Phil Everly – R.I.P.

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L’influenza è di quelle incommensurabili. Di quelle pionieristiche che scrivono la storia. Phil Everly è morto a 74 anni a Burbank in California per una grave malattia polomonare. Con il fratello Don formava gli Everly Brothers: “Phil and Don Everly helped draw the blueprint of rock ‘n’ roll in the late 1950s and 1960s with a high harmony that captured the yearning and angst of a nation of teenage baby boomers looking for a way to express themselves beyond the simple platitudes of the pop music of the day”. I Beatles agli esordi venivano chiamati “The English Everly Brothers” (“We owe these guys everything. They started it all…”) e poi Bob Dylan, Neil Young (“every musical group he belonged to had tried and failed to copy the Everly Brothers’ harmonies”), Beach Boys, Simon And Garfunkel, The Hollies, Bee Gees, Robert Plant, Keith Richards… la lista sarebbe troppo lunga e consistente da continuare. Rock and Roll Hall of Fame, Grammy Lifetime Achievement Award, Country Music Hall of Fame, Vocal Group Hall of Fame, Rockabilly Hall of Fame, Hollywood Walk of Fame. 35 singoli nella Top 100, 26 nella Top 40 USA (tra il 1957 e il 1962!) e stesso dicasi per il Regno Unito. I due iniziarono a suonare country nel 1945 ma è solo con il trasferimento a Nashville, a metà degli anni ’50, che la loro carriera ebbe “ufficialmente” inizio quando cioè firmarono per la Cadence Records. Tra il 1973 e il 1983 i fratelli sono separati e producono in veste solista prima di riunirsi e rimanere impegnati fino ai giorni nostri. Proprio nello scorso novembe Norah Jones e Billie Joe Armstrong dei Green Day avevano pubblicato ‘Foreverly’ un cover album di brani degli Everly Brothers.

All I Have To Do Is Dream