Piccoli adolescenti crescono e affrontano a testa alta il mercato discografico internazionale: mesdames et messieurs lo strano caso interessante di La Femme.

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Loro si chiamano La Femme e sono 8 (forse 10, al dire il vero non si capisce molto bene) giovani baldanzosi che provengono un po’ da tutta la Francia: da Parigi a Biarritiz (meta cool per i surfisti di mezza Europa), passando per la Bretagna, fino ad arrivare a Marsiglia. Hanno poco più di 20 anni e il loro primo exploit risale alla primavera 2011, con un EP intitolato ‘Le Podium #1’, la cui foto di copertina – omaggio esplicito al quadro “L’origine du Monde” di Gustave Courbet – venne sin da subito censurata da tutti i siti di vendita di dischi online. Storie e leggende metropolitane a parte, le influenze di La Femme sono chiare e limpide già ad un primo ascolto: si parte da un cantato francese, smaliziato e disilluso stile Young Marble Giants, passando per un synthpop tedesco alla Kraftwerk, per abbracciare infine ritmi più incalzanti e vagamente gioiosi alla surf music dei The Beach Boys. Un pezzo tra tutti per meglio comprendere ‘Sur la Planche’ (guarda). Ma questa è storia passata.

Oggi La Femme, dopo una tournée sgangherata e montata interamente a mano negli Stati Uniti, torna con un album pregno di contrasti e pezzi “insensés” (senza senso), dal titolo – quanto mai figlio dello spirito del tempo – di ‘Psycho Tropical Berlin’, edito niente di meno che dalla Universal Music. E qui a Parigi è subito interesse e delirio di critiche positive, al punto che Les Inrocks (bibbia e punto di riferimento imprescindibile sui nuovi trend musicali internazionali per tutti i francofoni più o meno hipster), li acclama come la migliore rivelazione dell’anno. E ad uno studio più approfondito si può forse comprendere il perché di tutto questo entusiasmo. Con il brano ‘Hypsoline’ (ascolta) infatti, La Femme propone 10 minuti di musica senza alcuna reale struttura tipica, ritmi che cambiano ed evolvono da un pop gioioso a tonalità più cupe e stregate, con ritornelli glaciali e ossessivi, per poi ritornare pop e chiudere con pezzi remixati all’inverso. In sostanza degli accostamenti interessanti, accattivanti e sufficientemente diabolici, al punto da sembrare quasi inediti. Poi il video: vera e propria chicca, omaggio ai migliori film horror nostrani anni ‘70 (vedi Bava e compagnia) con tanto di titoli di coda e finali orgiastici. La Femme dunque piace e seduce, anche quando propone brani dall’ambience apparentemente più “peace and happy”, dove nuances e carrillons di sottofondo esplicitamente rubati ad una  ‘Sunday Morning’ dei Velvet Underground, si sposano con parole più cupe e trisiti, come per ‘It’s time to wake up (2023)’ (guarda). Non resta pertanto che una sola curiosità: ascoltari dal vivo, per vedere se il baldo gruppetto è cosi diabolico e seducente come sembra su youtube. Peccato che per Paris si dovrà aspettare l’autunno, mentre tra le prossime tappe estive – neanche a farlo apposta – figurano mete ben più vacanziere e cool come Biarritz, Bordeaux, e Marsiglia.

Daniela Masella

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