Peter Murphy @ Traffic [Roma, 7/Ottobre/2011]

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Il suo nome è capace di smuovere parecchie persone e costringerle in una lunga e stretta sala dal basso soffitto, non che sia male come location, ma vedere tutta questa gente stipata in quel poco spazio lascia davvero perplessi a meno che ovviamente il nome che li ha riuniti tutti è quello di Peter Murphy! L’ex leader e cantante dei Bauhaus, nonchè loro immagine principale, con quel viso spiritato e squadrato, affascinante ed avvenente nonostante il fisico pressochè scheletrico, con quella voce inconfondibile e riconoscibile da chiunque… è tornato anche se non molto tempo è passato dalla sua ultima apparizione live in Italia (leggi). Eravamo davvero tanti ad attendere la sua performance, talmente affamati della sua voce da cominciare a cacciare via la special guest prima del tempo al grido di “Peter! Peter!” e naturalmente anche io che nel giorno del mio compleanno ho deciso di venire a festeggiare con degli sconosciuti a me molto simili.

Appena prima dell’inizio, veniamo avvisati che sarà una performance un po’ “speciale”, visto che il bassista della band, Jeff Schartoff, non sarà della partita perchè ha avuto un problema (anche se voci non ufficiali rivelano invece di un litigio fra il vampiro Murphy ed il musicista durante la precedente data italiana di Treviso). Le solite leggende metropolitane o si tratta di verità? Staremo a vedere nei prossimi giorni. Intanto l’ex Bauhaus viene affiancato da un signor chitarrista: Mark Gemini Thwaite, già Mob Research, Tricky e Mission, che nonostante l’assenza di una base solida come quella offerta dal basso dimostra comunque di sapere il fatto suo ed oltre. Mr Murphy presenta il nuovo disco dal titolo ‘Ninth’ il suo nono lavoro prodotto nella lunga ed un po’ in ombra carriera solista. Il sound offerto dal Traffic non è dei migliori e purtroppo gioca un ruolo fondamentale proprio la mancanza di un suono solido e necessario come quello del basso  soprattutto in rievocazioni di vecchi pezzi dei Bauhaus in cui costituiva la spina dorsale della sessione ritmica. Lo spettacolo va comunque avanti schivando qualche problema tecnico e dimostrando comunque di essere all’altezza delle aspettative, sebbene lo stesso cantante appare un tantino invecchiato così come anche la sua voce che a tratti sembra soffrire un po’. Ma il carisma di Peter è sempre lo stesso, mi guarda attraverso la lente della mia macchina fotografica e mi fulmina, glaciale e spiritato, fa un certo effetto poterlo vedere ad una distanza tanto ravvicinata da poterlo toccare così come molti fanno strappandogli qualche sorriso di tanto in tanto. Spiccano pezzi del nuovo album come ‘Velocity Bird’ ed ‘I Spit Roses’ che insieme a ‘Seesaw Sway’ rappresentano la parte migliore del nuovo disco. Alla batteria fa il lavoro sporco Nick Lucero, cercando di riempire i pesanti vuoti lasciati dal basso, cosa riuscita ovviamente solo in piccola parte. Purtroppo questa mancanza andrà a pregiudicare il livello del suono, e come ho sentito dire ieri “è come una torta Sacher, puoi cambiare il gusto della marmellata, ma se ti manca il cioccolato…” un esempio leggermente fuori tema ma che rende benissimo l’idea.

Nonostante tutto, Peter Murphy ci ha riuniti tutti sotto il claustrofobico palco del Traffic, (non vorrei sbilanciarmi ma penso di aver contato oltre quattrocento persone) si è fatto osannare ed ha dimostrato di avere sia il carisma dei grandi palchi che solcava un tempo, sia l’umiltà di far salire sul palco una romantica sostenitrice dei tempi che furono, semplicemente per farla ballare con lei per qualche prezioso minuto. Tutto questo è stato più che apprezzato da tutti i suoi fan desiderosi ancora di sostenerlo, così come la sua disponibilità nel firmare autografi dopo il concerto. Tutto bellissimo, solo la prossima volta, rimpiazzate quel bassista, e regalateci (si fa per dire) un suono ed una performance del livello che appartiene a questo nome.

Stefano D’Offizi

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