quinte e ci restano anche quando arriva il segnale che sta per ripartire la stupidera, vocabolo non ancora del tutto assorbito dai nostri dizionari, ma che rappresenta al meglio lo spirito alla base di Pop X, l’istinto del cervello svuotato e la voglia di far casino stile scolaresca in gita. Il segnale che dà via a tutto questo è ‘Pierino’, pezzo strumentale che ha il potere di far scatenare l’intero pubblico e risvegliarlo da quello che fino a quel momento era stato un torpore inedito per i fan del collettivo trentino, forse dovuto al minor contatto fisico con i musicisti ed al fatto che il recente disco, assorbito e imparato a memoria da alcuni, come testimoniato dai loro labiali, fosse ancora sconosciuto ai più che abbiamo sentito invocare brani feticcio, poi eseguiti, come ‘Cattolica’, ‘Secchio’, pezzo che più di tutti li ha fatti conoscere al grande pubblico, e ‘Io Centro coi Missili’, quello più amato dai fan di vecchia data e che ha raggiunto da pochi giorni un milione di visualizzazioni YouTube. Ci sarà spazio anche per ‘Drogata Schifosa’ e ‘Frocidellanike’, quest’ultimo secondo noi pezzo tra i peggiori della loro intera produzione, ma che gli ha permesso di vendere interi scatoloni di magliette. Con i brani “vecchi” riecco l’orgia di corpi di chi condivide un segreto e si dà di gomito, ma anche di spalla, di gamba, di piede e di mano col vicino mentre balla o poga, in base alle attitudini. Assisteremo anche al crowd surfing di un membro della band. Sembra di essere in un luna park, in una ruota che gira velocissima ma ti diverte senza nausearti, anzi ti fa venire voglia, una volta esauritosi il tempo, circa un’ora e mezza dopo del via, di andare dal giostraio e pagare un’altra corsa.

Andrea Lucarini