Polar For The Masses + Moseek @ Mads [Roma, 20/Maggio/2010]

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L’ultimo appuntamento mensile della premiata ditta Nerds Attack! & Lenti Eventi ha confermato quanto avevo passionalmente asserito un anno fa (leggi): ‘Blended’ rimane il miglior disco italiano del 2009. E i Polar For The Masses una band devastante. Una band totale. Questioni di cuore ma soprattutto questioni di “fatti”. Il trio vicentino, reduce da date europee che hanno unito i puntini di Spagna, Danimarca e Germania, è una delle realtà più internazionalmente valide di questo svilito paese sempre più vittima di sottoculture e migrazioni di masse lobotomizzate. Se pensate il contrario liberissimi di farlo. Il concetto più volte ribadito da chi scrive, è che la grande musica tricolore non passa attraverso prime pagine, copertine di cataloghi pubblicitari travestiti da magazine specializzati, raccomandazioni tra amici che (non) contanto, pacche sulle spalle allungate da prezzolati santoni del valore di quattro denari spicci. Basterebbe curiosare. Senza la curiosità l’intelletto muore.

Il Veneto si conferma regione di punta, regione regina. Il rapporto tra numero di band e alta qualità non ha altri eguali in questo momento. Così dopo la Venezia dei Wora Wora Washington tocca alla Vicenza dei Polar For The Masses mettere il sigillo e lasciare i segni all’interno del sempre accogliente Mads. La serata viene inaugurata dai Moseek. Quartetto di Velletri che troviamo più quadrato e più “rock” rispetto all’esibizione di qualche mese fa durante la Roma Rock School Competition. Mezz’ora di ottime canzoni, inserti elettronici disturbanti ma mai in eccesso, stampo alternative anni ’90 ed una frontwoman elettrica e in pieno tiro (guarda video).

Alla mezzanotte, quando ho appena spinto il tasto play su ‘Birthday’ degli Sugarcubes, il triangolo dei Polar ha appena unito i suoi lati. L’impatto è chirurgico (guarda video), pulitissimo, penetrante, cardiaco. Una macchina da guerra. E il suono prodotto è pura nitroglicerina. Senza sbavature. Senza un cazzo di niente. Poche parole. Via via che il concerto sale d’intensità non riesco a pensare ad altro. Bisogna solo lasciarsi perforare da cotanta perfezione. Elencare stili, generi, gruppi di paragone, epoche, non servirebbe a niente. Fatevi la vostra idea e battete il petto recitando un mea culpa. Un’ora a pescare ovviamente nella quasi totalità dal secondo e già citato ‘Blended’ (guarda video), tra piccoli siparietti di accordature e scordature, ringraziamenti, sorrisi e tanto sudore. Quando ad un certo punto il poderoso basso attacca le prime note, anche l’intonaco del soffitto (sopra palco) ammaina bandiera bianca e decide di lasciarsi cadere in piccoli frammenti a tempo di musica. Esperienza, talento, mestiere, semplicità. I nostri carissimi amici convenuti, che hanno eroicamente preferito curiosare che lasciarsi “spingere da dietro” come tante pecore al pascolo primaverile, che hanno scelto di beccarsi questa onda d’urto in faccia piuttosto che masturbare un telecomando, bene, questi carissimi amici a fine concerto avevano lo sguardo soddisfatto, spaesato e anche un po’ incredulo. Il banchetto per destinazione è andato poi esaurito, sparite copie del primo e del suo fantastico successore.

Ronzinante mi sta aspettando. C’è ancora tempo per salutare il Casciani, il caro Macheda et cricca a rimorchio, divorare avidamente una banana e dirigersi verso il fresco di una serata di maggio. Abbiamo fame, pensiamo a “lei” e mangiamo un cornetto. Vista da questo lato, la vita è davvero molto bella.

Emanuele Tamagnini

4 COMMENTS

  1. …portroppo per cause di forza maggiore, sono dovuto andare via penso a meta’ concerto, pero’ quello che ho visto mi e’ bastato……..cavolo questi spaccano proprio, non sono stato fermo un minuto, e calcolate che ha apprezzato pure il mio amico che ascolta radio deejay, e non aggiungo altro…… 🙂 Comunque accattati tutti e due i cd, e mi sono preso pure l’ep dei moseek che non erano malaccio….. Ciiiaaaooooo

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